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ESTERI 23 Febbraio Feb 2016 1703 23 febbraio 2016

Russia, l'opposizione denuncia: un Califfato in Cecenia

Pubblicato un report contro Ramzan Kadyrov, luogotenente di Putin nella regione: «Ha un esercito personale di 30 mila uomini». Le accuse: applica la sharia e minaccia la sicurezza del Paese.

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Il leader ceceno Ramzan Kadyrov.

A pochi giorni dall'anniversario della morte di Boris Nemtsov, il partito d'opposizione russo Parnas ha pubblicato un report sul leader ceceno Ramzan Kadyrov. Trentacinque pagine che stanno facendo il giro del mondo. Scaricabile dal sito Open Russia, il rapporto denuncia la nascita in Russia di un «nostro Stato Islamico». Laddove «nostro» significa creato con l'avallo del Cremlino. Un «califfato ceceno» retto dallo stesso Kadyrov, che vive «in base a leggi e tradizioni proprie, eppure riceve regolarmente miliardi di dollari in sussidi pagati dalla Federazione Russa».
«KADYROV PERICOLO PER IL PAESE». L'atto d'accusa è intitolato Una minaccia per la sicurezza nazionale. Kadyrov, «con la complicità della leadership del Paese e dei servizi di sicurezza», sarebbe ormai «diventato un pericolo» per tutta la Russia. L'autore del report è Ilya Yashin, stretto collaboratore di Boris Nemtsov, che in conferenza stampa ha spiegato di aver messo insieme informazioni provenienti da fonti aperte. L'interessato, Ramzan Kadyrov, ha subito replicato. Sia attraverso il proprio profilo Instagram, sia con una bellicosa intervista radiofonica.
IL LEADER RISPONDE SU INSTAGRAM. Sul social network Kadyrov ha bollato come «chiacchiere» il contenuto del report. Intervistato da Radio Rsn, invece, il luogotenente di Putin in Cecenia ha detto di voler «guidare divisioni dell'esercito a combattere contro i nemici della Russia, ovunque essi siano».
Il suo mandato scade il 5 marzo, ma l'attuale presidente della Repubblica Cecena non ha sciolto la riserva. Non ha ancora deciso, ha affermato, se candidarsi per restare al potere oppure no.

Дорогие друзья! Представители партии ПАРНАС много писали про некий доклад 'Угроза национальной безопасности'. Его анонсировали, как некий сенсационный материал. Сегодня авторы собираются представить в Москве журналистам материал в виде сенсации. И мы его публикуем, чтобы каждый, кто желает, мог ознакомиться, не дожидаясь пресс-конференции. Вы можете прочитать его на моих страницах ВКонтакте, Facebook и Livejournal. Своё отношение к этому театру одного актёра я выражаю тем, что тиражирую сие произведение. Не знаем, что за болтология ещё будет, но написанное не содержит ничего, кроме болтовни))) Livejournal: http://ya-kadyrov.livejournal.com/ Facebook : https://www.facebook.com/RKadyrov95 Вконтакте: http://vk.com/ramzan

Una foto pubblicata da Аллах Велик!!! (@kadyrov_95) in data: 22 Feb 2016 alle ore 19:49 PST

LA CECENIA TRASFORMATA IN UN FEUDO. Intanto, su di lui piovono le accuse contenute nel rapporto curato da Yashin, che coinvolgono anche il presidente russo Vladimir Putin. Sarebbe stato proprio Putin, infatti, ad aver permesso a Kadyrov di trasformare la Cecenia in un feudo personale, sganciato dal controllo delle autorità dello Stato russo. Il capo della Cecenia «vive nel lusso più sfrenato», dà «priorità alla sharia sul diritto russo» e «rafforza la sua potenza militare». I militanti ceceneni, inoltre, sono accusati di condurre attacchi terroristici contro gli avversari di Kadyrov, anche nella capitale Mosca.
COINVOLTO NELL'OMICIDIO NEMTSOV? Un passaggio che allude alle presunte responsabilità del leader nell'eliminazione di Boris Nemtsov. I sostenitori del politico assassinato hanno sempre accusato i servizi segreti del Cremlino e gli alleati di Kadyrov della sua morte. Cinque ceceni, tra cui un altro grado del ministero degli Interni, sono stati accusati di aver ordinato l'assassinio di Boris Nemtsov, ma nessuno è mai stato arrestato come mandante.
«UNA BOMBA A OROLOGERIA». Mosca ha combattuto due guerre contro i separatisti in Cecenia, negli Anni 90 e nei primi Anni 2000. La regione, stretta nel pugno di ferro di Kadyrov a partire dal 2004, ha ritrovato una relativa stabilità. Pagata a caro prezzo, secondo il report di Ilya Yashin. Putin avrebbe infatti dato mano libera a Kadyrov in Cecenia, in cambio della cessazione delle ostilità nei confronti del Cremlino. Adesso, però, il suo potere sarebbe diventato così grande da rappresentare una vera minaccia per lo Stato russo, contro cui rischia di ritorcersi. «Putin ha innescato una bomba a orologeria in Cecenia, che potrebbe portare ad una terza guerra in Cecenia o a qualche altra crisi», ha scritto Yashin.
I FEDELISSIMI DI KADYROV. L'opposizione stima che Kadyrov possa contare su circa 30 mila combattenti, solo formalmente sotto il controllo del ministero degli Interni russo, ma in realtà fedeli soltanto a lui, sottoposti al suo personale comando. Kadyrov, inoltre, ha recentemente minacciato pubblicamente alcuni oppositori del Cremlino: all'inizio di febbraio 2016, per esempio, Kadyrov ha pubblicato un video in cui Mikhail Kasyanov, leader del partito Parnas, appariva all'interno del mirino di un fucile da cecchino, insieme al suo vice.

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