SCHEDA 29 Marzo Mar 2016 1900 29 marzo 2016

Gli aeroporti più sicuri al mondo, dall'Europa agli Usa

Lo scalo più blindato? Il Ben Gurion di Tel Aviv. Tra check point e agenti a bordo. Body scanner al Jfk e controlli biometrici a Vienna. Anche Erbil all'avanguardia.

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Il dirottatore del volo EgyptAir non era un terrorista, ma un folle disarmato, «idiota» lo hanno chiamato le autorità del Cairo, che è riuscito a salire a bordo di un aereo di linea e prenderlo in ostaggio.
Come, sul volo Germanwings, folle era il pilota che, il tragico 24 marzo 2015, ha ucciso i passeggeri e l'equipaggio decollati da Barcellona.
TRA TERRORISMO E FOLLIA. Il problema della sicurezza negli aeroporti e a bordo si è acuito con l'escalation di attacchi di jihadisti islamici (dalla bomba sul charter russo partito da Sharm el Sheik nel novembre 2015 fino a quelle nello scalo di Bruxelles il 22 marzo) degli ultimi anni.
Ma non si esaurisce nella minaccia terroristica: la variante del gesto folle è imprevedibile e la certezza dell'inviolabilità impossibile, come dimostra anche l'Egitto, dove Sharm el Sheik e il Cairo sono pure scali ipersorvegliati.
CONTROLLI INNALZATI. Ma certo una strage ai check-in come quella dello Zaventem di Bruxelles sarebbere stata evitabile al Ben Gurion in Israele e, paradossalmente, anche in altri aeroporti di aree calde del mondo, dove tutti gli accessi di personale, passeggeri e visitatori sono di norma controllati - a costi altissimi - con le massime misure di sicurezza.
Nei grandi hub di Mosca e Istanbul vengono per esempio da tempo adottati protocolli simili. Controlli elevatissimi sono in atto dal 2001 negli Usa. E anche gli aeroporti di alcune città europee, come Amsterdam e Londra, possono dirsi più protetti di altri, come spiega la classifica di Lettera43.it.

1. Il Ben Gurion Tel Aviv: scalo e aerei civili militarizzati

Il Ben Gurion di Tel Aviv è considerato l'aeroporto più sicuro al mondo, come lo sono oggi i passeggeri della El Al, la compagnia di bandiera israeliana oggetto di diversi attacchi negli Anni 70.
Tutti i veicoli all'ingresso dello scalo israeliano sono soggetti a un controllo preliminare ai check point dove le guardie armate supervisionano interni ed esterni e interrogano le persone a bordo.
PASSEGGERI SCHEDATI. Agenti (anche in borghese) presidiano tutto l'aeroporto, dove si deve arrivare con tre ore d'anticipo per essere sottoposti a rigide interviste e al ripetuto vaglio dei passaporti e dei bagagli: i dati dei passeggeri vengono registrati e incrociati con i database dell'Fbi, dell'Interpol e di diversi servizi segreti.
Si vola poi con i piloti di El Al che hanno guidato caccia militari, tutto il personale a bordo è addestrato al combattimento e tra gli imbarcati ci sono agenti sotto copertura.

2. Erbil in Kurdistan e Nairobi in Kenya: il filtro dei metal detector

L'aeroporto di Nairobi.

Lo standard israeliano resta una punta di diamante: il costo delle misure richiesto, come il livello di addestramento del personale, lo rendono ineguagliabile.
Ma i sanguinosi attentati e lo stato di guerra in cui vivono diverse regioni in Medio Oriente e in Africa hanno imposto simili protocolli estremi: è il caso, per esempio, di Erbil, nel Kurdistan iracheno accerchiato dall'Isis, o di Nairobi, la capitale del Kenya che, fino a qualche anno fa, aveva uno degli aeroporti meno sicuri ed efficienti al mondo.
VERIFICHE ANCHE A BORDO. Ma dalle stragi del 2013 e del 2015, allo Jomo Kenyatta e in tutti i centri commerciali kenioti si entra dopo un rigido controllo delle auto con i metal detector. Visitatori e viaggiatori vengono poi filtrati all'ingresso, attraverso un altro passaggio ai metal detector, e i loro bagagli a mano controllati sia dopo il check-in sia al momento dell'imbarco.
Ulteriori verifiche sono poi possibili a bordo, prima del decollo: il modello che, con il senno di poi, si è chiesto per lo Zaventem di Bruxelles, che ha tuttavia un numero maggiore di ingressi che, si afferma, ne renderebbe problematico l'impiego.

