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MISTERO 26 Febbraio Feb 2016 1040 26 febbraio 2016

Morte di Donato Bergamini, il giallo in 5 punti

Il calciatore morì nel 1989. In circostanze mai chiarite. Una nuova perizia può riaprire il caso.

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Donato Bergamini.

Svolta nel giallo sulla morte di Donato Denis Bergamini, il calciatore scomparso in circostanze mai chiarite il 18 novembre 1989 sulla statale 106 Jonica all’altezza di Roseto Capo Spulico.
Il 25 febbraio si sono presentati in procura la sorella Donata Bergamini, l'avvocato Fabio Anselmo e Ilaria Cucchi (sorella di Stefano e amica di Donata) per consegnare l'istanza formale di una nuova perizia medico-legale sul cadavere del centrocampista del Cosenza.
VERSO LA RIAPERTURA DELL'INCHIESTA. La richiesta, se accolta, comporterà la riesumazione della salma e la riapertura dell'indagine, chiusa dopo l'archiviazione decisa a dicembre 2015.
Ecco in sintesi cinque punti sul caso.

1. La morte: il cadavere di Bergamini sulla strada statale 106 Jonica

Il 18 novembre 1989 Bergamini venne trovato morto sulla strada statale 106 Jonica nei pressi di Roseto Capo Spulico, in provincia di Cosenza. All'inizio sembrava che il decesso fosse avvenuto per suicidio: secondo le testimonianze, Bergamini si sarebbe buttato tra le ruote di un camion che l'avrebbe trascinato per circa 60 metri. Il corpo, però, non presentava nessuna ferita compatibile con questa versione e non era sporco di fango, nonostante la pioggia e le pozzanghere presenti sul luogo dell'incidente.

2. Le indagini: dall'ipotesi di suicidio all'archiviazione

L'indagine fu successivamente archiviata, ma l'ipotesi di suicidio non è mai stata ritenuta credibile dai familiari, dai tifosi e dai compagni di squadra di Bergamini. L'ex calciatore della Roma e del Milan Carlo Petrini provò a far luce sulla misteriosa morte scrivendo il libro Il calciatore suicidato nel 2001, in cui fornì alcuni dettagli sulla vicenda del calciatore (fatti comunque mai provati).

3. La perizia dei Ris: Bergamini già morto quando fu investito?

Il 22 febbraio 2012 i Ris di Messina depositarono presso la procura della Repubblica di Castrovillari la loro perizia, secondo cui Bergamini, quando fu investito, era già morto. Attraverso diverse simulazioni, i Ris hanno potuto constatare che se il giovane calciatore si fosse «gettato a pesce» sotto il camion, come riferì la fidanzata, le scarpe la catenina e l'orologio avrebbero subito gravi danni, e invece al momento del ritrovamento del cadavere erano pressoché intatti.

4. I sospetti: nel mirino l'ex fidanzata del calciatore

La richiesta di riaprire le indagini è arrivata dopo che, nel dicembre scorso, è stata archiviata l'inchiesta che vedeva coinvolti l'ex fidanzata del calciatore, Isabella Ierinò, accusata di concorso in omicidio, e il camionista Raffaele Pisano, per favoreggiamento e false dichiarazioni. Dopo l'ulteriore archiviazione dell'inchiesta sulla morte del calciatore, riaperta nel 2011, il procuratore Facciolla aveva incontrato i familiari di Bergamini e si era detto disponibile a riaprire le indagini in presenza di nuovi elementi.

5. La nuova perizia: esame delle lesioni per far luce sulla dinamica dei fatti

La consulenza tecnica richiesta dalla sorella Donata Bergamini, dall'avvocato Fabio Anselmo e da Ilaria Cucchi è necessaria per verificare la causa del decesso di Bergamini e mettere nuova luce sugli elementi già acquisiti nelle precedenti indagini, in particolare sull’orario della morte di Denis e sulla dinamica dei fatti. Nello specifico la richiesta evidenzia la necessità di «determinare l'esatta descrizione e oggettivazione delle lesioni scheletriche nel cadavere di Bergamini» e «la valutazione della vitalità delle lesioni cutanee e ossee riscontrate nel corpo».

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