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VIDEO 12 Gennaio Gen 2016 0940 12 gennaio 2016

El Chapo, il video del blitz nel covo

Le immagini dell'operazione dell'esercito che ha portato alla cattura del re del narcotraffico. Avviato l'iter per l'estradizione negli Usa. Sean Penn: «Nulla da nascondere».

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La tv privata messicana Televisa ha trasmesso in esclusiva immagini riprese durante l'operazione che ha portato all'arresto di Joaquin El Chapo Guzman, dopo una violenta sparatoria a Los Mochis, cittadina dello stato di Jalisco, dove è nato è ha fondato il suo impero il superboss del narcotraffico mondiale.

  • Il video dell'irruzione nel covo de El Chapo (Ap).

Nel video si può seguire un gruppo di uomini armati e mascherati, appartenenti alla Marina militare messicana, mentre entrano nella 'casa sicura' dove si era rifugiato El Chapo solo due giorni prima dell'arresto, avvenuto l'8 gennaio.
Durante il violento scontro a fuoco - nel quale sono morti 5 sicari del cartello di Sinaloa, e un militare è rimasto ferito - El Chapo è fuggito dalla casa attraverso le fognature, insieme alla sua guardia più fidata, Ivan Gastelum Avila detto El Cholo.
Bloccato anche sottoterra dalle forze dell'ordine, il boss è tornato alla superficie attraverso un tombino e ha tentato nuovamente di scappare, questa volta rubando una macchina, ma è stato fermato poco dopo, sulla strada che da Los Mochis porta a Navajoa, e si è arreso senza porre resistenza.

  • Il video completo dell'operazione.

AVVIATO L'ITER PER L'ESTRADIZIONE. Ci vorrà almeno un anno, forse anche cinque, perché la giustizia americana possa mettere le mani su El Chapo, anche se l'iter giudiziario per l'estradizione è già formalmente iniziato. E mentre il video che mostra il blitz per stanarlo e la sua cattura fa il giro del mondo, l'altro grande protagonista di questa vicenda, Sean Penn, rompe il silenzio e di fronte al clamore suscitato dalla sua intervista al re del narcotraffico, commenta: «Non ho nulla da nascondere».
Ora, rinchiuso nel carcere di massima sicurezza dal quale è già fuggito una volta, Guzman attende di sapere quale sarà il suo destino.
E in quale Paese. La Procura Generale messicana ha confermato di aver comunicato agli avvocati del Chapo le richieste di estradizione presentate a giugno e agosto 2015 dalla giustizia americana, che lo vuole processare per associazione a delinquere, traffico internazionale di droga e altri delitti.
La parola ora è agli avvocati di Guzman, che hanno a disposizione un periodo per presentare obiezioni alla richiesta di estradizione.
Il responsabile delle procedure internazionali della Procura, Manuel Merino, ha già messo le mani avanti, sottolineando che gli avvocati del boss hanno già espresso la loro totale contrarietà all'estradizione, e dunque l'iter giudiziario potrebbe durare «un anno o anche di più».
UN PICCOLO PASSO AVANTI. Fino a poco tempo fa, il governo messicano si opponeva totalmente all'ipotesi di spedire El Chapo negli Usa. Ma la posizione del presidente Enrique Pena Nieto e dell'attuale responsabile della Procura, Arely Gomez, è cambiata dopo l'imbarazzante fuga del luglio scorso, per la quale El Chapo ha evidentemente contato su un'ampia rete di appoggio dentro e fuori dal carcere di massima sicurezza dove era rinchiuso.

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