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METEO 29 Febbraio Feb 2016 1007 29 febbraio 2016

Maltempo, la giornata del 29 febbraio da Nord a Sud

Sale a 6 il bilancio delle vittime per le forti piogge e il vento. Ancora allerta nel Nord Ovest. Fiumi osservati speciali in Emilia e Toscana.

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Mareggiata in Liguria.

Dopo un inverno particolarmente avido di pioggia, le prime precipitazioni abbondanti hanno provocato il solito bilancio di morti e feriti. È salito a sei il numero delle vittime per il maltempo che domenica 28 febbraio e lunedì 29 ha colpito la Penisola, e soprattutto il centro Sud, con piogge a tratti torrenziali e vento forte, che hanno abbattuto alberi e fatto esondare torrenti.
L'ultima vittima è una donna, travolta da un lastrone di neve che si è staccato dal tetto trascinando con sé alcune pietre. È successo a Novara, a Limone Piemonte (Cuneo), dove il maltempo infuria da tre giorni. Ancora senza soluzione, invece, il caso di un pescatore tunisino di 49 anni scomparso sabato 27 febbraio all'Isola d'Elba. Secondo i carabinieri che stanno indagando sul caso, l'uomo sarebbe scivolato in acqua a causa del maltempo.
VALANGA IN VAL DI FASSA. Diversi i feriti in tutt'Italia. Molti gli interventi di soccorso e innumerevoli i disagi e gli incidenti. Rami e alberi caduti, fiumi straripati, mareggiate, collegamenti interrotti o a singhiozzo e rischio valanghe: una di queste, con un fronte di un centinaio di metri, è caduta in Val di Fassa, sopra Canazei, coinvolgendo due sciatori slovacchi, che però sono stati recuperati dagli elicotteri dei soccorsi; un terzo, più fortunato, è riuscito a mettersi in salvo da solo. Per i primi due è scattata una denuncia per aver causato la valanga, in base all'articolo 426 del codice penale. Intanto la Protezione Civile ha emesso un nuovo avviso meteo che annuncia a partire dalle prime ore di martedì 1 marzo l'arrivo di nuovi temporali, soprattutto al Sud.
ALLERTA ARANCIONE MARTEDÌ 1 MARZO. Nelle prossime 24 ore l'allerta è arancione per rischio idraulico sul Rodigino in Veneto e in Emilia-Romagna sulla pianura di Modena e Reggio Emilia, oltre che su quella di Bologna e Ferrara. Rischio idrogeologico, invece, sull'Oltrepò Pavese in Lombardia, su gran parte delle Prealpi Venete, sulla Pianura di Parma e Piacenza in Emilia-Romagna, sui settori appenninici dell'Abruzzo, su gran parte della Campania, sui bacini Agri e Sinni in Basilicata e sulle zone tirreniche centro settentrionali della Calabria.
FIUMI SOTTO OSSERVAZIONE IN EMILIA. In Emilia Romagna osservati speciali sono i fiumi: fase d'allarme in particolare per il Panaro e Secchia nel Modenese, per il Taro e i torrenti Enza, Parma, Stirone e Rovacchia nel Parmense e per il Riglio e lo Stirone nel Piacentino. Gli effetti delle piogge e dei venti forti si sono avvertiti particolarmente a Roma, dove i vigili del fuoco sono stati chiamati a un super-lavoro, dovuto in massima parte agli alberi abbattuti. Problemi anche in zona litoranea, con forti danni a Fregene provocati da una mareggiata. Inoltre hanno superato i livelli di attenzione il Tevere e l'Aniene, che hanno costretto alla chiusura delle banchine a Ripetta e Ponte Salario.
DUE ALBERI CADUTI A POMPEI. Interessata dall'emergenza maltempo anche l'area archeologica di Pompei, dove sono caduti due alberi. La Soprintendenza ha avviato un monitoraggio per verificare eventuali danni alle strutture archeologiche, ma l'intero complesso sarà aperto ai turisti. Difficoltà anche a Napoli, dove sono state numerose le strade allagate o bloccate dalla caduta di alberi, divelti da raffiche di vento che hanno toccato anche i 70 chilometri orari. In Toscana fiumi sotto osservazione, come ad esempio l'Ombrone nel Grossetano. Ma anche per allarme frane, com'è accaduto nel Pisano.
DANNI ALLE EOLIE. Problemi anche in Sicilia, dove il mare in burrasca che ha provocato molti danni alle isole Eolie. In Sardegna la Protezione Civile ha diramato una nuova allerta che durerà fino alla mezzanotte per un peggioramento delle condizioni meteo che dovrebbero riguardare soprattutto l'Iglesiente e il Campidano. Secondo la Coldiretti i danni nelle campagne ammonterebbero a svariati milioni, soprattutto per le coltivazioni di fragole, pomodori, fiori e piante da vivai in serra.

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