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CASO 13 Aprile Apr 2016 0933 13 aprile 2016

Doina Matei, semilibertà sospesa dopo le foto su Facebook

L'avvocato: «Non aveva il divieto di usare i social network». È stata condannata a 16 anni per l'omicidio preterintenzionale di Vannessa Russo, colpita con un ombrello nella metro di Roma.

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Doina Matei in una delle immagini postate su Facebook.

Le foto su Facebook postate da Doina Matei, la giovane cittadina rumena condannata a 16 anni per aver ucciso Vanessa Russo nella metropolitana di Roma con un colpo di ombrello in un occhio, hanno spinto il magistrato di Sorveglianza di Venezia, Vincenzo Semeraro, a sospendere la semilibertà di cui la donna godeva.
POLEMICHE IN RETE. Quelle immagini di Doina sorridente, in costume da bagno, non erano sfuggite ai media e agli utenti della Rete e avevano provocato un aspro dibattito.
Per l'avvocato della Matei, Nino Marazzita, la decisione del magistrato di Sorveglianza è «un brutto passo indietro, forse dovuto all’effetto del polverone mediatico che si è sollevato sul caso dopo la pubblicazione di quelle foto».
Il legale annuncia battaglia: «In tribunale dimostreremo che fra i divieti non c’era quello specifico dell’uso dei social network».
OMICIDIO NON VOLONTARIO. Doina Matei è stata condannata per omicidio preterintenzionale. Dopo otto anni di carcere, aveva ottenuto il regime di semilibertà. Al processo si è sempre difesa spiegando che non era sua intenzione uccidere.
In un racconto premiato a un concorso letterario a Firenze, Doina scrisse: «Quando tornerò nel mondo il mio primo appuntamento sarà nuovamente con la morte. La prima cosa che farò sarà andare al cimitero di Prima Porta sulla tomba di Vanessa. Lo devo, lo voglio, voglio stare vicina al mio angelo custode, a cui un destino tragico mi ha unita per sempre».
«HA DIRITTO DI REINSERIRSI NELLA SOCIETÀ». L'avvocato Marazzita, commentando la semilibertà, aveva ricordato come la sua assistita, all'epoca dei fatti, avesse appena compiuto 18 anni e un vissuto difficile alle spalle, con due figli: «Ha scontato la sua pena e ora ha il diritto di reinserirsi nella società».
Quelle foto postate su Facebook, però, hanno cambiato tutto.

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