TRAGEDIA 21 Marzo Mar 2016 1023 21 marzo 2016

Spagna, chi erano le italiane morte in Erasmus

Torino, Genova, Roma e Firenze. L'Italia piange le studentesse morte in Spagna. Colleghe di università prima del tragico destino. L'autista del pullman indagato.

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Una notte di festa trasformata in tragedia.
Erano volate in Spagna per studiare e vivere un'esperienza che gli universitari usciti dall'Italia portano nel cuore.
Tutte tra tra i 22 e i 25 anni, nel proprio Paese non faranno mai rientro, dopo che la loro vita è stata spezzata all'alba del primo giorno di primavera su un'anonima strada che collega Barcellona a Valencia, all'altezza di Tarragona.
Le storie delle sette ragazze italiane rimaste uccise dallo schianto del pullman che trasportava 57 studenti di ritorno dalla festa de Las Fallas sono le stesse di migliaia di coetanei, partiti con un bagaglio carico di aspirazioni e desideri.
VALENTINA, IN SPAGNA DA GENNAIO. C'è Valentina Gallo, fiorentina di 22 anni, iscritta alla facoltà di Economia per uno stage di sei mesi.
Era arrivata in Spagna a fine gennaio e sarebbe dovuta tornare a casa a inizio estate. Invece è stata la sua famiglia che ha dovuto prendere un volo per Barcellona per recuperarne la salma. E pensare che di qui a pochi giorni proprio la madre avrebbe dovuto raggiungerla per un breve periodo di tempo.
A bordo del pullman che si è ribaltato era salita assieme a due amiche torinesi, che sono ora ricoverate in ospedale.
ELENA DOVEVA TORNARE A PASQUA. Anche Elena Maestrini, 21 anni, di Gavorrano (in provincia di Grosseto), non ce l'ha fatta: le sue condizioni si sono aggravate nella notte e alle 4 del mattino la giovane è stata dichiarata morta.
Studiava Economia e managment, era a Barcellona da un paio di mesi e sarebbe dovuta rientrare in Italia per le vacanze di Pasqua.
CON LUCREZIA TRE VITTIME TOSCANE. Toscana era anche Lucrezia Borghi, originaria di Greve in Chianti: di lei non si avevavno più notizie da sabato. I genitori sono arrivati nella città spagnola dopo un lungo viaggio in auto, dovuto alla mancanza di aerei.
SERENA, LA MORTE A SETTE GIORNI DAL COMPLEANNO. Serena Saracino, invece, 23enne di Torino, frequentava la facoltà di Farmacia della città catalana. Era arrivata a Barcellona a febbraio per seguire il secondo semestre, assieme all'amica Annalisa Riba, con lei sul pullman ma le cui condizioni non destano preoccupazione.
Dopo l'incidente era stata ricoverata, ma le sue condizioni avevano subito allarmato e alla fine anche lei non ce l'ha fatta.
Avrebbe compiuto 23 anni tra una settimana, il 28 marzo. «Era un angelo dai capelli lunghi, molto studiosa e ubbidente come oggi è difficile trovare», ha detto il padre. «Amava molto Barcellona, che però le è costata la vita e ha ucciso anche il suo papà e la sua mamma».
FRANCESCA E L'IMPEGNO IN COMUNITÀ. Di Francesca Bonello, 24 anni, studentessa di Medicina di Genova, a Barcellona da pochi mesi per l’Erasmus, non si avevano più notizie dalla tarda serata di sabato. A confermare la notizia del decesso alla famiglia, dopo una giornata di attesa, sono state fonti istituzionali nella notte. Generosa, curiosa, intelligente, allegra, «religiosa di quella religione vitale che non dà nulla per scontato», impegnata: è questo il ritratto che ne fa padre Francesco, il gesuita che guida la Comunità vita cristiana di cui Francesca faceva parte.
ELISA ISCRITTA A FILOLOGIA. Da una ventina di giorni nella città catalana anche Elisa Valent, 25 anni, friulana di Gemona che prima di partire risultava iscritta al secondo anno del corso di laurea magistrale in Filologia moderna dell'Università di Padova. Elisa, secondo fonti dell'Ateneo, si trovava a Barcellona con il programma Erasmus per un periodo di circa sei mesi, da febbraio a settembre 2016.
DA ROMA PER STUDIARE MEDICINA. Era, invece, romana Elisa Scarascia Mugnozza, che si era trasferita nella città spagnola per studiare Medicina alla Facultat de medicina-Hospital clínic dell'universitat de Barcelona. «Era una ragazza piena di vita ed entusiasmo, era stupenda, solare», racconta la sorella. «A ottobre si sarebbe laureata, voleva da sempre diventare un chirurgo».

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