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ISTRUZIONE 18 Marzo Mar 2016 1700 18 marzo 2016

Università, in 5 anni 130 mila studenti in meno

Dal 2010 persi 5 mila dottori di ricerca. Non va meglio per i docenti e i ricercatori, calati di 10 mila unità tra il 2008 e il 2015.

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Il sistema accademico italiano perde studenti, docenti, ricercatori e, di conseguenza, competitività. A lanciare l'allarme il segretario generale della Crui, Alberto Felice De Toni che non esita a parlare di «declino dell'università».
PERSI 130 MILA STUDENTI IN CINQUE ANNI. Il segretario ricorda che nel 2015 risultavano iscritti 130 mila studenti e cinquemila dottori di ricerca in meno rispetto a cinque anni prima. Non va meglio per i docenti, calati di 10 mila unità tra il 2008 e il 2015.
100 EURO DI INVESTIMENTO PER ABITANTE. De Toni sottolinea che in Italia si investono circa 100 euro per abitante sull'università, una cifra di gran lunga inferiore rispetto ai maggiori Paesi europei. In Germania sono 304, in Francia 303, in Giappone 331, in Corea del Sud, 628. L'Italia ha il numero di laureati più basso d'Europa, pari al 17% della popolazione tra i 24 e i 65 anni, contro il 27% in Germania, il 32% in Francia, il 42% nel Regno Unito.
Tra gli altri dati che destano preoccupazione, la perdita di oltre il 13% del personale docente, contro una media del 5% del pubblico impiego.
CONTRATTI FERMI AL 2009. «Gli studenti che usufruiscono del diritto allo studio in Italia oscillano tra lo 0 e il 9%», prosegue il segretario, «mentre in Germania tra il 10 e il 30%, in Francia tra il 40 e l'80%». Anche i livelli di retribuzione del personale amministrativo e docente sono tra i più bassi d'Europa e i contratti sono fermi al 2009.
DE TONI: SERVE UN MILIARDO IN PIÙ. Per far fronte a questa situazione De Toni avanza alcune richieste al governo. La prima è che i fondi siano riportato ai livelli del 2008, cioè stanziando almeno 1 miliardo in più. Per il segretario è inoltre necessario «un piano straordinario per il reclutamento dei ricercatori, anche richiamando quelli che sono all'estero» nonché «un progetto di didattica per le lauree professionalizzanti». Il segretario aggiunge che in Italia, «su 100 ragazzi che terminano le scuole superiori, il 50% va all'università, e solo lo 0,4% approda all'istruzione tecnica superiore, mentre in Germania la cifra si aggira intorno al 30%».
I DOCENTI UNIVERSITARI INSEGNANO 120 ORE. Secondo dati dell'Agenzia nazionale per la valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur) relativi al 2014-15, i docenti universitari insegnano in media 120 ore l'anno; un quarto dei professori associati o ordinari sta in cattedra oltre 140 ore, un altro quarto meno di 90.
AL SUD SI INSEGNA PER 6-7 ORE PIÙ CHE AL NORD. In generale, negli atenei del Nord si insegnano 6-7 ore in meno rispetto al Centro-Sud.
La media di ore di lezione più alta è degli insegnanti dell'area Ingegneria industriale (130,6 ore), quella più bassa Scienze politiche e sociali (107,3 ore).
I dati sono stati elaborati al netto dell'area medica che presenta alcune particolarità (69,4 ore di insegnamento in media l'anno).

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