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DENUNCIA 6 Aprile Apr 2016 1226 06 aprile 2016

Sanità, Cantone punta il dito contro la corruzione

Per il presidente Anac è «terreno di scorribanda per delinquenti di ogni risma». Coinvolta una Asl su tre. Liste d'attesa, case farmaceutiche e sale mortuarie nel mirino.

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Raffaele Cantone, presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione (Anac).

La sanità italiana è malata di corruzione.
L'accusa arriva da Raffaele Cantone, presidente dell'Autorità nazionale preposta a contrastarla, che è intevenuto alla presentazione del Rapporto di Transparency Italia, Censis, Ispe-Sanità e Rissc in occasione della prima giornata nazionale contro la corruzione in sanità.
COSTO AGGIUNTIVO DI 23,6 MILIARDI. «La sanità, per l'enorme giro di affari che ha intorno e per il fatto che anche in tempi di crisi è un settore che non può essere sottovalutato, è il terreno di scorribanda da parte di delinquenti di ogni risma», ha detto Cantone. Quella italiana riesce comunque ad assicurare «standard elevatissimi, ma va considerato che la corruzione abbassa anche il livello dei servizi». Secondo i dati del governo, sprechi inefficienze e corruzione nel settore costano alla collettività 23,6 miliardi di euro l'anno. La sola corruzione, secondo Transparency Italia, pesa per 6 miliardi.
LE NUOVE FORME DELLA CORRUZIONE. Le forme della corruzione, per Cantone, sono tuttavia mutate nel tempo: se «la mazzetta tradizionale è rimasta quasi solo un ricordo», una delle maggiori criticità attuali è rappresentata dalle «liste d'attesa: sarebbe bello se potessero essere trasparenti, ma sappiamo che è difficile perché ci sono in ballo i valori della privacy. Però dobbiamo intervenire».
FARO SU CASE FARMACEUTICHE E SALE MORTUARIE. Un altro snodo del sistema in cui si annida la corruzione è rappresentato per Cantone da «ditte farmaceutiche e sale mortuarie».
La sanità «è ai primi posti per il rischio di corruzione con un trend stabile e abbiamo provato a mettere in campo strumenti nuovi col ministero della Salute, provando a individuare gli snodi problematici e gli strumenti su cui intervenire. Le liste di attesa sono fra questi snodi, anche le imprese farmaceutiche, come la gestione delle sale mortuarie. Proveremo a dare delle indicazioni e stiamo per firmare un nuovo protocollo che consentirà di verificare se le Asl stanno facendo davvero quello che è previsto nelle linee guida anticorruzione».
EPISODI DI CORRUZIONE IN UNA ASL SU TRE. Dai dati sembrerebbe proprio di no. Nel 37% delle aziende sanitarie italiane, infatti, si sono verificati episodi di corruzione negli ultimi cinque anni. E in circa un terzo dei casi non sono stati affrontati in maniera appropriata. Ad affermarlo sono gli stessi dirigenti delle 151 strutture sanitarie che hanno partecipato all'indagine sulla percezione della corruzione curata da Transparency Italia.
Il 77% dei dirigenti sanitari ritiene che ci sia il rischio concreto che all'interno della propria struttura si verifichino fenomeni di corruzione, un rischio considerato elevato dal 10% di loro.
FARAONE: «10 MLN DI ITALIANI HANNO FATTO VISITE IN NERO». Il settore sanitario continua ad essere tra i più colpiti dal virus della corruzione anche per il sottosegretario all'Istruzione, Università e Ricerca Davide Farone. «Ben due milioni di italiani hanno pagato bustarelle per ricevere favori in ambito sanitario e 10 milioni hanno effettuato visite mediche specialistiche in nero», ha detto Faraone.

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