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INDAGINI 12 Aprile Apr 2016 0928 12 aprile 2016

Inchiesta petrolio, spunta il dossier su De Giorgi

Un documento anonimo mette in luce le spese folli del capo della Marina, la gestione dubbia di alcuni appalti e le pressioni sul ministro Guidi tramite Gemelli.

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Il capo di Stato maggiore della Marina, Giuseppe De Giorgi.

Nell'inchiesta petrolio, tra intercettazioni e dossier, non manca certo materiale per i pm su cui lavorare. L'ultimo documento - inviato da un anonimo ai magistrati, a Palazzo Chigi e al ministero della Repubblica – riguarda uno dei primi personaggi apparsi nelle indagini sul petrolio in Basilicata, il capo di stato maggiore della Marina Giuseppe de Giorgi, che venerdì sarà interrogato.
INDAGATO DALLA PROCURA DI POTENZA. Già iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Potenza, la posizione dell'ammiraglio è sempre più pericolante. Nonostante si tratti di una denuncia anonima, le carte sembrano arrivare da qualcuno vicino a De Giorgi. La Marina militare ha smentito tutto: «I fatti contenuti nel dossier anonimo comparso sugli organi di stampa, forse dettati dall'autore per tutelarsi dal reato di calunnia, sono totalmente inesistenti».
IN SELLA A UN CAVALLO A UNA FESTA A BORDO. Si tratta di trentacinque pagine ricche di dettagli e atti ufficiali, che raccontano di «festini e spese pazze», come riporta La Stampa, «si legge ad esempio dei “festini da lui organizzati da comandante a bordo della nave Vittorio Veneto... con tanto di trasferimento a mezzo elicottero, di signorine allegre e compiacenti. O di quella volta, sempre da comandante della nave Vittorio Veneto in sosta a New York, che accolse gli invitati a un cocktail a bordo, in sella a un cavallo bianco”»
Una gestione di denaro pubblico a fini esclusivamente personali, come minimo. Ma gli affari di De Giorgi non sarebbero stati diretti solo a soddisfare piaceri personali.
I CINQUE MILIARDI PER IL RINNOVO DELLA FLOTTA. Secondo la Repubblica, tra le carte ci sarebbero anche documenti sugli oltre cinque miliardi di euro per il rinnovo della flotta sbloccati dalla Legge Navale del 2014. «Una questione determinante anche per l'indagine di Potenza», riporta il quotidiano, «Secondo l'accusa dei pm lucani, De Giorgi avrebbe chiesto l'intervento di Gianluca Gemelli per far sbloccare dal ministro Federica Guidi questi stanziamenti. E in cambio - sempre secondo le contestazioni - avrebbe fatto nominare al vertice del porto di Augusta una figura gradita al compagno della ministra».

Il favoreggiamento dei 'fedeli' e i due appalti sospetti

«Tutti sapevano e tutti, per paura delle sue vendette, tacevano circa l’uso improprio che l’ammiraglio, una volta diventato capo delle Forze Aeree della Marina, faceva degli elicotteri e soprattutto del velivolo Falcon 20 che in versione Vip lo trasportava continuamente come in un taxi (spesso in allegra compagnia da una parte all’altra dell’Italia, per l’esaudimento di interessi personali ma a spese del contribuente)», si legge ancora nel dossier anonimo, a quanto riportato da Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera. Che, oltre alle spese folli e non giustificabili, racconta anche di una gestione dei sottoposti atta ad escludere elementi “ostili” a vantaggio della carriera dei “fedeli”.
42 MILIONI PER LA ZONA UFFICIALI. Il quotidiano di via Solferino riporta anche di due appalti sospetti segnalati nel dossier. «Uno risalente al 2013, quando De Giorgi “in visita a una fregata classe Fremm nei cantieri di Fincantieri per completare le ultime fasi di allestimento, non gradendo la ripartizione delle aree destinate al quadrato ufficiali e dei camerini destinati al comandante, ordinava ai dirigenti di attuare le modifiche da lui indicate”», racconta il Corriere, «Costo dell’operazione: 42 milioni e 986mila euro che De Giorgi “cercò di coprire con un auto investimento da parte di Fincantieri che invece non aveva alcuna intenzione di finanziare neanche parzialmente e quindi si spesero decine di milioni del contribuente”».
IL DENARO PER LA SOCIETÀ FANTASMA. «L’altro affare riguarda “la produzione di unità sottili stealth ad altissima velocità, con scafi e strutture di carbonio trattato con l’applicazione delle nanotecnologie”», scrive ancora il Corriere (l'affare venne permesso proprio dai 5 miliardi sbloccati dalla Legge Navale), «Un progetto di altissimo livello che “De Giorgi propose con una lettera al capo di stato maggiore della Difesa, l’ammiraglio Luigi Mario Binelli Mantelli, chiedendogli l’approvazione a firmare una convenzione con la società As Aeronautical”. La missiva, datata 30 novembre 2013, è contenuta nel dossier. L’anonimo spiega che “l’Aeronautical Service tecnicamente non esiste e non dispone di apparecchiature, né di maestranze all’altezza. Il suo responsabile, ingegner Bordignon, millanta coperture illustri come De Giorgi e Valter Pastena”».
Lo stesso Pastena della Ragioneria di Stato che avrebbe messo insieme il dossier sul ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio.

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