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FRONTIERE 12 Aprile Apr 2016 1951 12 aprile 2016

Brennero, allarme di Amnesty: «Un'altra Idomeni»

L'Austria inizia i lavori al valico per fermare i profughi. I contraccolpi per l'economia e il rischio di un campo d'accoglienza a cielo aperto.

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Il valico del Brennero.

Al Brennero sono iniziati i lavori di costruzione delle barriere austriache destinate a respingere i profughi, con l'abbattimento dei guardrail e l'allestimento di una tettoia per consentire i controlli anche sotto il sole della prossima estate o con il maltempo. In un secondo momento ci sarà anche una recinzione.
BARRIERE PRONTE A FINE MAGGIO. Tutto dovrebbe essere pronto a fine maggio, ma i controlli potrebbero partire anche prima.Vienna ha deciso di ammettere 80 richieste d'asilo al giorno, fino al raggiungimento del tetto massimo di 37 mila persone nel 2016. Mentre saranno 3200 i profughi ai quali sarà premesso di proseguire il loro viaggio verso Nord, fino a Kufstein, al confine con la Germania.
RIPERCUSSIONI PER I TRASPORTI. Il sindaco di Brennero, Franz Kompatscher, dice che il problema «saranno i profughi che penseranno di mettersi in attesa per passare il confine il giorno dopo». Nei pressi della stazione c'è un locale che può ospitare all'incirca 70 persone, ma che nel 2015 ne ha viste sfilare 27 mila. «Se aumentasse il numero di queste persone, non sapremmo come fare», dice ancora Kompatscher. Il sindaco non teme ripercussioni economiche per il suo paese: «I disagi saranno per l'Europa intera, visto che i tempi di attesa dei camion avranno ripercussioni sui costi del trasporto delle merci».
LE PAURE DEI COMMERCIANTI. Non la vedono così diversi commercianti dell'Outlet center di Brennero, che sono preoccupati per l'avvenire. Soprattutto il personale che viene da altre regioni d'Italia e che qui ha finalmente trovato un posto fisso: «Perché qui il lavoro ce lo danno gli austriaci e chissà se in futuro dopo aver passato i controlli al confine avranno ancora voglia di fermarsi per perdere dell'altro tempo».
C'è poi chi come Michaela, del Cafè Testarossa dell'Outlet center, arriva al lavoro in auto da Vipiteno ed è preoccupata: «Chissà quante ore perderò in coda e quanti clienti perderò». Il governatore altoatesino Arno Kompatscher, che nei prossimi giorni incontrerà il ministro Alfano, ha ribadito la valenza del Brennero «come simbolo per l'Unione europea, grazie alla pietra miliare Schengen che ha portato pace e benessere».
AMNESTY: «SITUAZIONE SIMILE ALLA GRECIA». Durissimo il giudizio di Amnesty International: «L'Austria ha deciso di erigere una barriera fisica, un ostacolo insuperabile che creerà sul versante italiano della frontiera una situazione simile a quella che troviamo a Idomeni e nelle isole greche. Ci ritroveremo campi improvvisati e auto-allestiti, una situazione di crisi umanitaria», afferma il direttore di Amnesty International Italia, Gianni Rufini.
Preoccupazione viene espressa anche da Medici senza frontiere. Il presidente Loris De Filippi teme che in Europa si creino «campi profughi a cielo aperto». L'organizzazione ha deciso di tornare con le sue navi in mare, «perché il numero dei mezzi che fanno soccorso sembra insufficiente. Per tre mesi saremo in mare e poi verificheremo se continuare», ha precisato.

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