Siria: radi su mercato, almeno 10 morti
MEDIO ORIENTE 27 Febbraio Feb 2016 1013 27 febbraio 2016

Siria, in vigore la tregua dopo cinque anni

Dal 27 febbraio vige il cessate il fuoco negoziato da Usa e Russia. Ma secondo l'Ong Ondus i turchi bombardano i curdi. Obama: «Non ci facciamo illusioni».

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Una tregua tanto attesa quanto fragile quella entrata in vigore la scorsa mezzanotte a Damasco (le 23 italiane) negoziata da Russia e Usa. Si tratta del primo cessate il fuoco dopo quasi cinque anni dall'inizio del conflitto che però non riguarda l'Isis e il Fronte al Nusra. A infrangerla, secondo l'Ong Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus), l'artiglieria turca, che ha nuovamente bombardato le forze curde dell'Ypg che nella provincia di Raqqa combattono l'Isis in una regione verso il confine turco.
AUTOBOMBA IN PROVINCIA DI HAMA. Nella prima parte della mattinata si era registrato solo qualche colpo sparato nel nord del Paese. Inoltre, alle porte della città di Salamiyeh, nella provincia di Hama, è esplosa un'autobomba. L'attacco, rivendicato dall'Isis, è costato la vita a due persone.
OBAMA: NON ILLUDIAMOCI. Intanto arriva un invito alla cautela da parte del presidente Usa Barack Obama: «Non ci facciamo illusioni» sottolineando che molto dipende da Russia e Siria. «Per il presidente Ci sono molti motivi per essere scettici. Nella migliore delle circostanze, la violenza non si fermerà subito. Agli aiuti umanitari deve essere consentito di raggiungere le aree sotto assedio». Obama sottolinea che «l'unico modo per sconfiggere l'Isis è mettere fine alla guerra civile e al caos in Siria, sotto il quale lo Stato islamico prospera». Il presidente coglie l'occasione per raccontare anche che sono stati fatti progressi nella lotta ai terroristi, che hanno perso il 40% delle aree che prima controllava in Iraq.

Il cessate il fuoco regge nella capitale e nelle città principali

LA TREGUA NELLA CAPITALE. Dopo una giornata caratterizzata da pesanti attacchi, a tre minuti dalla mezzanotte i rumori delle esplosioni sono cessati a Damasco e nella vicina città di Daraya, controllata dai ribelli, come ha riferito l'inviato dell'Onu Staffan De Mistura, parlando con i giornalisti a Ginevra. Un attivista dell'opposizione, Mazen al-Shami, ha riferito che Guta, il sobborgo della capitale controllato dai ribelli e teatro di aspri combattimenti, è tranquillo per la prima volta dopo anni.
La televisione di Stato siriana ha affermato però che miliziani ribelli alle porte della capitale hanno lanciato razzi su aree residenziali di Damasco.
GLI AEREI RUSSI HANNO LASCIATO ALEPPO. La Russia, come reso noto dal generale Sergei Rudskoy, ha bloccato tutti i raid aerei nelle zone della Siria interessate dalla tregua. A riprova di questo un media dell'opposizione, Aleppo 24, afferma che gli aerei russi hanno lasciato il cielo di Aleppo a mezzanotte e 19 minuti. Nella provincia di Daraa, l'attivista di opposizione Ahmad al-Masalmeh ha riferito che intensi combattimenti si sono fermati a mezzanotte.
A HOMS VIOLAZIONE RIENTRATA. Nella provincia di Homs, l'attivista dell'opposizione Mohammed al-Sibai afferma che la tregua è stata violata nella città di Talbiseh, ma poi la situazione è tornata tranquilla. Al-Masalmeh ha riferito anche che carri siriani hanno sparato contro il villaggio di Lajat, ferendo due persone. Violazioni dell'accordo da parte delle forze di Assad sono state segnalate a Daraa da un collettivo di gruppi di ribelli, il Comitato di coordinamento locale.

La minaccia Isis: si combatte a Khasaner e a Tal Abyad

Continuano intanto i combattimenti tra l'esercito siriano e l'Isis a sud della cittadina di Khanaser, lungo la strada che collega Aleppo al resto dei territori sotto il controllo governativo, che nei giorni scorsi era stata interrotta da un'offensiva dei jihadisti.
SCONTRI CON LE MILIZIE CURDE. Intanto lo Stato islamico ha lanciato un'offensiva contro la cittadina di Tal Abyad, a nord della città di Raqqa verso il confine con la Turchia, che dall'estate scorsa è nelle mani delle mani dei miliziani curdi dell'Ypg che stanno rispondendo agli attacchi. I combattimenti coinvolgono anche le località vicine di Saluk ed Ein Essa. Negli scontri sono morti almeno 45 miliziani dell'Isis e 20 delle formazioni Ypg. L'Ondus aggiunge che a sostegno delle forze curde sono intervenuti gli aerei della coalizione internazionale a guida americana, che hanno effettuato alcuni raid.

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