Giulio Regeni Egitto 160217171253
MISTERO 6 Aprile Apr 2016 1556 06 aprile 2016

Regeni, il contenuto della mail su Facebook già a febbraio

Lo status di un ex agente egiziano quasi identico al messaggio anonimo inviato a Repubblica.

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Crescono i dubbi sulla mail egiziana che rivelerebbe le torture alle quali sarebbe stato sottoposto Giulio Regeni prima di morire.
La cautela mostrata dagli inquirenti italiani nei confronti del messaggio anonimo ricevuto da Repubblica, che indicherebbe il generale Khaled Shalabi come il principale responsabile dell'uccisione del ricercatore italiano, trova conferma in diversi elementi.
IL POST DI FEBBRAIO. Primo tra tutti, il contenuto della mail, che ricalcherebbe quasi per intero un post apparso, lo scorso 6 febbraio, sul profilo Facebook di tale Omar Afify, ex agente di polizia egiziano che ha lasciato Paese per andare a vivere negli Stati Uniti. Quest'ultimo, contattato da Lettera43.it, ha negato di essere l'autore della mail, spiegando di non voler rilasciare alcuna dichiarazione per timore della propria incolumità.
Nel suo messaggio su Facebook sarebbero indicate le stesse sevizie alle quali Regeni sarebbe stato sottoposto secondo la lettera anonima indirizzata al quotidiano italiano.
La ricostruzione è opera del sito madamsr.com, che si è preso la briga di verificare l'attendibilità del messaggio spedito da un account Yahoo, trovando una quasi completa analogia con lo status di cui sopra.
EX AGENTE DI POLIZIA. Secondo il sito in questione, Afify è balzato agli onori delle cronache per la propria partecipazione ai tumulti di piazza Tahrir nel gennaio 2011.
E negli anni seguenti ha più volte espresso la propria contrarietà al regime instaurato da Abd al Fattah al Sisi, servendosi nelle proprie analisi di fonti anonime vicine ai servizi egiziani. Che siano state le stesse fonti a fornirgli le informazionui sul trattamento riservato a Regeni? E allora chi avrebbe avuto interesse a riciclare un messaggio pubblico per fornire l'ennesima presunta verità sulla morte del ricercatore?
DELEGAZIONE EGIZIANA IN ITALIA. Le domande restano ancora troppe, mentre la delegazione egiziana è partita alla volta di Roma con in tasca un dossier di 2 mila pagine sul ricercatore scomparso a febbraio. Sarebbero oltre 200 le persone menzionate nel faldone per via dei loro legami con Regeni.

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