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ATTENTATI 9 Aprile Apr 2016 1624 09 aprile 2016

Bruxelles, dopo Abrini e Krayem, arrestato sesto uomo

L'uomo dice di aver buttatto la giacca nei rifiuti e di aver venduto il cappello.

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L'arresto di Mohamed Abrini in un fermo immagine tratto da un video postato sul profilo Facebook di Sebastien Dana Kamran.

Continuano le operazioni della polizia per smantellare la cellula di terroristi responsabili degli attentati di Parigi e Bruxelles. È un altro week end di sirene spianate, elicotteri, blitz e controlli a tappeto, quello che i cittadini della capitale europea stanno vivendo da venerdì 8 aprile.
Sabato 9 aprile, il giorno dopo l'arresto di Mohamed Abrini - ricercato per gli attentati di Parigi dopo essere stato visto assieme a Salah Abdeslam da una telecamera di sicurezza di un distributore di benzina, ma il cui Dna è stato trovato nei covi di Schaerbeek e Forest in cui furono preparati gli attacchi del 22 marzo, è stato lo stesso Abrini a confessare di essere "l'uomo con il cappello" immortalato dalle telecamere di sorveglianza dell'aeroporto di Bruxelles, vicino ai due uomini che si sono fatti saltare in aria il 22 marzo a Zaventem.
A dare la notizia è la procura belga. «Ha confessato la sua presenza sul luogo del crimine. Ha spiegato di aver gettato il suo giacchetto in un cestino di rifiuti e di aver venduto dopo il suo cappello», ha dichiarato in una nota l'ufficio del procuratore generale.
IL SESTO UOMO GIÀ CONDANNATO. Un portavoce della procura federale belga ha confermato inoltre l'arresto di un sesto uomo, sospettato di avere legami con gli attentati del 22 marzo a Bruxelles.
Lo riferisce l'agenzia AP. Il portavoce non era autorizzato a parlare pubblicamente ed ha aggiunto che una dichiarazione ufficiale sarà fatta più avanti nella giornata.
La sesta persona sospettata di essere legata agli attentati di Bruxelles è stata fermata ieri sera, 8 aprile, dalla polizia. Secondo la catena televisiva fiamminga VRT, si tratterebbe di Bilal El Makhoukhi, un abitante di Bruxelles già condannato nell'ambito del processo contro l'organizzazione fondamentalista 'Sharia4Belgium'.
Sempre ieri sera la Procura federale ha comunicato il fermo di cinque persone: oltre ad Abrini, ci sarebbe anche Osama Krayem, l'uomo che comprò le valigie al centro commerciale City2 usate per gli attentati a Bruxelles.
KRAYEM È SVEDESE. Il portavoce ha aggiunto che Krayem, è un cittadino svedese. AP riporta anche che, secondo un esperto di antiterrorismo del collegio nazionale di difesa svedese, Magnus Ranstorp, Krayem in passato ha postato sui social media foto dalla Siria.

