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SICUREZZA 26 Marzo Mar 2016 1006 26 marzo 2016

Terrorismo, stato di preallerta in Italia

Controlli a caselli, barriere e snodi stradali. Posti di blocco. Corpi scelti pronti a intervenire. La circolare del capo della Polizia Pansa a prefetti e questori sulle misure antiterrorismo dopo i fatti di Bruxelles. 

 

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Il prefetto Pansa auspica controlli mirati.

Dopo gli attentati di Bruxelles l'Italia si trova in una fase di «preallarme per probabili o imminenti atti terroristici». È quindi necessario prendere tutte le misure possibili per prevenirli, rafforzando controlli anche in prossimità di «caselli, barriere e snodi stradali maggiormente congestionati», oltre che «nei luoghi di culto, porti, aeroporti, terminal bus, stazioni ferroviarie e metropolitane».
Ma occorre anche prepararsi ad affrontare emergenze organizzando la macchina dei soccorsi. Questo il contenuto di una circolare inviata a prefetti e questori dal capo della polizia, Alessandro Pansa.
STATO DI ALLERTA 2. Siamo in stato di allerta 2, appena un gradino sotto il 3, che significa attacco in corso. E dunque, il sistema di sicurezza e di soccorso deve essere «preallertato per l'imminente o probabile attivazione» delle misure dei piani provinciali antiterrorismo, spiega il documento.
Va quindi predisposto ogni intervento «di ordine e sicurezza pubblica, nonché di soccorso tecnico e sanitario, per gestire efficacemente eventuali emergenze».
CORPI SCELTI PER AFFRONTARE L'EMERGENZA. Figure chiave del piano sono le Unità operative di primo intervento (Uopi) della polizia di Stato e le aliquote di primo intervento (Api) e le Squadre operative di soccorso (Sos) dei Carabinieri. Si tratta di personale scelto che ha superato uno speciale corso di addestramento e che è dotato di mezzi e armamenti particolari. Queste squadre (composte ciascuna da 4-5 uomini), sono presenti in quasi tutte le province e hanno il compito di intervenire nel caso di sequestro di ostaggi ed altre operazioni ad alto rischio.
IL TARGET DEI TERRORISTI: I LUOGHI AFFOLLATI. Nel mirino del terrorismo jihadista ci sono posti affollati con l'obiettivo di fare più vittime possibili per ottenere la massima risonanza mediatica. Il capo della polizia raccomanda quindi l'incremento delle «attività di monitoraggio dei luoghi di maggiore afflusso» di gente, dai luoghi di culto agli aeroporti, dalle stazioni alle metropolitane. Gli agenti sono allertati perché dedichino «la massima attenzione nell'osservare ogni comportamento anomalo o comunque sospetto delle persone che frequentano» questi luoghi.
CONTROLLI MIRATI NELLE STRADE. Va inoltre rafforzato il controllo del territorio, «prevedendo anche l'effettuazione di mirati e frequenti posti di blocco».
Infine, in coincidenza con l'avvio dei ponti di primavera, occhio a strade ed autostrade, tramite l'intensificazione dei controlli «soprattutto in prossimità di caselli, barriere e snodi stradali maggiormente congestionati».

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