Pm chiede 26 anni per Alex Boettcher
SCHEDA 30 Marzo Mar 2016 2000 30 marzo 2016

Coppia dell'acido, il caso in punti

Boettcher condannato a 23 anni in un secondo processo. Le cose da sapere.

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Ventitre anni. A tanto ammonta la condanna che il tribunale di Milano ha inflitto in primo grado, il 30 marzo 2016, ad Alexander Boettcher, l'uomo accusato di essere il leader della banda dell'acido che ha sfregiato due persone e ha fallito un agguato a una terza.
AVEVANO UN COMPLICE. Boettcher, broker di origine tedesca, ha compiuto gli atti con l'amante Martina Levato e un altro complice, Andrea Magnani.
Una vicenda che si è compiuta con atti diversi e ha portato a tre processi separati: due con rito abbreviato e uno, a carico del solo Boettcher, con rito ordinario. Ecco il caso spiegato in punti.

1. Per Boettcher è la seconda condanna

Quella a 23 anni arrivata in primo grado il 30 marzo 2016 è la seconda condanna per Alexander Boettcher, e riguarda le accuse di associazione a delinquere e gli episodi legati all'aggressione con l'acido a Stefano Savi (avvenuta il 2 novembre 2014, secondo l'accusa per sbaglio) e dell’agguato fallito a Giuliano Carparelli (15 novembre 2014).
LA PRIMA A 14 ANNI. Boettcher era già stato condannato con rito abbreviato, in primo grado e insieme con Martina Levato, per l’attacco del 28 dicembre contro Pietro Barbini.

2. Per l'accusa è uno psicopatico sadico

Uno «psicopatico che si crede dio». Così il pm Marcello Musso ha descritto Alexander Boettcher, leader, a suo dire, della «banda dell'acido». Un ritratto a cui hanno contribuito i video mostrati in aula nei quali l'uomo era impegnato a sgozzare galline a mani nude e far bere la sua urina a Martina Levato.
ACCUSATO ANCHE DALLA RAGAZZA. La giovane ha sempre difeso Boettcher, fino al 18 marzo, quando ha consegnato una sua memoria alla procura milanese, dipingendo per la prima volta Boettcher come un uomo ossessivo e oppressivo.
In sei pagine, Levato ha indicato il broker come la «regia» dei blitz e ha raccontato le «pratiche di dominazione» di quell'uomo che voleva «che io perdessi un braccio, una gamba, perché io non fossi più desiderabile agli occhi degli altri». Prima di proporle di «purificarsi» andando a sfigurare i ragazzi con cui lo aveva tradito.

3. La difesa: «Uno sciocco disturbato»

Diversa la versione della difesa di Boettcher, che ha dipinto il ragazzo come «uno sciocco» con «una personalità disturbata», affermando che però non c’è «in nessun caso la prova incontrovertibile della partecipazione ad un’associazione a delinquere».

4. Le vittime: gli ex di Martina

Le vittime non sono casuali. Se l'aggressione a Savi pare sia il frutto di un errore, quelle a Barbini e Carparelli (la seconda fallita) sono in realtà mirate a colpire due ex di Martina Levato.
Barbini avrebbe pagato una relazione con la ragazza risalendo al liceo, venendo colpito con l'acido ed evitando un'ulteriore aggressione col martello da parte di Boettcher.
MARGARITO SCAMPATO ALL'EVIRAZIONE. Sarebbe stato lo stesso broker italo-tedesco a chiedere a Martina Levato di evirare Antonio Margarito, ex collega alla Bocconi della ragazza. I due si sarebbero appartati e quindi lei avrebbe cercato di colpirlo ai genitali con un coltello, non riuscendo nell'intento.

5. Un figlio che potrebbero non vedere mai

Il 15 agosto 2015 Martina Levato ha dato alla luce un bambino, figlio suo e di Boettcher. Il destino del piccolo, a lungo al centro di un dibattito pubblico, dipenderà dal tribunale per i minorenni, che potrebbe togliere la custodia alla madre e darlo in affido o adozione.

6. Risarcimento danni

Il collegio di giudici, presieduto da Elena Bernante, oltre a condannare Alexander Boettcher a 23 anni di carcere per la serie di aggressioni con l'acido, ha disposto che il broker versi come provvisionale di risarcimento 1,2 milioni di euro a Stefano Savi, il giovane che venne sfigurato il 2 novembre del 2014.

7. Boettcher rischia fino a 37 anni

«Spero che non esca più di cella», è il desiderio espresso da Stefano Savi dopo la condanna a 23 anni di Boettcher. Così non sarà, ma considerando le due pene attribuitegli, il broker potrebbe spendere buona parte della sua vita in carcere.
NESSUNA SOMMA. I 14 anni del primo procedimento non dovrebbero essere sommati ai 23 del secondo, ma si dovrebbe avere l'unione dei due casi per continuazione. Il giudice partirebbe dalla più grave e potrebbe aumentarla fino al triplo, ma senza superare la somma aritmetica delle pene inflitte. In questo caso, e salvo le possibili modifiche delle pene in Appello o Cassazione, non si dovrebbero eccedere i 37 anni.

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