PAURA 17 Febbraio Feb 2016 1809 17 febbraio 2016

Turchia, forte esplosione ad Ankara

Deflagrazione al passaggio di un mezzo militare. Decine di vittime. Foto.

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Il terrore torna a colpire al cuore la Turchia. Una forte esplosione nella capitale Ankara ha provocato la morte di almeno 28 persone, mentre altre 61 sono rimaste ferite.
Secondo la Cnn Turk la deflagrazione, che è stata udita in vari punti della città, è avvenuta al passaggio di un mezzo che trasportava soldati nei pressi di un complesso militare nella zona centrale di Kizilay.
Tra le vittime ci sarebbero anche diversi civili.
FERITI PORTATI IN OSPEDALE. Le immagini delle tivù turche hanno mostrato una densa colonna di fumo che si levava da edifici nel centro della capitale turca. Una ventina di ambulanze sono state inviate sul luogo dell'esplosione e diversi feriti sono stati trasportati in ospedale.

INDAGINI IN CORSO. «Stiamo indagando», ha detto il premier turco Ahmet Davutoglu dopo l'esplosione avvenuta nella zona centrale di Kizilay, a circa 300 metri dal parlamento turco e dal quartier generale dell'esercito.
Il governatore di Ankara, Mehmet Kiliclar, ha confermato che un'autobomba è stata fatta esplodere al passaggio di un mezzo che trasportava dei militari.
VERTICE SULLA SICUREZZA. Un vertice sulla sicurezza si è svolto subito dopo nella residenza di Ankara del presidente Recep Tayyip Erdogan con Davutoglu e i vertici militari.
ESPLOSIONE AL PASSAGGIO DEL CONVOGLIO. Al momento dello scoppio, come mostrano le immagini riprese da una telecamera di sicurezza, diversi veicoli procedevano sui due sensi di marcia della carreggiata. L'autobomba è stata fatta saltare in aria mentre il convoglio militare, composto da mezzi apparentemente non blindati, era fermo a un semaforo.
DIVIETO DI TRASMISSIONE DELLE IMMAGINI. Come da tempo accade ad ogni azione terroristica in Turchia, mentre sono in corso le indagini l'autorità radiotelevisiva ha imposto un divieto di trasmissione delle immagini dal luogo dell'esplosione, comprese quelle di morti e feriti.
LUNGA SCIA DI SANGUE IN TURCHIA. Le autorità non si sbilanciano sui possibili autori e parlano solo di «organizzazione terroristica». Poco più di quattro mesi fa, due kamikaze si erano fatti saltare in aria davanti alla stazione ferroviaria di Ankara, mentre una folla si radunava in un corteo per chiedere la pace nel sud-est curdo, provocando 102 morti. Un attacco attribuito dalle autorità turche all'Isis, che però non lo ha rivendicato. Come non ha rivendicato l'azione del kamikaze che il 12 gennaio ha ucciso 11 turisti tedeschi nel centro storico di Sultanahmet a Istanbul, anche quella perpetrata secondo il governo dallo Stato islamico. Gli attacchi contro i militari sono quasi quotidiani nel conflitto in corso nel sud-est del Paese contro il Pkk curdo. L'obiettivo delle forze di sicurezza è anche quello privilegiato da sigle di estrema sinistra responsabili di recenti attentati in Turchia, come il Dhkp-c. Una instabilità resa ancora più allarmante dalle tensioni internazionali che coinvolgono il Paese, specie in Siria.

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