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INTERVISTA 6 Aprile Apr 2016 1600 06 aprile 2016

Riina da Vespa, Salvatore Borsellino: «Ho la nausea»

Il figlio del boss mafioso va in tivù a presentare il suo libro. Il fratello del magistrato ucciso in via D'Amelio: «Così si offendono i martiri. Sul conduttore di Porta a porta non esprimo giudizi. Sarebbero da querela».

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La famiglia Riina ospite del servizio pubblico, nel salotto buono di Bruno Vespa, per una puntata di Porta a Porta, ha scatenato l'indignazione del sindacato dei giornalisti, della presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosi Bindi e dei familiari delle vittime della criminalità organizzata.
Il figlio di Totò u curtu, Giuseppe Salvatore Riina, anche lui mafioso e condannato a 8 anni e 10 mesi di pena interamente scontata, mercoledì 6 aprile 2016 va in tivù a presentare il suo libro, Riina-Family Life.
«SI OFFENDONO I MARTIRI». Salvatore Borsellino, che in via D'Amelio per mano della mafia perse il fratello Paolo, raggiunto da Lettera43.it trattiene a stento la rabbia: «Si offende la memoria dei martiri che sono stati uccisi nel nostro Paese per servire uno Stato che poi li ha isolati e portati alla morte. Su Vespa non esprimo giudizi, perché sarebbero giudizi da querela e quindi cerco di evitare».

Salvatore Borsellino.

DOMANDA. Dottor Borsellino, come ha preso la notizia?
RISPOSTA. Sono nauseato. Sono nauseato per certe cose che accadono nel nostro Paese.
D. Perché?
R.
Perché in Italia si utilizza il servizio pubblico televisivo per far parlare dei criminali e aiutarli a vendere un libro, per farlo diventare un best seller. Un libro che non può che essere osceno, dalle anticipazioni che ho già letto sui giornali. Purtroppo questo è il nostro Paese.
D. Qualcuno ha detto che Vespa sta offrendo una vetrina alla mafia, è così?
R. Si alimenta la curiosità morbosa dell'opinione pubblica, che purtroppo si nutre di certe cose, per acquisire audience. Senza rendersi conto che in questo modo si fa una cosa gravissima.
D. Quale?
R.
Si offende la memoria dei martiri che sono stati uccisi nel nostro Paese, per servire uno Stato che poi li ha isolati e li ha portati alla morte.
D. Una ferita mai chiusa?
R. Esatto. E i parenti dei martiri non solo non hanno né verità né giustizia, ma sono pure costretti a subire queste violenze.
D. Come ha saputo che Giuseppe Salvatore Riina sarebbe stato ospite di Porta a Porta?
R. Non avrei voluto leggere nulla. Ma la voce mi è arrivata. So anche però che ci sono persone nelle istituzioni che hanno chiesto come mai si utilizzi il servizio pubblico per questo tipo di sconci.
D. La presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi ha detto che se l'intervista al figlio di Totò Riina andrà in onda, chiederà la convocazione della presidente e del direttore generale della Rai.
R.
Spero che lo faccia e che la cosa poi abbia un suo seguito, perché ripeto: si tratta di un fatto estremamente grave.
D. Che cosa la indigna di più?
R.
L'idea che si possa far ascoltare al pubblico della Rai, perché ho letto qualche anticipazione su ciò che avverrà nell'intervista, dalla voce del figlio di un criminale e criminale a sua volta, di come suo padre si godeva le scene della carneficina a Capaci e via d'Amelio.
D. Riina Jr. parlerà dei giudici Falcone e Borsellino?
R.
Per fortuna, da quello che ho letto, non avrebbe risposto alle domande di Vespa sul conto di entrambi. Perché ne avrebbe sporcato il nome semplicemente pronunciandolo.
D. Posso chiederle una sua opinione sul conduttore di Porta a Porta?
R. Guardi, su Vespa non esprimo giudizi, perché sarebbero giudizi da querela. E quindi cerco di evitare.
D. L'ex ministro Lupi lo ha difeso, dicendo di non ricordare proteste quando Santoro ospitava Ciancimino Jr...
R. Ognuno si schieri dalla parte che vuole. Servirà per riconoscerli, certi personaggi, in base alla parte dalla quale si schierano.
D. Riina Jr. ha terminato di scontare la sua pena. Questo non fa nessuna differenza?
R. So che vive a Padova, che molte associazioni di cittadini si sono ribellate per la presenza di un personaggio del genere nella loro città. Non so se abbia ancora carichi pendenti con la giustizia. Suo fratello e suo padre sono entrambi al 41bis e spero che ci restino per sempre.
D. Non teme che qualcuno, citando a sproposito Pasolini, possa sostenere che le colpe dei padri non devono ricadere sui figli?
R. In questo caso si parla delle colpe dei figli stessi. La famiglia Riina è una famiglia di criminali. E lui, da quello che mi risulta, andrà in televisione per «difendere la dignità della famiglia Riina». Difendere la dignità della famiglia Riina è un concetto assurdo. È una famiglia di criminali.

Twitter @davidegangale

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