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NARCOS 11 Gennaio Gen 2016 1707 11 gennaio 2016

Messico, sale il tasso di omicidi, crolla l'aspettativa di vita

El Chapo è solo la punta dell'iceberg. Dal 2005 la guerra tra narcos ha ridotto di sette mesi l'età media raggiunta dai maschi messicani.

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In Messico l'aspettativa di vita è scesa di circa sette mesi per l'alto tasso di omicidi.

Le autorità messicane hanno avviato formalmente il processo di estradizione del signore della droga Joaquin 'El Chapo' Guzman verso gli Stati Uniti. L'avvio della procedura è stata notificata dall'Interpol a Guzman nella prigione di massima sicurezza di Altipiano, in cui è detenuto. Il narcotrafficante è stato ricatturato venerdì 8 gennaio, sei mesi dopo essere fuggito attraverso un tunnel dallo stesso penitenziario.
La cattura di El Chapo, soprattutto se seguita dall'estradizione in America, rappresenta un'importante vittoria nella lotta al traffico di stupefacenti.
L'INTERVISTA CON SEAN PENN. Se è vero che Guzman è «quello che vende più eroina, metanfetamine, cocaina e marijuana al mondo», come da lui stesso sostenuto in una lunga chiaccherata con l'attore Sean Penn, la sua reclusione potrebbe infliggere una leggera battuta di arresto al commercio della droga che parte dal Messico. Leggera, perché nel Paese non mancano certo trafficanti pronti a prendere fette di mercato lasciate scoperte. Ma anche nulla, nel caso El Chapo resti in un carcere messicano: le precedenti detenzioni non gli hanno mai impedito di continuare la sua attività.

I cartelli che si contendono il traffico di droga in Messico nell'aprile 2015 (Dea).

IL TRAFFICO CHE UCCIDE IL MESSICO. Adesso, dopo rigide resistenze, il Messico sembra disposto a considerare le richieste americane, con la possibilità che El Chapo venga processato negli Stati Uniti in tribunali federali per almeno sette rinvii a giudizio per traffico di droga e omicidio.
Con El Chapo in una prigione americana ci sarebbe sicuramente da festeggiare, ma il cancro della droga che infetta il Messico resterebbe ben lungi dall'essere guarito.
Secondo uno studio della rivista Health Affairs ripreso da Vox.com, la violenza originata dal commercio di stupefacenti è talmente diffusa che l'aspettativa media di un uomo in Messico è scesa, dopo sei decenni di crescita. Un dato estremamente preoccupante, che indica chiaramente come il problema sia talmente diffuso da influenzare la vita di chiunque nasca sul territorio messicano.


Cambio dell'aspettativa di vita negli Stati del Messico (Health Affairs).

IL PICCO DI OMICIDI DAL 2005. Lo studio dimostra che l'aspettativa di vita è scesa di circa sette mesi tra il 2000 e il 2010, in conseguenza di un tasso di omicidi salito da circa il 9,5 persone ogni 100 mila abitanti a 22 ogni 100 mila abitanti.
Andando più in profondità nei numeri, il periodo più critico è stato quello dal 2005 al 2010, quando l'aspettativa è scesa in tutti i 31 Stati messicani a causa dell'ondata di omicidi senza precedenti che ha percorso un Paese dove diverse fazioni sono in lotta tra loro per il controllo del traffico di droga.
I ricercatori sottolineano che «Il tasso di mortalità per i maschi tra i 20 e i 39 anni nello Stato del Chihuahua nel periodo 2005-10 ha raggiunto un livello impressionante: circa il triplo di quello delle truppe americane in Iraq tra il marzo 2003 e il novembre 2006».

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