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COSTUME 23 Febbraio Feb 2016 1710 23 febbraio 2016

L'amante, una professione in crisi

Pochi regali e 'fuitine' al risparmio. Non esistono più i fedifraghi di una volta.

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In Italia si spende sempre meno per l'amante.

Per tutta la giornata successiva a San Valentino, i caffè del centro di Milano hanno offerto rose alle clienti. Uno in particolare, il bar Yellow di via Mercato, prediletto da giornalisti, banchieri e anche da Eros Ramazzotti che possiede lo stabile di fronte comprensivo di bar e paninoteca ma preferisce il bancone di Andrea e di Maurizio, ne ha regalate addirittura a dozzine in fasci multicolori, tutte targate 'Au nom de la rose', piccola catena di raffinate botteghe che offrono solo rose in ogni declinazione, dal fiore fresco alle candele fino alle marmellate.
FIORI INVENDUTI. A Milano, i fiori comprati dai negozianti per San Valentino sono rimasti quasi interamente invenduti. Pur di non gettarli, nel successivo giorno di chiusura i fioristi hanno preferito farne omaggio agli esercizi vicini, contando almeno in un piccolo ritorno pubblicitario.
Tre giorni prima della ricorrenza, basandosi su dati relativi ai due anni precedenti, la Camera di Commercio di Milano aveva diffuso una nota in cui prevedeva una spesa complessiva di 30 milioni di euro per la festa, fra ristoranti, fiori, cioccolatini e discoteca. Purtroppo, non aveva preso in considerazione il giorno della settimana in cui sarebbe caduto quest’anno san Valentino, la domenica, e fra qualche mese rischia di ritrovarsi con dati molto diversi rispetto a quelli ipotizzati, senza sapere se attribuirli alla ripresa col contagocce, all’onda lunga e molto bassa dei saldi o alla cadenza infausta per una festa così aleatoria.
PENALIZZATO DALLA DOMENICA. Un San Valentino collocato nel giorno del riposo familiare e santo porta infatti a una vendita di doni e dolcetti augurali inferiore quasi della metà rispetto a una ricorrenza infrasettimanale, e non a caso. La cifra di venduto corrisponde pressappoco a quella metà ufficiale dell’universo amoroso a cui si possono far consegnare i fiori tranquillamente a casa o anche non portarli affatto, contando su un rapporto (almeno in apparenza) consolidato. La metà ufficiosa, che la pausa del weekend rende quasi sempre irraggiungibile, deve invece accontentarsi di sms o whatsapp.

Una regola non scritta

In Italia si spende sempre meno per l'amante.

È una regola non scritta, mai analizzata e la cui sola menzione suscita risatine imbarazzate anche fra chi, in anni economicamente più floridi, è stato abituato a vendere due copie dello stesso gioiello per due donne diverse, eppure ben nota ai commercianti di esperienza.
RICORRENZA PER AMORI FRESCHI. San Valentino, e in genere le ricorrenze che coinvolgono i sentimenti, sollecitano in prevalenza gli amori di fresca data o quelli che, come scriveva lord Alfred Douglas, non osano pronunciare il proprio nome.
Le circostanze ambientali sfavorevoli li tacitano del tutto, mettendo dunque in stand by, o semplicemente cancellando, acquisti che in tempi diversi sarebbero apparsi d’obbligo. Un San Valentino in cadenza festiva rappresenta infatti, e anche, la scusa perfetta per cavarsela con niente: una semplice rosa fuori tempo massimo sarebbe ridicola, al contrario del whatsapp che offre presenza e sollecitudine a costo zero.
La crisi economica si è infatti abbattuta sugli amori clandestini, settore per secoli floridissimo, con violenza inusitata.
LA SPENDING REVIEW COLPISCE I GIOIELLIERI. A Roma, il taglio della diaria parlamentare e la pur limitata spending review dei partiti sulle note spese si è rivelata esiziale per decine di gioiellieri e boutique del centro, al punto che l’amica Patrizia Morini, una lunga carriera come direttore e consulente commerciale di marchi del calibro di Ralph Lauren, Nautica, Santoni, e ora di Rosato e Doucal’s, ricorda con trepidazione e rimpianto la Prima Repubblica («e un po’ pure la Seconda, via»), in cui anche l’ultimo dei sottosegretari largheggiava in cene costose e gioielli, mostrando inoltre un gusto e una raffinata conoscenza delle manifatture antiche di cui le nuove leve della politica risultano del tutto sprovviste.

I tempi del doppio ordine da Hermès

Crescono i guadagni dei day use hotel. La nuova meta di chi tradisce.

