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EMERGENZA 19 Febbraio Feb 2016 1900 19 febbraio 2016

Il muro dei Balcani spinge i migranti verso l'Italia

Prima Bulgaria e Ungheria. Ora Macedonia e Slovenia. A Est sorgono le barriere. E la Croazia non le esclude. Se salta Schengen, profughi in direzione Adriatico.

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Il World Press Photo 2015 è andato al fotografo australiano Warren Richardson, che ha fermato l’attimo di un neonato passato tra il filo spinato tra Serbia e Ungheria.
Sono già diversi i muri innalzati in pochi mesi contro i profughi lungo i Balcani.
E presto saranno molti di più.
L’Austria, pronta ad archiviare Schengen, sta spargendo la voce tra i migranti che stazionano ai confini: polizia e soldati (anche di leva) sono in arrivo ai valichi con Ungheria, Slovenia e Italia.
«E, se necessarie, erigeremo altre recinzioni», ha annunciato il governo.
L'AUSTRIA SI BLINDA. A Spielfeld, tra Slovenia e Stiria, sta sorgendo una barriera metallica di quasi 4 chilometri, per «incanalare i migranti» verso i centri di raccolta.
Sul Brennero, dalle indiscrezioni dei media tirolesi, tempo due mesi spunteranno container e una «recinzione anti-fughe».
2 MILA CHILOMETRI DI MURI. Nei 2 mila chilometri dalla Turchia all’Austria sono spuntate rapidamente decine di muri, la rotta dei migranti nell’Est è una via crucis con tante stazioni forzate che man mano si svuotano, alla ricerca di strade alternative.
E siccome l’ondata di profughi non può essere fermata, la certezza è che, chiuse l’Ungheria, la Serbia, la Macedonia e a cascata tutti gli Stati balcanici, i migranti si riverseranno sugli unici confini che non possono essere protetti: le coste greche e soprattutto quelle italiane.

La mappa delle rotte dei migranti nei Balcani (Financial Times da dati Frontex/Amnesty international).

Bulgaria: la barriera tra Lesovo ed Edirne

Lungo la barriera tra Turchia e Bulgaria è stato ucciso un un afghano con un colpo d'arma da fuoco (Twitter).  

Dalla Turchia, la rotta più sicura per raggiungere il Nord Europa è risalire via terra attraverso la Bulgaria, la Serbia, l’Ungheria, infine l’Austria.
DEVIAZIONE VERSO LA GRECIA. Ma siccome dal 2014 - con il finanziamento dell’Ue - dal valico principale di Lesovo e lungo i 160 chilometri di confine con la Turchia la Bulgaria ha iniziato a costruire una barriera di rete metallica e filo spinato, pattugliata con agenti che hanno anche sparato e ucciso, dal 2015 migliaia di profughi si sono spostati verso la Grecia, pronti a morire nel Mar Egeo.

Macedonia: la chiusura favorisce la rotta adriatica

  • Anche la Macedonia, primo Paese di transito dopo la Grecia per i migranti, sta chiudendo le frontiere (Getty).

Dalla Grecia in Serbia si entra attraverso la Macedonia.
Ma nell’inverno 2015 Skopje ha iniziato a bloccare i valichi più affollati verso la Grecia con barriere di metallo alte e spinate come la Bulgaria, dopo che i rotoli di filo spinato a terra erano stati tagliati dai migranti: un provvedimento già preso, a Nord, tra Serbia e Ungheria.
VERSO IL NORD-EST ITALIANO. Il timore degli analisti è che con la primavera la rotta si sposti verso l’Albania, il Montenegro, l’ex Jugoslavia e infine il Nord Est italiano.
O direttamente dalla Grecia e dall’Albania verso le coste adriatiche, via mare.

Ungheria: l'altolà sposta i flussi a Ovest, verso la Croazia

Altolà sul muro tra Ungheria e Serbia, che si estende per circa 150 km di confine (Getty).  

La Serbia lascia entrare decine di migliaia di profughi a condizione che siano di passaggio.
Nell’estate l’Ungheria ha completato unilateralmente un muro di quattro metri per circa 150 chilometri, sulla frontiera meridionale di Schengen, che ha incluso anche un tratto fluviale e il passaggio ferroviario di Röszke.
RICHIAMATI I SOLDATI. Budapest ha richiamato soldati per estendere la barriera anche ai valichi più sensibili con la Croazia e blindato i confini con la Romania.
Di conseguenza il flusso si è spostato a Ovest, dalla Serbia alla Croazia, verso la Slovenia.

Slovenia e Croazia: guerra dei fili spinati

  • L'Ungheria ha blindato anche i valichi con la Serbia e pattuglia quelli con la Romania (Getty).

Nello scaricabarile europeo sfociato nell’emergenza profughi, tra Slovenia e Croazia (ultima entrata nell’Ue nel 2013) è scoppiata la guerra dei muri.
AGENTI PER TAGLIARE IL RETICOLATO. A novembre 2015 il governo di Zagabria ha mandato agenti di forze speciali a tagliare il reticolato di filo spinato degli sloveni, che in alcuni punti era sconfinato in territorio croato.
Il piano di Lubiana, concordato anche con Vienna, prevede una barriera provvisoria alta un metro e 80, per almeno 80 chilometri, lungo i valichi chiave di Razkrižje e Rigonce, a ridosso del fiume Sotla.

La minaccia: se la Germania chiude, uno dopo l'altro faranno altrettanto

  • Il filo spinato della contesa tra Slovenia e Croazia. E tra la Croazia e la Serbia? (Getty).


Serbia e Croazia aprono e chiudono a intermittenza le frontiere, per tentare di controllare il flusso dei migranti durante l’acme di accessi.
Zagabria ha criticato con forza la chiusura degli sloveni e degli austriaci, ma se si dovesse trovare da sola, scaricata da tutti i Paesi Ue, non ha escluso un recinto, «l’ultima soluzione possibile», tirato su in un paio di settimane alla frontiera con la Serbia.
«Non è quello che vogliamo, non risolverebbe il problema, ma se la Germania chiude allora, uno dopo l'altro, tutti dovranno fare altrettanto», ha dichiarato il governo croato.

Twitter @BarbaraCiolli

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