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GIUSTIZIA 17 Marzo Mar 2016 1334 17 marzo 2016

Scuola Marescialli, per Verdini chiesti due anni di carcere

Il leader di Ala avrebbe favorito il costruttore e amico d'infanzia Riccardo Fusi. Gli avvocati chiedono l'assoluzione perché il fatto non sussiste.

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Il senatore Denis Verdini.

La procura di Roma ha chiesto una condanna a due anni di carcere per il senatore Denis Verdini, leader del gruppo Ala, accusato di corruzione per aver favorito l'imprenditore e amico d'infanzia Riccardo Fusi nell'aggiudicazione dell'appalto della Scuola Marescialli di Firenze.
La richiesta è stata fatta dal pubblico ministero Ilaria Calò, al termine di una requisitoria durata circa due ore.
STRALCIATA LA POSIZIONE DI VERDINI. La posizione del senatore Verdini è stata stralciata dal procedimento in cui sono stati già condannati in via definitiva Angelo Balducci, ex presidente del Consiglio superiore per i lavori pubblici, Fabio De Santis, ex provveditore alle Opere pubbliche della Toscana, l’imprenditore Francesco Maria De Vito Piscicelli e il costruttore Riccardo Fusi. Secondo l’accusa, Verdini si sarebbe attivato affinché Fusi venisse aiutato nei suoi affari, e De Santis nominato provveditore.
GLI AVVOCATI: «SI LIMITÒ A SEGNALARE». Per i difensori del senatore, gli avvocati Franco Coppi e Marco Rocchi, non c'è invece alcun elemento per sostenere che Denis Verdini fosse consapevolmente inserito in un progetto criminoso, e dunque «dev'essere assolto perché il fatto non sussiste».
Non ci sarebbero elementi «neppure per dire che Verdini fosse stato informato da Fusi del suo intento illecito». Per i due difensori, Verdini «non ha offerto alcun contributo causale alla realizzazione del presunto accordo corruttivo. La realtà è che al di là della segnalazione del nome di Fusi al ministro Matteoli, Verdini si è assolutamente disinteressato della vicenda, limitandosi solo a comunicare a Fusi dell'avvenuta nomina».
LA VICENDA DELLA SCUOLA MARESCIALLI. La Scuola Marescialli di Firenze è un istituto di formazione dell'Arma dei Carabinieri.
La vicenda giudiziaria che la riguarda è uno dei capitoli della maxi-indagine sulla cosiddetta 'cricca' delle Grandi Opere, il primo giunto a sentenza definitiva. La Cassazione ha infatti confermato a febbraio 2016 le condanne inflitte agli ex dirigenti ministeriali Angelo Balducci e Fabio De Santis e ai costruttori Riccardo Fusi, titolare dell'impresa Btp, e Francesco Maria De Vito Piscicelli, l'imprenditore che rideva nella notte del terremoto all'Aquila.
Secondo le accuse, confermate nei processi di primo grado e d'Appello, l’ex presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici Angelo Balducci e il suo braccio destro Fabio De Santis, nominato nel 2008 provveditore alle Opere pubbliche di Firenze dal ministro Altero Matteoli su sollecitazione di Denis Verdini (che per questo è attualmente sotto processo per corruzione), asservirono le loro funzioni pubbliche agli interessi dell’imprenditore Riccardo Fusi, con l’intermediazione interessata di Piscicelli.
FUSI ERA STATO ESTROMESSO DALL'APPALTO. Fusi era stato estromesso dall’appalto per la costruzione della Scuola Marescialli, affidato alla ditta Astaldi Spa. Un arbitrato gli aveva riconosciuto il diritto a un indennizzo, ma l’imprenditore, convinto di aver subìto un'ingiustizia, voleva riprendersi i lavori. Secondo le accuse, Balducci e De Santis «misero a disposizione del privato costruttore le loro funzioni pubbliche», «al punto – ha scritto la Corte d'Appello – che paiono aver agito in preda ad interessi talora indistinguibili da quelli del privato corruttore». Forse il progetto sarebbe andato in porto, se il 10 febbraio 2010 Balducci e De Santis non fossero finiti in carcere nell’inchiesta fiorentina sulle Grandi Opere. Tutti e due sono stati condannati in primo grado a tre anni e otto mesi. Piscicelli a due anni e otto mesi e Fusi a due anni. Sentenza confermata in pieno anche in Appello.

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