Fino a pochi anni fa, negli ambienti della moda era prassi, nonché sogno proibito, evocare per esempio il «doppio ordine» dei gentiluomini dalla vita spericolata e il portafogli fornito nelle boutique di Hermès: entravano a proprio agio, acquistavano una cravatta per sé e poi ordinavano la Birkin in colori sobri per la moglie e quella in turchese o violetto per l’amante raccomandandosi sulle spedizioni.
NON SE NE SENTE PIÙ PARLARE. Ora, l’amministratore delegato di Hermès Italie, Francesca di Carrobio, ammette di non «sentirne più parlare» dai suoi direttori. Le donne che possono, ordinano la Birkin in totale autonomia, da cui il successo di una discreta serie di romanzetti che ne evocano il possesso come segno tangibile e riconoscibile di indipendenza economica.
Gli uomini di sostanza sembrano invece latitare o riservare attenzioni e spese all’amore parallelo a cene, fughe enogastronomiche o veloci soste post-prandiali negli alberghi del centro. La food culture, o la sua messinscena più diretta e pecoreccia secondo prassi esistenti da millenni ma celebrate con entusiasmo dal Tom Jones di Henry Fielding in poi, ha infatti imposto i propri riti agli adepti all’amore a tempo alternato.
DAY USE HOTEL IN CRESCITA. Al punto che, se le statistiche nazionali sulla predisposizione all’infedeltà rischiano di variare di stagione in stagione e a seconda di committente e panel (è possibile che quelle di un sito di incontri extraconiugali come Meetic guardi le cose da una prospettiva diversa rispetto al colosso delle analisi Gfk Eurisko il cui amministratore delegato, Silvestre Bertolini, ammette con una risata di non aver ancora valutato l’opportunità di segmentare i dati sugli acquisti a seconda del vincolo matrimoniale o meno), quelle sulla frequentazione dei cosiddetti “day use hotel” fotografano invece una realtà vivacissima e in costante crescita.

Day break hote: fatturato +40%

In Italia, sette coppie su 10 tradiscono.

I quattro ragazzi italiani che hanno lanciato il Day break hotel, servizio che permette di prenotare una camera in alberghi a cinque stelle negli orari fra il check out e il check in pagando il 70% in meno rispetto alla tariffa notturna, stanno moltiplicando il fatturato a tassi del 40% all’anno: non tutti i clienti che usano la app sono coppie innamorate e illegali, naturalmente, fra chi prenota ci sono anche sportivi in trasferta o manager in attesa di prendere un volo.
OLTRE 750 HOTEL AFFILIATI. Certo è che gli hotel affiliati hanno superato quota 750 e che gli 'alberghi a ore' di un tempo, di cui le canzoni di Edith Piaf e di Herbert Pagani evocavano l’aria equivoca, sono un ricordo fioco almeno quanto le luci che ne segnalavano l’ingresso.
A quanto si può desumere da un incrocio fortunoso di dati e deduzioni, in Italia tradiscono sette coppie su 10, residenti perlopiù nelle grandi città per ovvi motivi di anonimato almeno apparente (le «città tentacolari» di Eugène Sue hanno sempre un loro perché) con un picco critico compreso fra i 44 e i 50 anni che i social platealmente favoriscono e le app enfatizzano.
Nessuno potrebbe più nemmeno immaginare i pianterelli che si fecero le italiane degli Anni 70 sulla voce di Claudia Mori che miagolava al telefono fisso dell’amante sposato in Buonasera dottore: adesso, basta un whatsapp subito cancellato per fissare un appuntamento o insidiare il sonno dell’amante sposato.
È FINITA L'EPOCA DELLE 'GRANDI ORIZZONTALI'. In compenso, nessuna amante del 2016, privata della sua rosa di ordinanza, limitata negli orizzonti di fuga al relais di provincia, potrebbe immaginare la sontuosità dei doni che per secoli hanno fatto dell’amore clandestino e protratto nel tempo una professione redditizia, e alla fine dell’Ottocento 'la' professione per eccellenza, mitizzata e invidiata dalle caste spose, per un gruppo di cortigiane belle, indipendenti e straordinariamente abili negli affari, le famosissime 'grandi orizzontali' che sarebbe impossibile paragonare alla schiera delle trucide Olgettine o a una semplice prostituta, pur creativa e spiritosa, come la trans Efe Bal.
Nessuna potrebbe reggere lo scambio di battute, narrato da Edmond de Goncourt, fra il principe di Orange e una delle tante belle e spregiudicate come Alice Ozy, Cora Pearl e Lola Montez: «Madame, mi hanno detto che il vostro amore dava le vertigini». «E a me, monsignore, che il vostro dava dei diamanti».
L’orizzonte degli amanti del San Valentino di oggi, raccontano dalla direzione di Pierre Mantoux, catena di calzetteria e lingerie, è limitato alla calza, che alla moglie regalano con i cuoricini ricamati, e all’amante in versione più sexy e aggressiva. Ma sempre calze sono. Come quelle che i commessi viaggiatori portavano nei Paesi dell’Est fino a non troppi anni fa, e con gli stessi scopi.

Twitter @fgiacomotti

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