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SCENARIO 15 Gennaio Gen 2016 1709 15 gennaio 2016

Siria, la fame come arma di guerra

Dal 2011, 350 mila vittime per carenza di cibo e medicine. Il dramma di Madaya.

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Un bambino denutrito a Madaya.

Nel conflitto siriano che prosegue da cinque anni a questa parte c'è una terribile arma contro le popolazioni civili: è la fame. Che a Madaya, la città siriana a nord-ovest di Damasco assediata da forze lealiste e da milizie sciite libanesi di Hezbollah, ha già ucciso 32 persone in un mese (da metà dicembre 2015 a metà gennaio 2016).
BIMBI RIDOTTI A SCHELETRI. La notizia è arrivata da una fonte del Programma alimentare mondiale dell'Onu, citata dalla televisione panaraba Al Jazeera.
Nei giorni scorsi alcuni attivisti avevano diffuso le scioccanti fotografie di persone ridotte a scheletri, compresi molti bambini denutriti.
GLI AIUTI NON BASTANO. I primi aiuti umanitari dell'Unicef e di altre Ong sono entrati a gennaio a Madaya e altre due località sotto assedio (Kafraya e Fuaa), dove la popolazione locale vive in condizioni drammatiche. Ma l'Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) ha spiegato che la farina, il latte per neonati e i vestiti trasportati finora servono a poco senza un regolare accesso a queste comunità.
400 MILA PERSONE INTRAPPOLATE. I camion entrati a Madaya hanno portato aiuti umanitari a circa 40 mila persone, quelli arrivati a Fuaa e Kafraya trasportavano aiuti per circa 20 mila.
L'Onu però stima che quasi 400 mila persone in Siria siano ancora intrappolate nelle zone assediate dalle diverse parti in conflitto. Croce Rossa Internazionale e Mezzaluna Rossa sono impegnate in trattative (finora senza esito) con i miliziani per l’apertura di un corridoio sicuro.
CIBO COME ARMA DI GUERRA. Il cibo rappresenta un'arma letale della guerra siriana: sia il governo sia i ribelli impediscono l'arrivo degli aiuti umanitari al fine di sottomettere più facilmente i civili, che diventano così ostaggi del conflitto.
Le sofferenze degli abitanti sono ulteriormente aggravate dall’arrivo dell’inverno.
Dall'inizio della crisi siriana nel 2011 oltre 280 mila persone sono morte a causa delle violenze, mentre 350 mila hanno perso la vita per carenza di medicine o beni di prima necessità.
«LA GENTE MANGIA ERBE E FOGLIE». «La gente ha perso la speranza che al mondo importi qualcosa di loro», ha detto Yacoub El Hillo, funzionario Onu per gli affari umanitari in Siria, dopo la sua visita nella città di Madaya. «Abbiamo visto persone disperate, affamate e congelate», ha aggiunto, lanciando un appello a «porre fine all'assedio».
Sajjad Malik, rappresentante dell'Unhcr in Siria, ha raccontato che «la popolazione è condannata a preparare zuppe a base di erbe e foglie».
BAN KI-MOON: «CRIMINE DI GUERRA». Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ha denunciato: «Affamare i civili è un crimine di guerra».
Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna hanno chiesto una riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza dell'Onu con l'obiettivo di fare pressione per porre fine all'assedio della città di Madaya e di altri villaggi. I colloqui di pace sono invece in programma per il 25 gennaio a Ginevra.

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