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IN RETE 17 Marzo Mar 2016 1701 17 marzo 2016

In Instagram profili sui migranti sexy

Sui social profili pubblicano foto di profughi "hot". L'ultimo schiaffo a chi fugge dalla guerra.

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Lo screenshot del profilo Instagram.

Hotmigrants. Ma anche Hotrefugees.
Sono due profili Instagram rispettivamente seguiti da quasi 3.600 e 203 seguaci.
Cosa pubblicano? Foto di migranti e profughi, maschi, adulti e di bell'aspetto. Dalle barbe simil hipster, con lo zaino in spalla e sorrisi.
SEX APPEAL VIGOROSO. Chi abbia aperto i profili non si sa. La presentazione, però, è chiara: «Uomini bellissimi durante il loro viaggio verso l'Europa. I loro Paesi potrebbero cadere a pezzi, ma il loro sex appeal è ancora vigoroso». Seguito dal segui e condividi di rito e l'emoticon di un fuocherello.
Un'idea che non pare aver esaltato gli utenti che nei commenti attaccano duramente chi ha aperto i profili. C'è naturalmente chi denuncia «lo sfruttamento di fratelli e sorelle».
A fare pensare sono gli hasthag che seguono gli scatti: #hot, #beardlife. O, più spesso, un #migrantcrisis. #Hotman #greatsmile.
Se l'obiettivo è veicolare l'idea di un migrante bello e sexy e quindi da accogliere, possiamo dire che non è stato raggiunto.
Anche perché sono ben altre purtroppo le immagini che ci arrivano dai fronti caldi della migrazione: dal confine greco-macedone di Idomeni dove di sorrisi se ne vedono ben pochi fino ai campi profughi e jungle della Francia del nord. Senza contare i cadaveri di Lampedusa o i corpi bruciati dal gasolio delle carrette del mare.
I RIBELLI LIBICI. Non è la prima volta che una crisi geopolitica genera sex-symbol, anche a loro insaputa.
Nel 2011 a riaccendere le fantasie femminili (e non solo) erano stati i ribelli libici.
Con tanto di richieste di matrimonio da parte di giovani fanciulle che non potevano resistere a uomini belli, forti e soprattutto eroi. Dal momento che erano riusciti, secondo l'epica, a deporre il raìs Gheddafi.
Da nullatenenti e squattrinati, un kalashinkov e un cinturone e un Suv li avevano trasformati in oggetti del desiderio.
Ma quella che Foreign Policy definì la Rivoluzione sessuale libica nulla ha a che vedere con l'esodo bibilico dei migranti.





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