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CAIRO 1 Aprile Apr 2016 1206 01 aprile 2016

Regeni, stampa egiziana: «Nel dossier le indagini degli apparati»

Il quotidiano Al-Akhbar anticipa i contenuti del rapporto che sarà consegnato il 5 aprile al procuratore Pignatone. Gli inquirenti italiani vogliono acquisire i tabulati telefonici di 10 persone.

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Giulio Regeni.

La stampa egiziana, citando «fonti della sicurezza», ha anticipato i contenuti del dossier curato dal ministero degli Interni che martedì 5 aprile sarà consegnato al procuratore di Roma Giuseppe Pignatone, che indaga sulla morte di Giulio Regeni.
Un dossier che il quotidiano Al-Akhbar, in edicola venerdì 1 aprile, definisce «esaustivo», senza rivelare però nessuna novità su coloro che si erano impossessati dei documenti del giovane ricercatore, prima che venissero ritrovati a casa della sorella del capo della banda di rapinatori che, per le autorità del Cairo, avrebbero compiuto l'omicidio.
Gli investigatori italiani sono convinti che i documenti di Giulio siano stati portati lì da qualcuno e non credono che dei criminali comuni potessero essere interessati a conservarli.
«NEL DOSSIER LE INDAGINI SU GIULIO». Il dossier egiziano, secondo Al-Akhbar, contiene i risultati delle inchieste compiute dagli apparati del Cairo sui numerosi incontri del giovane ricercatore friulano con ambulanti e sindacalisti nella capitale del Paese nordafricano. Una prova del fatto che Giulio era seguito e spiato dai servizi segreti. IL TG DI LA7: «TRADUZIONE ERRONEA». Il verbo usato dal quotidiano egiziano, letteralmente, significa tuttavia «ricostruire», come sottolineato dal Tg di La7.
I servizi del Cairo, quindi, nel dossier altro non avrebbero fatto che «ricostruire» i movimenti di Giulio, cosa piuttosto ovvia.
«I SEGRETI DEI SUOI INCONTRI CON I SINDACATI». Il dossier, continua Al-Akhbar, comprende «molti documenti e informazioni importanti», tra cui «foto» e «tutte le indagini su Regeni dal suo arrivo al Cairo fino alla sua scomparsa», ovvero «gli innumerevoli rapporti, i segreti dei suoi incontri con i lavoratori e i responsabili di alcuni sindacati, sui quali conduceva ricerche e studi».
LE DEPOSIZIONI DI «AMICI E VICINI DI CASA». Nel dossier su Giulio Regeni, sempre secondo il quotidiano Al-Akhbar, ci sono anche «le deposizioni dettagliate dei suoi amici sugli spostamenti durante i suoi ultimi giorni al Cairo», e quelle «dei vicini dell'appartamento in cui viveva» nella capitale egiziana.
«INFORMAZIONI IMPORTANTI» SUI RAPINATORI. Il giornale scrive poi che nel rapporto preparato per la procura di Roma ci sono anche «informazioni importanti» sulla banda di criminali uccisi al Cairo, che avevano rapinato «l'italiano David qualche mese fa». La delegazione egiziana inoltre consegnerà «gli effetti personali di Giulio Regeni», tra cui il suo passaporto, ritrovati nell'abitazione della sorella del capobanda.
VERTICE IN PROCURA A ROMA. Intanto a Roma si è tenuto un vertice in procura, tra il pubblico ministero Sergio Colaiocco, titolare del fasciolo sulla morte del ricercatore, e il team di investigatori del Ros e dello Sco di ritorno dal Cairo. Nel corso dell'incontro, è stato messo a punto il materiale preparato per l'appuntamento con gli omologhi egiziani, che avverrà a Roma nella sede della Criminalpol.
ACQUISIRE I TABULATI DI DIECI PERSONE. I rappresentati dello Sco e del Ros hanno fornito anticipazioni sulla loro relazione, che comprende anche l'attività investigativa svolta in Italia nelle ultime settimane. Dal vertice in procura è emersa l'esigenza di acquisire dagli inquirenti egiziani i tabulati telefonici di dieci persone, tra amici e conoscenti di Giulio Regeni, per ricostruire al meglio i suoi ultimi giorni di vita e gli spostamenti compiuti prima della scomparsa.
BOLDRINI: «PRETENDIAMO TUTTA LA VERITÀ». La presidente della Camera Laura Boldrini, intervenendo al Teatro Flavio Vespasiano di Rieti nel corso di un incontro con gli studenti dedicato alla Costituzione, ha detto che l'Italia «pretende tutta la verità». Ogni giorno «veniamo a conoscenza di una versione diversa su cosa è capitato a Giulio Regeni. Abbiamo diritto di conoscere la verità. Lo dobbiamo alla famiglia e a voi giovani».
MANCONI: «NON COMMENTO LA NOTIZIA». Il senatore Luigi Manconi, presidente del Comitato per i diritti umani, che era accanto ai genitori di Giulio durante la loro conferenza stampa a Palazzo Madama, non ha voluto commentare le notizie riportate da Al-Akhbar: «Non voglio commentare, non è pensabile che ogni giorno ci siamo nuovi elementi, tutti implausibili e inattendibili, almeno fino a prova contraria». La sola cosa davvero importante, ha spiegato il senatore, «è che alla magistratura italiana sia consegnato tutto, incondizionatamente, il materiale investigativo raccolto. Ovvero tabulati, intercettazioni, riprese video, interrogatori e perizie, non frammenti provenienti da varie fonti che io non sono in grado di verificare».

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