Boschi Interrogata 160404154314
GIUSTIZIA 4 Aprile Apr 2016 1538 04 aprile 2016

Petrolio, il ministro Boschi interrogata a Roma

Come persona informata sui fatti. Colloquio di circa un'ora a Palazzo Chigi. «Non ho subito pressioni, volevo solo opere più veloci».

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Il ministro per le Riforme e i Rapporti con il parlamento Maria Elena Boschi.

L'inchiesta su petrolio e rifiuti della procura di Potenza, che ha portato alle dimissioni di Federica Guidi dal ministero dello Sviluppo economico, sbarca a Palazzo Chigi.
Il procuratore della repubblica Luigi Gay e i pubblici ministeri Basentini e Triassi, titolari dell'inchiesta, hanno interrogato il ministro per le Riforme e i Rapporti con il parlamento Maria Elena Boschi. L'incontro, avvenuto a Roma in un ufficio decentrato della sede del governo, è durato in tutto circa due ore, ma l'interrogatorio vero e proprio poco meno di un'ora. «Nessuna pressione, ho presentato quell'emendamento perché si trattava della volontà politica del Governo», ha spiegato il ministro, precisando che «volevo solo opere più veloci».
Non è stato ancora fissata, invece, la deposizione di Federica Guidi, il cui compagno, l'imprenditore Gianluca Gemelli, è indagato per traffico d'influenze. L'ex ministro, per cui è previsto un interrogatorio, e non un'audizione, potrà avvalersi della facoltà di non rispondere in quanto convivente di un indagato.
L'EMENDAMENTO DA CHIARIRE. All'interrogatorio del ministro Boschi ha partecipato anche il magistrato della Direzione nazionale antimafia, Elisabetta Pugliese, e il dirigente della squadra mobile di Potenza Carlo Pagano. Al centro dell'audizione del ministro c'è stato l'emendamento approvato in legge di Stabilità che sbloccava interventi strutturali legati alle estrazioni petrolifere in Val d'Agri. Il ministro Boschi, martedì 5 aprile, sarà ospite di Bruno Vespa a Porta a Porta, dove presumibilmente darà conto della vicenda all'opinione pubblica.
IL PROCURATORE: «ERA NECESSARIO». Il procuratore Gay, al termine dell'interrogatorio, si è limitato a dire «era necessario farlo». Nessun riferimento ai contenuti e nemmeno commenti alle parole del premier Renzi. Le indagini di Potenza proseguono anche sul filone siciliano, che vede indagato il capo di Stato maggiore della Marina militare Giuseppe De Giorgi. La polizia è andata ad Augusta, per acquisire dall'Autorità portuale alcuni atti relativi alle concessioni demaniali marittime. Altri documenti sono stati acquisiti nel Comando militare marittimo autonomo. Le concessioni rilasciate riguarderebbero cantieri navali, società che si occupano di servizi, imprese portuali, pontili e le aree a terra di alcune multinazionali del petrolio, da Esso a Lukoil.
EMILIANO ATTACCA RENZI SU TEMPA ROSSA. In parallelo all'inchiesta della magistratura prosegue anche lo scontro politico. Michele Emiliano, governatore della Puglia, ha pubblicamente preso le distanze dal presidente del Consiglio Matteo Renzi, che si è intestato la paternità del progetto Tempa Rossa. Secondo Emiliano, il premier avrebbe commesso «un errore politico gravissimo nel confondere un'opera privata con un'opera pubblica, nel consentire alle opere private di saltare le Regioni e quindi di non negoziare neanche le compensazioni ambientali».
MOVIMENTO 5 STELLE IN BASILICATA. Lo stato maggiore del Movimento 5 stelle, intanto, ha deciso di andare a Viggiano, il paese della Basilicata dove si trova il Centro Oli dell'Eni al centro degli accertamenti dei magistrati assieme al sito di Tempa Rossa. L'obiettivo dichiarato è «denunciare il caso Trivellopoli che riguarda il governo e il Partito democratico». All'appuntamento, previsto per le ore 18, ci saranno Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista e Roberto Fico. Martedì, invece, i parlamentari del Movimento 5 stelle «saranno al giacimento della Total di Tempa Rossa per un'ispezione», ha annunciato sul suo blog il leader del Movimento, Beppe Grillo.

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