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TERRORISMO 28 Dicembre Dic 2015 1728 28 dicembre 2015

La moglie di un kamikaze del Bataclan: «Fiera di mio marito»

Intercettati dalla polizia messaggi di approvazione inviati dalla sposa di Samy Amimour, morto suicida nel teatro parigino, a un'amica in Francia: «Mi vanto dei suoi meriti».

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Fiori davanti al teatro Bataclan.

Proprio nel giorno dell'uscita dall'ospedale di una delle ultime vittime della strage del Bataclan, Laura Croix, già battezzata 'la ragazza dei miracoli', dalla Siria arriva un inquietante messaggio di approvazione per la strage di quella notte del 13 novembre.
E non da un ideologo dell'Isis o da un leader jihadista, ma da una giovane donna con le stesse idee radicali dei terroristi più pericolosi. «Sono molto fiera di mio marito, tanto da vantarmi dei suoi meriti», e, «sono così felice qui».
Sono queste le agghiaccianti parole di Kahina, la moglie di Samy Amimour, uno dei kamikaze che si sono fatti esplodere nel teatro parigino. Contenute in alcune mail inviate dalla Siria a una conoscente in Francia e intercettate dagli inquirenti, di cui il quotidiano Le Parisien ha pubblicato alcuni estratti.
«A CONOSCENZA DEL PIANO DALL'INIZIO». La ragazza, appena diciottenne, nei messaggi inviati dal territorio controllato dall'Isis tra Siria e Iraq, dove si trova con un gruppo jihadista, prende in giro l'amica «scioccata dagli attentati», che ancora «resta a passeggiare a Parigi».
Poi, rivela di essere stata a conoscenza dei piani di Amimour «fin dall'inizio», quando è partito dalla città irachena di Mosul. I due si erano stabiliti nella città nel Nord dell'Iraq dopo aver lasciato la Francia ed aver trascorso un primo periodo a Raqqa, dove si sono sposati.
«L'HO INCORAGGIATO A PARTIRE». «Ho incoraggiato mio marito a partire per terrorizzare il popolo francese - scrive Kahina - Lo invidio così tanto, avrei talmente voluto essere con lui e farmi esplodere anch'io».
I messaggi della giovane, unitasi alla jihad quando era ancora minorenne ed iscritta a un liceo della banlieue di Parigi, sono pieni di odio e violenza: «La vita non è pace, pace, amore, baci - recita una delle lettere - Tu ci uccidi, io ti uccido, tu ci combatti, io ti combatto. Fino a quando continuerete a offendere l'Islam e i musulmani sarete dei potenziali obiettivi, non solo i poliziotti e gli ebrei, tutti».
«VOI CI UCCIDETE, NOI VI UCCIDIAMO». L'intervento armato della Francia in Siria è la giustificazione degli atti di terrorismo, spiega: «Una volta in Siria ero in un mercato tranquilla e di colpo abbiamo sentito un enorme esplosione. Per il momento, mandano i loro aerei e voi in Francia e altrove vivete bene, ma intanto la gente qui muore, ed è ingiusto. Presto, inshallah, la Francia e tutta la coalizione sapranno cos'è la guerra a casa loro. Voi ci uccidete noi vi uccidiamo, l'equazione è semplice».
LE VIOLENZE DELLA BRIGATA FEMMINILE. Intanto arriva una nuova testimonianza agghiacciante degli orrori commessi dall'Isis. E non solo dagli uomini. Secondo la stampa britannica, una donna 'colpevole' di voler allattare il figlio in strada è stata uccisa a Raqqa, in Siria, dalle miliziane dello Stato islamico facenti parti della brigata Al-Khansaa, un gruppo di integraliste che dicono di far rispettare purezza e decoro nelle vie della città.
A raccontare la vicenda è stata Aisha, ex residente nella cosiddetta capitale dell'Isis che è riuscita a fuggire.

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