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INDAGINI 24 Marzo Mar 2016 2037 24 marzo 2016

Bruxelles, «Salah doveva partecipare agli attacchi»

Secondo fonti della stampa belga, il terrorista doveva far parte del commando di Bruxelles. Ma la sparatoria avvenuta a Forest avrebbe impedito l'attuazione del piano.

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Un momento del blitz che ha portato alla cattura di Salah Abdeslam.

Salah Abdeslam stava organizzando insieme ad altri due complici - Mohamed Belkaid e Amine Choukri - un attacco a colpi di kalashnikov per le strade di Bruxelles, mentre il gruppo di terroristi partito dal covo di Schaerbeek avrebbe dovuto farsi saltare in aria, mettendo così in atto un piano analogo a quello degli attacchi di Parigi. Ne danno notizia i media belgi. La sparatoria avvenuta nel covo di Forest, nel corso della quale è stato ucciso Belkaid, ha di fatto impedito l'attuazione del piano nella sua interezza.
SALAH AL CENTRO DELLA RETE TERRORISTICA. Se la notizia fosse confermata, sarebbe la prova definitiva dell'esistenza di un'unica rete terroristica con Salah Abdeslam come perno centrale. Gli inquirenti avevano già dimostrato che il terrorista aveva avuto rapporti con Najim Laachraoui, uno dei kamikaze dell'aeroporto di Zaventem, mentre l'appartamento che gli è servito da covo per quattro mesi prima della cattura gli sarebbe stato affittato proprio dai fratelli el Bakraoui, entrambi fattisi saltare in aria negli attacchi a Bruxelles.
L'AVVOCATO: «SALAH NON SAPEVA». La mattina del 24 marzo, il legale di Abdeslam ha dichiarato che il suo assistito «non sapeva» degli attentati di Bruxelles, né conosceva i fratelli el Bakraoui. L'avvocato, Sven Marty, ha anche riferito che Salah ha accettato l'estradizione chiesta dalla Francia. L'udienza di convalida dell'arresto, per questo motivo, è stata rinviata al 7 aprile. La Corte ha accolto la richiesta di rinvio presentata da Marty.
«No, non li conosco»: secondo il quotidiano Le Monde, che ha incontrato l'avvocato di Salah, sarebbe questa, in sintesi, la risposta di quest'ultimo alla domanda se conoscesse i fratelli el Bakraoui.
Una risposta fornita il giorno dopo il suo arresto e che Salah avrebbe ribadito senza esitazioni nei due interrogatori del 19 marzo, quindi prima che i fratelli Bakraoui si facessero esplodere a Zaventem e nella stazione di Maelbeek.
VOLEVANO COLPIRE ANCHE LE CENTRALI. Dal quadro generale emerge quindi un piano ideato per replicare gli attentati di Parigi, riuscito solo a metà. Un'altra ipotesi inquietante emersa nelle ultime ore è che i terroristi stessero progettando un'azione che doveva avere a che fare con l'energia nucleare: una bomba 'sporca' oppure un attacco a una delle molte centrali presenti nel Paese. Uno scenario, quest'ultimo, sul quale la procura federale ha sentito l'esigenza di intervenire affermando, in una nota, di «non poter confermare» che i fratelli el Bakraoui avessero elaborato un simile piano. Tuttavia, è un fatto che nel covo di Mohammed Bakkali - altro terrorista coinvolto negli attacchi di Parigi insieme ad Abdeslam e citato nel 'testamento' video di Kalid El Bakraoui - sia stato trovato un filmato della durata complessiva di 17 ore da cui appare evidente che un importante ingegnere nucleare operante in Belgio veniva spiato.
IL PIANO: RAPIRE UN INGEGNERE NUCLEARE. Del resto, l'ipotesi che i fratelli Khalid e Ibrahim El Bakraoui avessero fra l'altro l'ambizione di provare a costruire per l'Isis una 'bomba sporca', cioè un ordigno radioattivo, è stata rilanciata oggi anche dal sito dell'emittente Usa Nbc. La quale ha citato un ex agente dell'intelligence francese che ha avuto l'incarico di indagare su potenziali minacce al settore nucleare europeo. Secondo Claude Monique, questo il nome dell'ex agente, i due fratelli jihadisti volevano forse studiare la fattibilità di un piano, definito «un po' ingenuo», per rapire l'ingegnere nucleare ed estorcergli la tecnica per fabbricare un ordigno radioattivo.

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