Kamikaze Bruxelles 160323085325
INDAGINI 23 Marzo Mar 2016 0845 23 marzo 2016

Bruxelles, identificati i due kamikaze dell'aeroporto

Identificati i kamikaze di Zaventem. Sono Khalid e Ibrahim el Bakraoui. Erano fuggiti dopo la sparatoria di Forest. Il secondo non voleva finire in cella con Salah. L'altro uomo potrebbe essere Najim Laachraoui.

  • ...

I kamikaze dell'aeroporto di Bruxelles, i fratelli Khalid e Ibrahim el Bakraoui. A destra l'artificiere del gruppo, Najim Lachraoui.

Il 15 marzo erano riusciti a fuggire dopo aver aperto il fuoco sulla polizia nel blitz di Forest. Le loro tracce si erano perse, mentre le forze dell'ordine belghe mettevano le mani su Salah Abdeslam. Così i fratelli Khalid e Ibrahim el Bakraoui hanno avuto tempo e modo per compiere la loro missione, facendosi esplodere la mattina del 22 marzo. Uno, Ibrahim, all'aeroporto di Bruxelles, l'altro, Khalid, alla fermata metro di Maelbeek.
L'identificazione dei due è stata resa nota dalla polizia.
CON LORO LAACHRAOUI. È invece ancora caccia al terzo uomo, che potrebbe essere Najim Laachraoui, l'artificiere del gruppo, già coinvolto negli attentati di Parigi, latitante da novembre e al loro fianco in aeroporto. In un primo momento La derniere heure aveva diffuso la notizia della sua cattura, salvo poi smentirla poco dopo.
I fratelli el Bakraoui erano da tempo sotto la lente degli investigatori, ricercati per terrorismo e crimini comuni (rapine).
Il loro arresto era stato annunciato e poi smentito il giorno dopo la sparatoria di Forest.
IN CASA 15 CHILI DI ESPLOSIVO. Gli investigatori sono riusciti a risalire al loro ultimo covo grazie alle rivelazioni del tassista che li ha portati all'aeroporto. All'interno dell'appartamento sono stati trovati 15 chili di esplosivo Tatp, 30 litri di acqua ossigenata, un detonatore, una valigia piena di chiodi e altri materiali.
Nel suo testamento, salvato sul computer trovato dai poliziotti in un cestino della spazzatura, Ibrahim El Bakraoui ha scritto di non voler «ritrovarsi in una cella vicina a quella di Salah Abdeslam» e ha raccontato di sentirsi braccato e di doversi sbrigare: «Non so che fare, non sono più sicuro»».
AVEVANO FORNITO SUPPORTO PER GLI ATTACCHI DI PARIGI. Uno di loro aveva noleggiato l'appartamento nel comune a Sud Ovest di Bruxelles, dove la polizia belga aveva trovato armi, una bandiera dell'Isis e un membro della cellula responsabile degli attacchi di Parigi: l'algerino Mohamed Belkaid, ucciso da un cecchino durante il blitz.
Uno degli el Bakraoui è noto anche per aver affittato a Charleroi il nascondoglio in cui Abdelhamid Abaaoud e Bilal Hadfi (uno dei kamikaze dello Staed DE France) si sono incontrati prima di dirigersi a Parigi per gli attacchi del 13 novembre.
I due avrebbero fornito dunque supporto logistico e munizioni per gli attentati nella capitale francese.
LAACHRAOUI ESPERTO DI ESPLOSIVI. Najim Laachraoui, addestrato in Siria nel 2013 e tornato in Belgio come foreign fighter, aveva affittato a suo nome un altro degli appartamenti base per la preparazione dell'assalto a Parigi.
Il suo dna fu trovato sulle cinture esplosive del Bataclan, facendolo identificare come l'artificiere dell'organizzazione. Era stato identificato col falso nome di Sofiane Kayal. A settembre 2015 era stato in Ungheria con Salah Abdeslam.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso