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DISCRIMINAZIONE 3 Marzo Mar 2016 1231 03 marzo 2016

Usa, 25 anni fa il pestaggio di Rodney King

La storia di George Hollyday, autore del video che sconvolse l'America. Tra popolarità improvvisa e minacce di morte. Ora dice: «Rifarei tutto».

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Rodney King, dopo il pestaggio subito dalla polizia di Los Angeles.

Esattamente 25 anni fa, era il 3 marzo 1991, gli Stati Uniti si videro sbattere in faccia per la prima volta nelle loro case quella questione razziale mai sopita e sempre più all'ordine del giorno, dopo i diversi casi di cittadini di colore freddati dagli agenti di polizia negli ultimi anni.
Quella domenica notte il pestaggio del 25enne Rodney King, massacrato da una pattuglia di polizia al termine di un lungo inseguimento per le strade di Los Angeles, aprì gli occhi su un problema che fino ad allora aveva trovato ben poco spazio sui media nazionali. Protagonista, suo malgrado, di una vicenda che segnò un punto di svolta nella cultura dei diritti Usa George Hollyday, l'uomo che riprese in video le violenze degli agenti che si accanirono su King.
INSEGUIMENTO A LOS ANGELES. Non era ancora l'una quando quell'idraulico di 31 anni fu svegliato dal suono delle sirene e degli elicotteri che tra i quartieri losangelini davano la caccia a King, accusato di aver oltrepassato i limiti di velocità e di essersene infischiato dell'alt della polizia. Dal suo terrazzo Hollyday potè osservare indisturbato gli agenti colpire ripetutamente e con violenza quel giovane ragazzo afroamericano che aveva rifiutato di stendersi pancia a terra dopo essersi arreso.
IL VIDEO PASSATO ALL'EMITTENTE KLAT. Oggi chiunque potrebbe immortalare un abuso del genere con uno smartphone, allora il monitoraggio della realtà quotidiana era senza dubbio meno pervasivo di quanto possa essere ai giorni nostri. Eppure, Hollyday non esitò a consegnare all'emittente Klat il più importante documento 'homemade' dai tempi del filmato col quale Abraham Zapruder riprese l'omicidio di John Fitzgerald Kennedy.
LA RIVOLTA DI LOS ANGELES. Malgrado la notizia non fosse finita sulle prime pagine, l'eco dei fatti di Los Angeles e le relative immagini cominciarono ben presto a fare il giro del Paese, specialmente dopo la trasmissione del video il giorno dopo da parte della Cnn. Ma soprattutto accese la miccia della più grande rivolta razziale del '900 negli Stati Uniti. Quando, il 29 aprile del 1992, una giuria composta da soli bianchi scagionò i poliziotti coinvolti, Los Angeles diventò teatro di guerriglia, con una cinquantina di morti, più di 2 mila feriti e oltre un miliardo di danni.

  • Le immagini del pestaggio di Rodney Kong nel video di George Hollyday.

Dai palcoscenici tivù al dimenticatoio

C'è chi dice che Hollyday abbia ricevuto 500 dollari per il videotape, altri che non abbia visto un quattrino e sia addirittura stato costretto a rinunciare alla videocamera nella causa di divorzio con la moglie. In un primo momento trasse pure una discreta popolarità dalla vicenda, con inviti in tivù accuratamente selezionati. Dopo poco, tuttavia, si spensero le luci dei riflettori e per lui tornarono le difficoltà di tutti i giorni, malgrado gli americani fossero rimasti disgustati da ciò che quel comune cittadino aveva mostrato loro: tre agenti che scalciavano ripetutamente una persona inerme, colpendola col manganello tra le 53 e 56 volte in meno di un minuto.
MINACCIATO DI MORTE. Diversi furono i tentativi di strumentalizzare la sua figura a fini politici. Erano gli anni in cui George Bush si giocava la conferma alla Casa Bianca sull'onda lunga dei consensi strappati all'indomani dell'operazione Desert Storm. Hollyday fu costantemente assediato dagli investigatori per dare spiegazioni dell'accaduto. Ricevette persino minacce di morte. E, come detto, quando gli agenti protagonisti del pestaggio furono assolti, il suo video alimentò le proteste di Los Angeles, culminate con la morte di 54 persone in appena sei giorni.
HOLLYDAY DOPO 25 ANNI: «RIFAREI TUTTO». Oggi, a 56 anni, Hollyday dice che rifarebbe tutto, malgrado i fatti di quella notte gli abbiano stravolto la vita. «Dicono che il mio sia stato il primo video virale, io so solo che doveva essere girato. Mi comporterei allo stesso modo se potessi tornare indietro».
NEL 2015 SONO 920 VITTIME DELLA POLIZIA. Oggi l'abuso della forza da parte dei poliziotti è una piaga talmente sentita negli Usa che, dal 1996, il 22 ottobre è giornata nazionale di protesta contro questo fenomeno. Il Guardian ha persino creato un database online per tenere la conta dei morti. Si tratta di un fenomeno dalle evidenti connotazioni razziali, come dimostrano le statistiche: una persona di colore ha il triplo delle possibilità di un venire ucciso dalla polizia rispetto a un bianco.
Nel solo 2015 oltre 920 hanno perso la vita in circostanze simili.

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