Sabato mattina un'altra operazione: forze speciali nel quartiere di Etterbeek

Nonostante gli arresti effettuati oggi in seguito agli attentati, il livello di allerta terroristica in Belgio resta comunque a 3 su una scala di 4, riferisce l'agenzia Belga al termine di una riunione straordinaria del Consiglio nazionale di sicurezza del Paese.
LE OPERAZIONI NEI QUARTIERI. La mattina del 9 aprile le forze dell'ordine hanno continuato le perquisizioni in alcuni quartieri della capitale europea.
Un'importante operazione di polizia, con almeno una cinquantina di agenti, artificieri e tiratori scelti, è stata fatta nella zona di Etterbeek, il quartiere di Bruxelles adiacente al 'quartiere europeo'. Lo riferisce il sito della tv pubblica Rtbf, riportando che secondo alcuni testimoni gli abitanti della zona interessata dall'operazione sono stati evacuati.
Dopo un paio di ore, alle 14, le forze speciali e gli artificieri hanno lasciato il quartiere di Etterbeek, dove secondo Rtbf, oggetto dell'operazione sarebbe stato un magazzino nella zona di La Chasse, vicina alla sede dell'università Ulb, in cui sono in azione agenti della scientifica. Il perimetro dell'area resta bloccato dalla polizia.
USO DI ARMI BIOLOGICHE. Oltre alle operazioni sul campo e agli arresti, la procura federale sta svolgendo una serie di indagini per capire che tipo di armi sono in possesso dei terroristi.
Un «sacchetto di plastica con escrementi e testicoli di animali' che potrebbe sviluppare 'un'arma biologica' rudimentale è stato trovato per esempio, assieme a tre carte di identità, nello zainetto di Abderrahman Ameuroud, arrestato a Schaerbeek il 25 marzo e considerato complice di Reda Kriket, il terrorista arrestato nel covo di Argenteuil in Francia dove vennero trovati esplosivo, alcuni kalashnikov e pistole.
A dare la notizia è il quotidiano Dernieure Heure che, contestando la smentita data l'8 aprile dalla Procura federale belga, pubblica un'informativa di polizia in cui è scritto che «se si mescola una combinazione di elementi di questo tipo per dieci giorni in un ambiente buio, può provocare una reazione tossica».
LE INTENZIONI DELL'ISIS. «Questa informazione la si può trovare in certi forum jihadisti» è scritto nell'avviso generale di polizia, in cui si invitano tutti gli agenti a prendere «particolari precauzioni» nel corso delle perquisizioni, avvisando che in caso di contatto «si possono infettati da batteri e virus che provocano tifo, tetano, botulismo, colera o listeriosi».
Nell'informativa pubblicata dalla Dh è scritto anche che «abbiamo buone ragioni di credere che lo Stato Islamico o sostenitori dello Stato Islamico stiano cercando di sperimentare armi biologiche».

Krayem potrebbe essere la persona vista nella metro con il kamikaze El Bakraoui

Le nuove immagini dell'uomo col cappello, ricercato per gli attentati di Bruxelles.

Una notizia che la procura federale ieri aveva 'sfumato', non dando credito a questa interpretazione, ma il quotidiano ha riconfermato la notizia data nei giorni scorsi sottolineando che «la presenza degli elementi» trovati nello zaino di Ameuroud «non è contestata» dalla procura.
POLEMICA TRA PROCURA E STAMPA. Pubblicando la nota di polizia la Dh afferma che «per provare la nostra buona fede purtroppo non possiamo fare altro che riprodurre il documento emesso dalle forze di polizia ed al quale la procura federale ha opposto una forma di smentita».
Il quotidiano osserva che «non è la prima volta che si sente questa cacofonia di comunicazione» fra procura e polizia «nei dossier degli attentati di Parigi o Bruxelles».
In calce alla nota di polizia, un elemento di difficile interpretazione: è indicato che Abderrahmane Ameouroud «è conosciuto su Bng» la Banca dati generale del Belgio con il nome proprio senza la 'e' finale e che dal 24 marzo è «oggetto di un Map e di un RirR codice 01», citando come fonte di tale informazione «l'ufficiale di collegamento di polizia olandese a Kuala Lumpur (Malesia)».
L'ARRESTO DI ABRINI. Oltre all'inchiesta sulle armi usate dai terroristi, le indagini proseguono per determinare se Osama Krayem è la quarta persona vista nella metro a Pétillon con Khalid El Bakraoui prima che si facesse esplodere a Maelbeek.
Il dna di Abrini, che è stato formalmente identificato dopo l'arresto a square Albert 1 ad Anderlecht, è stato ritrovato, ha detto la Procura, non solo nell'appartamento di Schaerbeek da dove sono partiti i kamikaze per Zaventem, sia in quello dove sono state confezionate le cinture esplosive per Parigi, ma anche nell'appartamento di Forest dove c'era stato lo scontro a fuoco tre giorni prima della cattura di Salah Abdeslam e nella Clio nera usata per gli attentati di Parigi.
Degli altri tre arrestati, uno è Hervé B.M., fermato in compagnia di Krayem. La Procura per il momento non può affermare con certezza il ruolo svolto da Abrini e Krayem e quindi le verifiche proseguono. Maggiori dettagli, ha aggiunto la Procura che ancora una volta «nell'interesse dell'inchiesta» non ha consentito domande, verranno resi noti se possibile nel corso della giornata di domani.

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