Regeni: madre,su suo viso male del mondo
APPELLO 29 Marzo Mar 2016 1236 29 marzo 2016

Regeni, i genitori chiedono giustizia: «Sul suo viso il male del mondo»

La madre di Giulio: «Non era in guerra, era andato a fare ricerca: l'ho riconosciuto solo dalla punta del naso».

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Una conferenza stampa in Senato per ribadire l'urgenza della verità sulla morte di Giulio Regeni, nella piena consapevolezza che la barbara uccisione del ricercatore friulano «non sia un caso isolato».
A parlare, in conferenza stampa, i genitori del 28 enne italiano la cui scomparsa sta alimentando tensioni crescenti tra Roma e Il Cairo, dopo l'ultima inverosimile ricostruzione egiziana dell'assassinio di Giulio.
«NON ERA IN GUERRA». «Quello che è successo a mio figlio non è un caso isolato», ha detto la madre Paola. «Cos’è? Un caso di morbillo, di varicella?», ha domandato rin maniera retorica. «Forse erano le idee di Giulio?», ha continuato. «Mio figlio non era in guerra, era andato a fare ricerca. È forse dal nazifascismo che noi in Italia non ci troviamo di fronte alla tortura».
La donna ha testimoniato il suo dolore nel riconoscere la salma del figlio deturpata dalle torture: «Su quel viso, che era diventato piccolo piccolo, l'unica cosa che ho trovato di mio figlio era la punta del suo naso: non vi dico quel che gli hanno fatto». E ancora: «Se il 5 aprile sarà una giornata vuota confidiamo in una risposta forte del nostro governo. Forte, ma molto forte. È dal 25 gennaio che attendiamo una risposta su Giulio».
«SUL SUO VISO IL MALE DEL MONDO». «Sul suo viso ho visto il male del mondo», ha proseguito la madre di Regeni nel corso della conferenza stampa convocata dal senatore Luigi Manconi, presidente della Commissione per i diritti umani. «Era necessario - ha detto Manconi - «per i genitori di Giulio rinnovare pubblicamente qui il loro dolore affinché la verità sulla sorte di loro figlio non venga consegnata all’oblio».
«Soltanto grazie alla mobilitazione che c’è stata del Paese - ha aggiunto Alessandra Ballerini, legale della famiglia Regeni - «l’Egitto ha fatto una piccola marcia indietro rispetto alla versione secondo cui Giulio sarebbe stato ammazzato da cinque banditi». «Ma senza una mobilitazione simile» - ha avvertito l’avvocato - «domani ce ne vendono un’altra».

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