Avvocato Salah 160324113203
POLITICA 24 Marzo Mar 2016 1100 24 marzo 2016

Salah non si oppone all'estradizione, udienza rinviata al 7 aprile

L'avvocato: «Non sapeva degli attentati». Il primo obiettivo dei terroristi erano le centrali nucleari.

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L'avvocato di Salah Abdeslam.

Dal testamento lasciato dai fratelli el Bakraoui e ritrovato dagli investigatori che indagano sugli attentati di Bruxelles del 22 marzo, emerge con forza il nome di Salah Abdeslam. Una vendetta per il suo arresto: sarebbe questo il motivo scatenante degli attacchi all'aeroporto di Zaventem e alla metro di Maelbeek, con obiettivo appositamente modificato rispetto ai piani iniziali. Un ultimo atto di chi si sentiva braccato, e non voleva finire in una cella «vicino a Salah».
Lui intanto, il kamikaze mancato di Parigi, ha iniziato a collaborare con gli inquirenti. Ma non abbastanza perché si potesse evitare l'attuazione di un piano omicida che secondo i servizi segreti iracheni sarebbe stato anticipato proprio per paura delle dichiarazioni che il terrorista avrebbe potuto rilasciare.

He won't fight extradition & we ask lawyer how Abdeslam reacted when heard about Brussels attacks pic.twitter.com/6vZju1WWZh

— Paraic O'Brien (@paraicobrien) 24 marzo 2016
  • L'avvocato di Salah Abdeslam nega che il suo assistito sapesse degli attentati.

AGGREDITO L'AVVOCATO DI SALAH. Salah «non sapeva» degli attentati in preparazione, ha spiegato il suo avvocato, Sven Mary, aggredito da uno sconosciuto per aver accettato di difenderlo. Dagli attentati di Bruxelles «è rimasto muto», ha aggiunto fuori Camera di Consiglio di Bruxelles, chiamata il 24 marzo a confermare l'arresto del suo assistito. «Penso che volesse prima vedermi, perché gli inquirenti gli hanno fatto visita martedì».
UDIENZA RINVIATA AL 7 APRILE. C'è in effetti una novità: il terrorista ha smesso di opporsi all'estradizione e adesso vorrebbe tornare in Francia «il più presto possibile», ha fatto sapere sempre il suo avvocato dopo averlo incontrato. L'udienza di convalida dell'arresto, per questo motivo, è stata rinviata al 7 aprile. La Corte ha accolto la richiesta di rinvio presentata dall'avvocato di Salah.
VOLEVANO COLPIRE LE CENTRALI NUCLEARI. Dal fronte delle indagini arrivano anche altre indiscrezioni inquietanti. Secondo i media belgi, i fratelli El Bakraoui volevano colpire le centrali nucleari del Paese, in particolare quella di Liegi. L'arresto di Salah Abdeslam e del suo complice Choukri a Molenbeek, però, ha imposto un'accelerazione alla cellula terroristica, che ha dovuto cambiare il suo piano.
IL VIDEO SEQUESTRATO. Sempre secondo i media belgi, le due persone che avevano piazzato una macchina fotografica nascosta davanti alla casa del direttore di un programma di ricerca e sviluppo nucleare, erano proprio i fratelli Ibrahim e Khalid el Bakraoui. Il video era stato recuperato dai due poco dopo gli attacchi di Parigi.
Si tratta di una registrazione lunga 10 ore, sequestrata a dicembre 2015 in casa di uno dei sospetti degli attentati a Parigi, Mohamed Bakkali. «Ora sappiamo dove volevano arrivare. La situazione è precipitata e si sono sentiti sotto pressione», ha ha rivelato una fonte della polizia belga, «hanno dovuto optare per l'obiettivo più facile».

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