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VATICANO 29 Febbraio Feb 2016 2200 29 febbraio 2016

Preti pedofili, Pell: «Errori enormi commessi dalla Chiesa»

Il religioso interrogato sugli abusi nella diocesi di Ballarat. Una vittima lo accusa di aver cercato di comprare il suo silenzio. Ma lui nega di esserne stato a conoscenza.

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Il cardinale George Pell.

La Chiesa cattolica «ha commesso enormi errori, ma sta lavorando per rimediare». Il cardinale George Pell, arcivescovo di Melbourne e poi di Sydney, oggi prefetto agli Affari economici del Vaticano, si è espresso così in videoconferenza dall'Hotel Quirinale di Roma, deponendo davanti alla Commissione governativa australiana che indaga sugli abusi sessuali commessi da uomini di Chiesa sui minori negli Anni 70 e 80.
IN VATICANO SI PREME PER UNA SOSPENSIONE. «Non sono qui a difendere l'indifendibile», ha aggiunto Pell, che qualche ora dopo la sua deposizione ha avuto un'udienza con Papa Francesco, già fissata, ufficialmente per parlare di temi economici. Ma Oltretevere non si esclude che nell'incontro si sia discusso anche di altro. In particolare, delle possibili dimissioni di Pell, che il prossimo 8 giugno compirà 75 anni, età della pensione. L'ombra di aver coperto preti pedofili, sotto il pontificato di Papa Francesco, non è tollerabile. La sua testimonianza, in particolare l'aver chiamato in causa la Chiesa «per gli errori commessi», non sarebbe piaciuta. E in Vaticano cresce il mormorio di quanti ritengono opportuna almeno una sospensione del cardinale, fino alla conclusione degli accertamenti.
«LA CHIESA SI PROTEGGEVA DALLA VERGOGNA». Riferendo davanti alla Commissione, Pell ha detto che nel periodo oggetto d'indagine la Chiesa era «fortemente propensa» ad accettare smentite degli abusi da parte di chi ne era accusato. All'epoca sarebbe quindi prevalsa la volontà di «proteggere l'istituzione dalla vergogna», ha spiegato Pell.
Il quale, tuttavia, ha negato di essere a conoscenza delle molestie dei preti pedofili che operavano nella diocesi di Ballarat, in cui era viceparroco e assistente del vescovo Ronald Mulkearns.
ALLA DEPOSIZIONE PRESENTI 14 VITTIME. Nel corso della prima di tre udienze, Pell è stato interrogato dal legale della Commissione, Gail Furness. L'interrogatorio riprenderà martedì 1 marzo, alle 22 ora italiana. Alla deposizione assistono di persona 14 vittime e i loro sostenitori, il cui viaggio è stato finanziato da una raccolta fondi che ha superato l'equivalente di 130 mila euro. Il cardinale ha ammesso che la maniera in cui il prete pedofilo seriale Gerald Ridsdale è stato trasferito da una parrocchia all'altra, invece di essere denunciato alla polizia, è stata «una catastrofe», che gli ha consentito di continuare a perpetrare abusi sui minori.
PELL HA ABITATO CON IL PRETE PEDOFILO RIDSDALE. Ma Pell ha negato di essere a conoscenza che Ridsdale commettesse abusi sessuali sui minori mentre lavorava al suo fianco nella diocesi di Ballarat, fra il 1973 e il 1983. Ridsdale è attualmente in carcere ed è stato condannato per 138 reati ai danni di 53 vittime. Pell ha condiviso con lui lo stesso alloggio quando erano giovani preti e lo ha anche accompagnato alla prima udienza del processo a suo carico nel 1993.
L'ACCUSA AL CARDINALE PELL. Una delle vittime, nel gruppo dei 14 sopravvissuti agli abusi presenti alla testimonianza del cardinale, in passato ha accusato Pell non solo di aver ignorato gli abusi, ma anche di aver tentato di comprare il suo silenzio. In un comunicato diffuso prima della deposizione, Pell ha ribadito il suo sostegno al lavoro della Commissione e ha promesso di incontrarsi individualmente con le vittime, giunte a Romaper ascoltare il suo racconto.
L'OSSERVATORE ROMANO COMMENTA SPOTLIGHT. Nello stesso giorno in cui a Hollywood ha trionfato Il caso Spotlight, il film che racconta l'inchiesta del Boston Globe sui preti pedofili, il produttore Michael Sugar ha lanciato un appello a Papa Francesco: «È arrivato il momento di proteggere i bambini».
Un intento condiviso dal Vaticano, che evidenzia come il lavoro di pulizia «sia già stato avviato». A proposito della pellicola, l'Osservatore Romano ha scritto: «Non è un film anticattolico. E ha il coraggio di denunciare».

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