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VIOLENZE 11 Gennaio Gen 2016 1700 11 gennaio 2016

Colonia e la fragile teoria del complotto

Voci su un attacco pianificato alle donne. Però la tesi non regge: Land e governo si contraddicono, la polizia era latitante. E la piazza invasa da petardi e alcol.

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Sulle violenze alle donne del Capodanno di Colonia si valuta anche la pista dell’attacco organizzato, e quindi terroristico.
Le denunce per furto e/o aggressione sono arrivate a oltre 500, più di 200 a sfondo sessuale. Oltre 1.000 in tutta la Germania e in altri Paesi del Nord Europa meta dell’ondata di profughi, due gli stupri venuti alla luce.
L’ALLARME DEL GOVERNO. Il ministero della Giustizia tedesco si è sbilanciato per la tesi del complotto dopo giorni di cautela e anche di reticenze nelle indagini, si presume con in mano qualche elemento.
Sui social network ci sarebbe stata una sorta di chiamata a raccolta dei molestatori, ma gli inquirenti smentiscono e in Germania c’è ancora molto smarrimento sull'accaduto nella piazza tra la stazione centrale e i gradini della cattedrale di Colonia, e anche in altre città. Non in tutte, a onor del vero.
MOLTI DUBBI DA CHIARIRE. Davvero l’attacco è stato pianificato, oppure il governo della cancelliera Angela Merkel - ora in grande difficoltà - si arrampica sugli specchi per giustificare un’imperdonabile concatenazione di eventi (negligenze, sottovalutazioni, complicanze anche inevitabili) che, come spesso avviene, può aver provocato i fatti inquietanti nella città sul Reno?
La questione è molto dibattuta, anche in Germania. I dubbi di Lettera43.it e qualche riflessione a margine.

1. Sulle violenze organizzate il Land di Colonia smentisce il governo

Il guardasigilli tedesco Heiko Maas, socialdemocratico (Spd), è convinto che le violenze di massa e i furti nella notte tra il 31 dicembre e il 1 gennaio siano stati «organizzati». «Nessuno può venirmi a raccontare che un’orda del genere non fosse preparata», ha dichiarato al taboid popolare Bild, invitando gli inquirenti a scavare sui possibili collegamenti tra i sospettati.
MINISTRO CONTRO POLIZIA. La polizia tedesca indagherebbe su messaggi sospetti in Rete di nordafricani, prima di Capodanno, e su immigranti e migranti arrivati poi a Colonia anche dal Belgio, dall’Olanda e dalla Francia. Ma non arriva alcuna conferma della magistratura, e anzi la polizia del Nord Reno-Westfalia ha smentito prove in tal senso.
UN’OPINIONE POLITICA? Quella del ministro Mass - rilanciata su tutti i media internazionali come la notizia dell’«attacco pianificato alla Germania» - resta una sua opinione personale, al limite politica, espressa per giunta alla vigilia dell’aspro dibattito al parlamento tedesco sui fatti di Colonia, che scuotono la Grosse Koalition.

2. Le violenze di massa non a Monaco, né a Berlino: ma per forza per l'Isis?

Agenti antisommossa nelle proteste di piazza a Colonia (Getty).  

L’argomentazione più a favore dei complottisti è la diffusione a spot delle città luogo delle aggressioni.
Oltre a Colonia, epicentro, Amburgo, Stoccarda, Francoforte e cittadine tedesche minori, l’austriaca Salisburgo e capitali straniere come Zurigo (Svizzera) e Helsinki (Finlandia).
NON A MONACO E BERLINO. A Colonia e in tutto il Land del Nord Reno-Westfalia la concentrazione tra immigrati e profughi era alta già prima dell’ondata estiva, per la disponibilità dei governatori locali all’accoglienza. Ma anche Berlino, come pure Monaco di Baviera, ospita centinaia di migliaia di migranti da sistemare.
L’EPICENTRO A COLONIA. Se le degenerazioni nei festeggiamenti derivassero solo dalla mentalità e dalle azioni criminali di una parte della gran massa di islamici arrivati, sarebbero dovute accadere anche nella capitale e in Baviera e invece sono esplose (miratamente?) soprattutto a Colonia. Per un attacco dell'Isis, ma non necessiariamente.

