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GIUSTIZIA 1 Aprile Apr 2016 1721 01 aprile 2016

Ouali, l'algerino arrestato a Salerno sarà estradato a Bruxelles

La sentenza della Corte d'Appello. L'avvocato farà ricorso. L'uomo è sospettato di essere parte della rete che produceva falsi documenti per i terroristi. Ma è andato in questura a chiedere il permesso di soggiorno.

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Djamal Eddine Ouali.

Ha negato di essere un terrorista. E ha detto di non saperne nulla nemmeno di documenti falsi. Ma la Corte d'Appello di Salerno ha deciso che Djamal Eddine Ouali sarà estradato in Belgio, rigettando la richiesta di sospensiva avanzata dalla procura generale. Ouali, cittadino algerino 40enne, era stato arrestato il 26 marzo a Bellizzi, in provincia di Salerno, con l'accusa di essere parte della rete che produceva falsi documenti utilizzati anche da alcuni terroristi implicati nelle stragi di Parigi e Bruxelles.
L'AVVOCATO ANNUNCIA RICORSO IN CASSAZIONE. Il suo avvocato, Gerardo Cembalo, all'uscita dall'aula ha annunciato ricorso in Cassazione. «L’ho trovato molto provato ed estremamente preoccupato per la moglie che aspetta un bambino. Si professa completamente estraneo ai fatti e mi ha detto di essere un onesto lavoratore», aveva raccontato il 30 marzo Cembalo ai giornalisti, aggiungendo che il suo assistito in Belgio «si occupava soprattutto della vendita via internet di capi d'abbigliamento che acquistava a stock, secondo le migliori offerte, per poi rivenderli nel suo Paese di origine, in Algeria».
ESCLUSO L'ERRORE DI IDENTITÀ. Ouali però è indagato anche in Italia, sempre per falsificazione di documenti. E su di lui pendeva dal 6 gennaio scorso un ordine di arresto internazionale, emesso dall’autorità giudiziaria del Belgio. Gli inquirenti italiani hanno già escluso qualunque errore di identità e si sono detti sicuri delle informazioni in loro possesso sul conto dell'algerino. Un pc che conteneva le sue fotografie è stato ritrovato in uno dei covi usati dai terroristi a Bruxelles. Eppure, le modalità che hanno portato all'arresto di Ouali lasciano perplessi.
L'INGRESSO IN ITALIA CON LA MOGLIE INCINTA. Sempre nel mese di gennaio, il sospetto era entrato in Italia con la moglie passando dal Brennero. Si era poi trasferito a Bellizzi, dove la donna aspetta un bambino. Per questo aveva chiesto in questura un permesso di soggiorno per motivi di salute, che sarà valido fino al terzo mese d'età del nascituro. Per assistere la moglie in gravidanza, lo stesso Ouali si era recato all’ufficio immigrazione, chiedendo anche lui un permesso di soggiorno.
L'ARRESTO ALLA FERMATA DEL BUS. Ma i poliziotti in servizio lo hanno riconosciuto, dopo una serie di riscontri fotografici. Una mossa piuttosto ingenua, che fa dubitare dell’effettiva importanza dell’uomo all'interno dell’organizzazione. Ouali è stato arrestato nel pomeriggio del 26 marzo dagli agenti della Digos, mentre aspettava un autobus a Bellizzi. Il questore di Salerno, Alfredo Anzalone, si è complimentato per l'operazione: «C’è stata più attenzione dopo le segnalazioni giunte al capo della Polizia e sulla base delle direttive del ministero degli Interni. Ouali era irreperibile, ma lo abbiamo trovato». Nessun complice al momento risulta ricercato.

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