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IL CASO 23 Marzo Mar 2016 1333 23 marzo 2016

Germania, leader neonazista soccorso da profughi«

Lui li definisce «primati fuorilegge ». Ma due siriani lo salvano dopo un incidente. 

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Stefan Jagsch, politico del Npd.

Si potrebbe definire nemesi.
Accade che un esponente neonazista dell'Assia, Stefan Jagsch, capolista dell'Npd nelle recenti elezioni municipali a Altenstadt, sia andato a sbattere a bordo della sua auto contro un albero, tra le città di Altenstadt e Büdingen.
ANGELI CUSTODI SIRIANI. Rimasto senza sensi, con entrambe le gambe fratturate, è stato soccorso da chi? Da due rifugiati siriani che stavano viaggiando a bordo di un camion.
A confermarlo è stato un vigile del fuoco di Büdingen accorso sul luogo dell'incidente.
Il diretto interessato, non potendo smentire la testimonianza del pompiere ripresa dalla stampa internazionale, su Facebook si è affrettato a sottolineare che essendo incosciente non si è accorto di nulla. Chiedendo scusa della mancanza di ulteriori dettagli dovuta alle cagionevoli condizioni di salute.
«Al momento del recupero non ero cosciente», ha però trovato la forza di scrivere. «Quindi non posso confermare che a tirarmi fuori dall'auto sia stato un rifugiato siriano».
Anche se il segretario regionale del partito ha elogiato con la stampa «lo straordinario atto dei due siriani».
LE OFFESE AI MIGRANTI. Chissà se dopo la brutta avventura, Jagsh rivedrà alcuni degli slogan sparati sul suo profilo Facebook come «La nave è piena», «Stop all'asilo» e persino «l'integrazione è un genocidio».
Il 29enne tra l'altro è salvinianamente convinto che «queste persone devono essere espulse direttamente e non vivere a carico nostro in Germania!».
Solo lo scorso 30 gennaio aveva partecipato a una marcia neonazi al grido di «stop agli invasori». In cui i migranti erano stati definiti «primati fuorilegge».

La locandina della manifestazione del Npd.


Nonostante il Npd sia quasi nullo a livello nazionale - 1,3% alle ultime elezioni e non ha mai superato la soglia del 5% per entrare in parlamento - anche perché cannabalizzato dalla nuova destra di Alternative für Deutschland, nelle elezioni locali di questo marzo è riuscito a strappare un 10,2% proprio a Büdingen, il luogo dell'incidente.
In Europa è comunque rappresentato da Ugo Voigt. Uno che, per rendere l'idea, aveva definito Hitler «un grande statista», che aveva lodato le Waffen-Ss vedendosi condannare per sedizione, e che nel 2007 era arrivato a dichiarare che le vittime della Shoah non sarebbero state non più di 340 mila.
Non stupisce quindi che il partito nazionaldemocratico sia sotto accusa: potrebbe infatti essere messo al bando dopo la richiesta di 5 governatori tedeschi che hanno presentato il caso alla Corte costituzionale.
Anche il governo Merkel appoggerebbe la richiesta visto che il portavoce della Cancelliera Steffen Seibert ha definito a più riprese il Npd «un partito antidemocratico, xenofobo, antisemita e anticostituzionale».

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