Colonia 160111131033
FACCIAMOCI SENTIRE 11 Gennaio Gen 2016 1307 11 gennaio 2016

Gli indignati a singhiozzo sulle donne violentate

Condanne per i fatti di Colonia, indifferenza dopo gli abusi alle 20enni romene di Ragusa. Esistono casi di serie A e di serie B?

  • ...

Una foto scattata la notte di Capodanno 2015 nella città di Colonia, in Germania, teatro di violenze di massa contro le donne.

“Violentate nel silenzio dei campi a Ragusa. Il nuovo orrore delle schiave romene”.
Era il titolo dell’articolo scritto da Antonello Mangano su l’Espresso del 14 settembre 2014.
«Cinque mila donne lavorano nelle serre della provincia siciliana. Spesso con figli piccoli. Nel totale isolamento subiscono ogni genere di violenza sessuale. Una realtà fatta di aborti, “festini” e ipocrisia. Dove tutti sanno e nessuno parla».
CONDANNA SACROSANTA. Ho riletto questo articolo dopo la giusta indignazione per i riprovevoli fatti avvenuti a Capodanno a Colonia dove una molestia sessuale di massa, come è stata definita, è stata perpretata a centinaia di donne intorno alla locale stazione centrale mentre festeggiavano l’arrivo del 2016.
La condanna di questi fatti è stata forte e unanime come è sacrosanto che fosse, in quanto nessun uomo ha il diritto di mettere le mani addosso a una donna prescindendo dal suo Paese di provenienza e dalle abitudini e dai diritti (in molti casi violati) delle stesse donne in questi stessi Paesi.
Nessuna ragione al mondo può giustificare un qualunque sgarbo a una donna o qualunque atto contro la sua volontà.
CI SONO DONNE DI SERIE B? I fatti di Colonia hanno però avuto un clamore infinitamente superiore ai fatti di Ragusa.
Credo che nessuno voglia sostenere che, rispetto al tema trattato, possano esistere donne di serie A e di serie B.
Non potrei accettare, e credo che possa essere considerato un peso sulla coscienza di tutti, che ragazze romene di 20 anni possano essere offerte come carne fresca dai padroni a parenti, amici o figli nell’ambito di quelli che sarebbero definiti «festini agricoli», facendo sempre riferimento a quanto scritto da Antonello Mangano.
INTOLLERANZA PER I VIOLENTI. Indignarsi per quanto avvenuto in Germania è giusto, ma credo che lo sia altrettanto per tutte le donne, qualunque sia il colore della pelle, la provenienza, la religione e il ceto sociale.
E la stessa cosa vale per la condanna al maschile.
Dobbiamo essere in grado di avere l'attenzione e l'identico grado di intolleranza nei confronti di chi non rispetta la sacralità femminile sia che si tratti di emigranti (evito volutamente di chiamarli «rifugiati» come hanno fatto la maggioranza dei media) sia di maschi nostrani.
PURE LA SOLIDARIETÀ SI EVOLVA. Credo anzi che si possa andare oltre: persino la solidarietà femminile dovrebbe evolversi da questo punto di vista.
Quante donne cercano un futuro migliore per loro e per i loro figli abbandonando il loro Paese di origine dove la mancanza di diritti si mescola a povertà e spesso anche a situazioni di persecuzione per motivi religiosi o guerre tribali?
Quante di queste donne per raggiungere il loro obiettivo si avviano verso un viaggio della speranza per cui se riescono a sopravvivere devono comunque pagare un prezzo in termini di aggressioni, umiliazioni, violenze sessuali di vario genere e natura?
Se la centralità è la sacralità della donna, queste sono tutte figlie di un dio minore?
ATTUALE LA DICHIARAZIONE DEL '48. Le donne dovrebbero garantire lo stesso grado di solidarietà anche a coloro che provengoo da simili situazioni.
Personalmente credo che prima di fare una distinzione di genere dovremmo condividere che siamo tutti esseri umani e in quanto tali dovremmo avere tutti diritto al necessario rispetto.
«Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza».
Non sta scritto nella Bibbia, ma è il primo articolo della Dichiarazione universale dei diritti umani firmato a Parigi il 10 dicembre 1948 la cui redazione fu promossa dalle Nazioni unite perché avesse applicazione in tutti gli Stati membri.
La dichiarazione non parla di genere, però usa appunto il termine «tutti gli esseri umani».
Dal 1948 è passato molto tempo, ma questo articolo della dichiarazione è più attuale che mai.
I PROBLEMI ESISTONO 'A TEMPO'. Purtroppo con lo straordinario sviluppo dei media oggi la realtà è diventata ciò che interessa il grande mondo della comunicazione.
I problemi esistono solo quando riempiono le pagine dei giornali o le trasmissioni televisive: sempre più spesso non con l’obiettivo di contribuire alla soluzione del problema, ma soltanto per ragioni di audience.
Abbiamo visto che il drammatico problema dello smog e dell’inquinamento ambientale si è risolto con un po' di pioggia e due fiocchi di neve.
Ma non possiamo accettare che il sistema valoriale su cui si basa la convivenza civile di un Paese e tra Paesi possa essere trattato in questo modo.
NUOVO MODELLO CULTURALE. C’è necessità di sviluppare un nuovo modello culturale che recuperi la centralità dell’essere umano per cui non possano più esistere le violenze di genere in particolare contro la donna che spesso è l’anello debole della catena.
La speranza è che il forte impatto mediatico scatenato dai deprecabili fatti tedeschi possa contribuire a una riflessione per la riaffermazione della inalienabilità dei diritti di tutte le donne, nessuna esclusa.
Il problema esiste e, come ho cercato di spiegare, dal mio punto di vista va oltre la stazione di Colonia.
Evitiamo che anche in questo caso tutto possa risolversi “con un po' di pioggia e due fiocchi di neve”.


Twitter @FrancoMoscetti

Correlati

Potresti esserti perso