3. L'Ataturk di Istanbul: misure di sicurezza anche per i voli interni

Eppure il filtraggio all'entrata, attraverso metal detector, è possibile in grandi hub internazionali per l'Asia e il Medio Oriente quali l'Ataturk International airport di Istanbul.
Da prima dell'acme di attacchi in Turchia e dalle numerose minacce di bombe sugli aerei di linea Turkish Airlines, allo scalo turco si accedeva attraverso metal detector e raggi x per i bagagli all'ingresso principale, prima di incolonnarsi ai check-in: una procedura analoga anche per i voli interni.
CONTROLLI STRINGENTI IN RUSSIA. Seguono poi diversi controlli incrociati dei passaporti e nuove verifiche su passeggeri e bagagli ai gate d'imbarco. Lo stesso avviene all'aeroporto internazionale Seremetevo di Mosca e nei principali scali russi: metal detector all'entrata, come nelle metropolitane.
D'altra parte, nel 2011, l'attentato all'altro scalo moscovita di Domodedovo costò la vita a 37 persone e dopo la campagna di raid in Siria, i controlli sono stati ulteriormente innalzati dal Cremlino.

4. Il Jfk di New York: body scanner e agenti schierati

Dalle stragi dell'11 settembre 2001, la sicurezza è stata poi drasticamenta rafforzata anche in tutti gli scali Usa, a un livello maggiore che in Europa: misure ulteriormente elevate dal 2015 per la minaccia dell'Isis.
All'aeroporto John F. Kennedy International di New York, come ormai in molte scuole ed edifici sensibili della Grande Mela, per esempio, nell'ultimo anno è notevolmente aumentata la presenza di polizia.
IL NODO DELLA PRIVACY. I controlli su passeggeri e bagagli sono sempre stringenti: i passaporti vengono scrupolosamente verificati e si può essere sottoposti ai passaggio nei body scanner, per l'ispezione totale del corpo.
Tutti i principali scali americani sono dotati della macchina per lo screening duramente contestata (anche negli Usa), per ragioni di privacy e timori per le radiazioni su bambini e donne incinte. In Europa, i body scanner vengono adottati ad Amsterdam, Londra e in diversi altri aeroporti inglesi.

5. Vienna e Zurigo: più controlli su passeggeri e dipendenti

Il Kloten di Zurigo.

Diversi scali europei sono invece ancora restii ad adottare misure che violino la privacy dei passeggeri, costringendoli a ore di controlli.
All'aeroporto tedesco di Francoforte sul Meno, dove sono deviati alcuni voli diretti a Bruxelles, sono state innalzate la vigilanza da parte di agenti e le verifiche su bagagli e passaporti, anche attraverso check point.
Ma in Germania i metal detector all'ingresso non sono ritenuti un gioco che vale la candela, come i body scanner, in dotazione d'altro canto anche in Italia, a Malpensa e Fiumicino, solo per i voli più sensibili, se richiesto per esempio verso gli Usa.
EFFICIENZA SVIZZERA. Allo scalo internazionale di Vienna-Schwechat, con l'allerta attentati degli ultimi anni sono stati introdotti i controlli biometrici all'ingresso di tutto il personale (come avviene in Italia per le banche e altri edifici sensibili).
Molto rafforzati infine anche i protocolli di sicurezza anche al Kloten di Zurigo, da tempo considerato uno degli scali più sicuri ed efficienti d'Europa.

Twitter @BarbaraCiolli

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