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MINACCIA 2 Aprile Apr 2016 1152 02 aprile 2016

Nucleare, la corsa dell'Isis alla bomba radioattiva

Centrali atomiche da colpire. Per sottrarre scorie. E creare ordigni contaminati. Cresce l'allarme in Belgio. Come in Pakistan. I traffici del terrorismo nucleare.

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La polizia aeroportuale belga teme decine di simpatizzanti dell'Isis tra il personale dello scalo di Bruxelles.
E dopo gli attacchi è stata evacuata anche gran parte degli addetti delle due centrali nucleari belghe di Tihange e Doel, teatro negli ultimi tempi di un'uccisione e di alcuni incidenti sospetti.
Il direttore di un programma di ricerca e sviluppo dell'energia atomica è stato spiato dai fratelli kamikaze Ibrahim e Khalid Bakraoui.
Il sistema informatico dell’agenzia nucleare belga è stato penetrato da hacker.
E nel 2012 due dipendenti dell'impianto di Doel si sono addirittura arruolati nella brigata siriana dell'Isis di Abdelhamid Abaaoud, mente degli attentati.
Tutto questo avviene in Belgio, dove la soglia di attenzione nei confronti del ''terrorismo nucleare'' si è drasticamente alzata.
CENTRALI MILITARIZZATE. Nei covi dei terroristi di Molenbeek sono stati trovati arsenali di esplosivi e prodotti chimici.
Nel mirino c'erano anche le centrali atomiche, che dopo un blitz degli inquirenti nel dicembre 2015 sarebbero state militarizzate.
MATERIALE DA TRAFUGARE. Ancora non è appurata la responsabilità dell'attacco chimico di Ghouta, Damasco, del 21 agosto 2013 con le sue diverse centinaia (per alcune fonti quasi 2 mila) di vittime civili siriane.
Ma si sa che tra gli obiettivi degli estremisti islamici c'è anche quello di colpire impianti nucleari, trafugare materiale radioattivo e confezionare bombe ''sporche''.
Le preoccupazioni della comunità internazionale sulla sorveglianza di diversi siti a rischio sono crescenti, a fronte di una aumentata militarizzazione, anche nucleare, del Medio Oriente.

Centrali colabrodo in Belgio e Pakistan, trafficanti nell'ex Urss

La sicurezza delle centrali e degli armamenti atomici è prioritaria perché i «terroristi che abbiamo davanti vogliono uccidere più gente possibile, con qualsiasi materiale a loro disposizione», ha dichiarato il premier britannico David Cameron al Summit sulla sicurezza nucleare (Nss) organizzato dalla Casa bianca a Washington.
Stati Uniti e Gran Bretagna studiano esercitazioni congiunte per fronteggiare attacchi informatici ai siti nucleari e contro le strutture di stoccaggio delle scorie.
Londra è anche pronta a fornire esperti ad altri Paesi a tutela dei loro impianti civili.
UN TRATTATO RAFFORZATO. Gli Usa si sono fatti invece promotori della ratifica di un accordo internazionale rafforzato sulla sicurezza del nucleare, con regole più restrittive che includono pene più dure per i criminali che trafficano materiale nucleare e requisiti più stringenti per rendere sicuri materiali e strutture nucleari nel mondo.
La maggiore preoccupazione degli esperti di nucleare è infatti che l'Isis, e in generale tutti i gruppi terroristici e criminali, possano confezionare bombe ''sporche'' da scorie radioattive e materiale contrabbandato: un obiettivo più a portata di mano dell'arricchimento dell'uranio per la bomba atomica, come anche piazzare bombe artigianali dentro una centrale o far saltare qualche impianto.
CENTRALI A RISCHIO IN ASIA. I siti belgi si sono dimostrati vulnerabili per l'inaffidabilità di parte del personale (uno degli ex combattenti nell'Isis, incarcerato in Belgio, sarebbe stato liberato nel 2015) e per le falle nel sistema di controllo: oltre all'attacco informatico, un intruso mai identificato penetrò nel 2014 in uno dei reattori di Doel e aprì il rubinetto di un olio lubrificante, provocando la chiusura della centrale per cinque mesi.
La fuoriuscita di materiale pericoloso è ancora più facile nei Paesi asiatici delle aree calde dotati di centrali e armamenti atomici, e anche in Russia e in altri Paesi dell'ex Urss, dove tra le forze di sicurezza è alto il tasso di corruzione e le reti di trafficanti sono ben radicate.

India parcheggo di scorie, e Putin piazza missili nucleari in Siria

Il fantasma di Cernobyl viene agitato a sproposito per far esplodere guerre per le risorse, ma la minaccia esiste, come dimostrano gli attentati in Francia e in Belgio, anche in Europa: in totale si stimano 1.800 tonnellate di materiale per bombe radioattive, sparse in centinaia di siti nel mondo.
Mentre la Cina ha aderito al Trattato di non proliferazione (Tnp) e collabora con gli Usa per una maggiore sicurezza nelle sue centrali nucleari e lo stop ai test missilistici della Corea del Nord, quest'ultima impenetrabile dittatura è - con Pakistan e India - fuori dall'accordo internazionale per l'uso pacifico dell'energia atomica e accumula armamenti nucleari.
COLLUSIONI IN PAKISTAN. Il Pakistan dei servizi segreti collusi con al Qaeda è, in particolare, il principale porto franco per trafugare e rivendere ordigni e scorie nucleari a terroristi islamici: depositi e basi sono state bersaglio in questi anni di ripetuti attacchi del talebani.
Mentre l'India che da oltre mezzo secolo fa girare i reattori nucleari è con la Russia un grande parcheggio di scorie nucleari proprie e altrui.
Mosca si è appena presa tutto l'uranio arricchito iraniano da smaltire e in pancia ha il record mondiale di depositi di scorie radioattive per uso non civile (679 tonnellate di uranio altamente arricchito e 128 tonnellate di plutonio), ma ha rifiutato di partecipare al Summit sulla sicurezza nucleare di Obama.
TESTATA NUCLEARE ISKANDER. Nella Siria dove nel 2013 sono stati ufficialmente distrutti tutti i siti di agenti e armi chimiche - sfuggiti al controllo del regime prima dell'accordo per eliminarli - gli israeliani dicono che, in occasione del “ritiro”, i russi hanno piazzato missili tattici a testata nucleare Iskander.
Con una gittata di 500 chilometri, nella base aerea del Cremlino di Latakia sono puntati verso la Turchia e verso il - vicino - Califfato. Ma anche l'Arabia saudita, che preme per avere l'atomica dal Pakistan, ha acquistato dai cinesi missili nucleari di superficie e tratta con Putin per gli Iskander.


Twitter @BarbaraCiolli

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