INCIDENTI 6 Aprile Apr 2016 1456 06 aprile 2016

Napoli, tensione e scontri per la visita di Renzi

Il premier al vertice su Bagnoli. Sul lungomare incidenti tra manifestanti e forze dell'ordine. Foto

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Si temevano scontri alla vigilia e scontri puntualmente si sono verificati.
A Napoli, in occasione dell'arrivo in città del premier Matteo Renzi, in missione nel capoluogo partenopeo per avviare il progetto della bonifica di Bagnoli, quattro poliziotti sono rimasti feriti dal lancio di pietre effettuato da alcuni manifestanti, scesi in piazza per protesta all'altezza dell'incrocio tra via Partenope e via Colonna.
Sul lungomare cittadino sono stati sparati alcuni lacrimogeni e anche alcune bombe carte (guarda la gallery).
SASSI SUGLI AGENTI. La gran parte del corteo si è divisa e allontata dal punto di scontro, dove sono rimasti per molti minuti manifestani intenti a lanciare pietre contro le forze dell'ordine, che a loro volta hanno azionato gli idranti.
LA POLIZIA RISPONDE COI LACRIMOGENI. Un centinaio di dimostranti ha dato vita a un fitto lancio di sassi all'indizzo degli agenti, che hanno risposto con una massiccia dose lacrimogeni.
Alcuni manifestanti si sono 'armati' di bottiglie di vetro per gettarle contro l'idrante della polizia.
Gli attivisti hanno quindi bloccato il traffico sul lungomare e diverse sono state le auto con cittadini a bordo che hanno provato a passare tra i divisori di plastica.

Alcune auto e bus con turisti a bordo sono rimasti coinvolte nel lancio di lacrimogeni. Nella calca che si è creata mentre il corteo indietreggiava, tra piazza della Vittoria e Posillipo, alcuni veicoli sono stati avvolti dal fumo. Nessuna conseguenza per gli occupanti.
NEL MIRINO LE POLITICHE SUL LAVORO. Dopo gli scontri che si sono registrati sul lungomare di Napoli, l'obiettivo dei manifestanti è diventato un'assemblea-conferenza stampa alla Galleria Umberto. Gli attivisti hanno in massa preso la metro alla stazione di Mergellina per ritornare nel pieno centro della città.
Indice puntato non solo contro le politiche di Renzi su Bagnoli, ma anche contro quelle del lavoro: tanti, infatti, i ragazzi in corteo, anche 20enni, che hanno denunciato come, proprio a causa di Renzi, «sia ancora più difficile trovare un lavoro stabile e garantito».
RENZI: «PIÙ GRANDE RECUPERO AMBIENTALE DELLA STORIA». «Non date ascolto alle ricostruzioni farlocche», ha spiegato Renzi da parte sua. «A Bagnoli non c’è nessuna cementificazione. Bonifichiamo le terre, bonifichiamo il mare: stiamo procedendo alla più grande opera di recupero ambientale della storia italiana. Vale più di dieci abbattimenti di ecomostri. Con buona pace delle polemiche di chi per anni non ha mosso un dito. Noi siamo quelli che messi davanti alle responsabilità, non ci prendiamo paura. Abbiamo promesso di sbloccare l’Italia. E lo faremo, con umiltà e coraggio».
«BONIFICA CONCLUSA ENTRO IL 2019». «La conclusione della bonifica», ha aggiunto, «è prevista entro il 2019. Io avevo chiesto il 2018 però meglio essere prudenti e saggi. Per ripulire quest’area da anni di incuria ci sarà bisogno di un lavoro di 36 mesi. Azioni immediate di bonifica partiranno nel 2016, poi partirà la rigenerazione a gennaio 2017 e dalla fine del 2017 le infrastrutture».

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