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TERRORISMO 23 Marzo Mar 2016 1045 23 marzo 2016

Bruxelles, ferito missionario sopravvissuto all'attentato di Boston

Il giovane mormone si trovava nell'aeroporto della capitale belga per venire incontro a un collega francese appena arrivato. Nel 2013 era presente alla maratona nella capitale del Massachussetts. E nel 2015 era a Parigi.

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Mason Wells, il missionario mormone scampato agli attentati di Boston e Parigi prima di essere ferito gravemente in quelli di Bruxelles.

Tra i feriti negli attacchi di Bruxelles di martedì 22 marzo c'è anche un missionario mormone americano, già sopravvissuto agli attentati di Boston. E che si trovava a Parigi anche il 13 novembre. A raccontare la storia di Mason Wells, 19 anni, è la testata britannica The Independent.
Mason è stato miracolato. Il giovane americano è infatti scampato per un soffio, tre anni fa, alle bombe alla maratona di Boston. E nel novembre 2015 era in Francia, a meno di due ore da Parigi, proprio nel giorno degli attacchi.
Nell'aprile del 2013 Mason si trovava a poco più di un isolato dal traguardo della corsa nella città del Massachusetts, per aspettare la madre Kymberly Wells che partecipava alla gara. In quell'occasione per fortuna rimase illeso, mentre martedì 22 marzo ha riportato ferite al tendine d'Achille e ustioni di secondo e terzo grado al viso e alle mani. Secondo quanto hanno raccontato i genitori ai media americani, Wells era nello scalo belga insieme ad altri due missionari mormoni quando sono scoppiate le bombe.
Nonostante le ferite «è rimasto calmo e composto», ha spiegato la madre. «Penso che l'esperienza di Boston lo abbia aiutato a mantenere il controllo», ha aggiunto il padre, Chad Wells, «è una benedizione di Dio che sia vivo». Il genitore del 19enne ha poi rivelato che il collegamento del figlio con esperienze drammatiche di questo tipo non è finito qui, poiché nel giorno degli attentati di Parigi lo scorso 13 novembre Mason si trovava in una missione mormone in Francia, a due ore di distanza dalla capitale, e ancora una volta ha dovuto tranquillizzare i genitori al telefono sulle sue condizioni di salute.
La sua storia sta facendo il giro del web e in molti lo ritengono un perseguitato: non il padre e la madre, per i quali invece il ragazzo è un vero miracolato: «Per noi è stato benedetto da Dio, non la vediamo come una maledizione». Non appena si sarà rimesso, il 19enne vuole finire gli studi e arruolarsi nell'Accademia Navale per servire il Paese e combattere il terrorismo: «Quando accadono cose del genere è richiesta una vera prova di carattere», ha concluso il padre.

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