Angelo Panebianco Contestato 160223133016
POLEMICHE 23 Febbraio Feb 2016 1200 23 febbraio 2016

Università di Bologna, nuova contestazione contro Panebianco

Il prof. di Bologna ed editorialista del Corsera ancora nel mirino dei collettivi. Prodi: «Ricorda ombre del passato».

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Angelo Panebianco contestato a Bologna, il 22 febbraio.

Angelo Panebianco ancora nel mirino delle contestazioni bolognesi.
Dopo il blitz del 22 febbraio scatenato da un articolo a sua firma sul Corriere della Sera dal titolo «Noi in Libia saremo mai pronti?», martedì mattina alcuni studenti hanno interrotto un'altra lezione incalzando il docente con domande provocatorie. Costringendo Panebianco a trasferirsi in un'altra aula.
«Trovo la cosa brutta, riprovevole, e fuori dal momento storico», ha commentato a caldo Romanoi Prodi. Aggiungendo: «Una roba da matti, un'infamia».
Quanto accaduto a Bologna, ha ricordato l'ex premier, «è un ripetere vecchi riti»: «Spero sia una scivolata di alcune persone e non un'ondata che ricorda brutte cose del passato».
«SCIOVINISTA E REAZIONARIO». La posizione di Panebianco sulla Libia era stata giudicata dai collettivi «reazionaria e sciovinista», essendo «un docente da sempre legato agli interessi bellici nostrani».
Non è la prima volta che Panebianco è vittima delle proteste degli antagonisti a causa delle opinioni espresse nei suoi fondi: nel gennaio del 2014 era stato il collettivo Hobo a imbrattare l'ingresso del suo ufficio in ateneo e pochi mesi dopo, a luglio, a murare la porta dell'ufficio e scrivere sui muri con vernice rossa «Panebianco cuore nero, le consegnamo noi il foglio di via» e «Fuori i razzisti dall'università».
Panebianco in quell'occasione aveva criticato le politiche renziane sull'immigrazione e le idee «confusamente cosmopolite» della sinistra italiana. «Una sinistra», scriveva, «che oggi potremmo definire francescana, costitutivamente incapace di tracciare una linea di confine fra ‘noi’ e ‘loro’ (e di ragionare quindi in termini di interesse nazionale), incapace di stabilire quanti e quali: quanti immigrati accettare, con quali caratteristiche professionali».
«CONTRO IL BARONE NERO». Dura la reazione dei collettivi: «Il barone nero consiglia caldamente Renzi di affogare gli immigrati nel Mediterraneo, molto di più di quello che già con impegno l’attuale governo, al pari di quelli precedenti, sta facendo. Tutto ciò nel nome della nazione e della razza, ovvero della casta dei potenti», recitava il comunicato. «Contro il fantasma dei califfati che bussano alle porte dell’Europa, il barone nero invoca la guerra santa contro gli immigrati, semina islamofobia e predica una nuova crociata neoliberista».

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