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DATI 25 Marzo Mar 2016 1252 25 marzo 2016

Lavoro, in nero un dipendente ogni tre aziende controllate

Le irregolarità scoperte dagli ispettori del ministero nel 2015: mancati introiti per 25 miliardi di euro.

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Nel 2015 gli ispettori del ministero del Lavoro hanno hanno controllato 206.080 aziende, rilevando irregolarità in circa i due terzi dei casi.

Danni per 25 miliardi di euro, sotto forma di mancati introiti per le casse dello Stato e mancato gettito dei contributi Inps e Inail.
È l'effetto del lavoro nero in Italia nel 2015, secondo le stime dei Consulenti del lavoro, che hanno elaborato i dati del ministero. Nel corso dell'ultimo anno, ogni tre aziende controllate dagli ispettori un dipendente è risultato irregolare. In tutto, i lavoratori sommersi sarebbero circa 1,9 milioni.
Su 206.080 aziende controllate nel 2015, sono state scoperte irregolarità in circa i due terzi dei casi, per l'esattezza in 136.028, con 64.775 lavoratori completamente in nero e 182.523 parzialmente non regolari. Il recupero di contributi e premi evasi ha superato quota 1,28 miliardi.
LIEVE MIGLIORAMENTO SUL 2014. Il dato generalizzato - un lavoratore in nero ogni 3,18 aziende controllate - è in lieve miglioramento sul 2014, quando risultava esserci un lavoratore in nero ogni 2,8 aziende. Un calo nell'esercito degli irregolari di circa 200 mila unità.
Il lavoro nero, secondo le stime dei consulenti, «ha prodotto un'economia sommersa di 40,6 miliardi di euro e un'evasione complessiva di 25,12 miliardi».
Il mancato gettito previdenziale ammonta a 14,2 miliardi, mentre il mancato introito per le casse dello Stato dovuto all'evasione dell'Irpef è di circa 9 miliardi.
A un altro miliardo, infine, ammonta il mancato gettito Inail.

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