3. La latitanza della polizia di Colonia e il degrado della stazione

Al ministro del governo fa eco il ministro alla Giustizia del Land e compagno di partito Ralf Jäger, puntando il dito sugli autori delle molestie («tutti stranieri») ma anche sulla polizia di Colonia («gestione inaccettabile»).
Prima della mezzanotte, i fuori controllo in piazza sarebbero stati diverse centinaia, poi cresciuti a 1.000, eppure non si sarebbero inviati «rinforzi».
IL DEGRADO DI COLONIA. Da settimane e anche mesi, nella stazione gravitavano gruppi di balordi, dediti al borseggio: un degrado nato prima dell’emergenza dei migranti e in crescita, nel lassismo delle forze dell’ordine, ha raccontato anche Ubaldo Villani-Lubelli sul blog dalla Germania Potsdamer Platz.
GLI OMISSIS DELLA POLIZIA. Sui media Colonia veniva descritta «la capitale di ladri e rapinatori» e sulla polizia cittadina pendono ora diverse ombre: nel rapporto segreto sulla notte di Capodanno, finito in pasto ai media, gli agenti denunciano «tagli» e «scarso equipaggiamento». Pressato dalle critiche, il capo del commissariato Wolfgang Albers si è dimesso, ma il 1 gennaio, prima che esplodesse il caso, aveva definito la nottata «tranquilla».

4. In Germania, a Capodanno far west dell'alcol e dei botti

La manifestazione nella piazza delle violenze a Colonia (Getty).


A Colonia la situazione potrebbe insomma essere degenerata più che altrove perché, oltre al boom del milione di migranti entrati disordinatamente nel Paese - di per sé un fattore inevitabile di rischio, come in tutte le grandi migrazioni, inclusa quella italiana che 'esportò' la mafia negli Usa -, il controllo dell’ordine pubblico era (e non dal 31 dicembre) molto meno efficiente.
I BOTTI A GO-GO. In tutta la Germania a ogni Capodanno è inoltre tradizione esplodere una quantità incredibile di petardi e fuochi artificiali, venduti anche nei supermarket, mentre in Italia e in altri Stati Ue sono stati vietati o limitati, per i ferimenti di strada e per l’allarme antiterrorismo.
L’ALCOL A FIUMI. Si beve pure moltissimo e le due cose, in mano alla fetta più calda degli stranieri arrivati dai Paesi islamici, dove l’alcol è vietato e dove le molestie alle donne sono staticamente più diffuse, sono un cocktail molto pericoloso.

5. Tra gli arrestati anche stranieri balordi, da anni nel Paese

Un «attacco organizzato» non si può escludere a priori, l'Isis aveva minacciato di colpire a Capodanno e nelle capitali europee blindate può aver ripiegato su un attentato obliquo. Ma è buio fitto sulla stragrande parte degli autori delle violenze.
AUTORI ANONIMI. Le vittime e i testimoni li hanno descritti come dai tratti «nordafricani» o comunque arabi. Ma, nella bolgia, neanche le forze dell’ordine sono state in grado di memorizzarli. Tra i 19 indiziati, 10 sarebbero richiedenti asilo e l’altra metà no.
SBANDATI E BALORDI. Sbandati spesso irregolari e con precedenti nella microcriminalità, in Germania da anni, alcuni neanche musulmani. Le molestie sessuali non sono d’altronde prerogativa dei Paesi islamici: come altre violenze contro le donne, accadono da sempre anche in Europa e sono tra l'altro in aumento di pari passo con il degrado, materiale ed etico, dei tempi odierni.

Twitter @BarbaraCiolli

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