Uccisa a Ginevra, dubbi sulla rapina
DELITTO 13 Aprile Apr 2016 1315 13 aprile 2016

Ginevra, cosa sappiamo sull'omicidio di Valentina Tarallo

La ricercatrice italiana colpita a morte con una spranga. Esclusa la rapina: forse conosceva l'assassino.

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Aveva appena 29 anni Valentina Tarallo, la ricercatrice torinese barbaramente uccisa a Ginevra a colpi di spranga.
La città svizzera dà ora la caccia al suo assassino, che secondo gli ultimi sviluppi delle indagini potrebbe essere un uomo che la ragazza conosceva.

1. L'aggressione a colpi di spranga

Valentina rientrava a casa da una giornata di lavoro all'università di Ginevra, dove faceva la ricercatrice, quando un uomo le si è avvicinato, all'altezza del numero 22 di avenue de la Croisette: ne sarebbe nata una colluttazione, al termine della quale l'assassino della giovane italiana si sarebbe servito di una spranga per compiere l'omicidio.
Vani i primi tentativi di soccorso e la sfrenata corsa in ospedale per salvarle la vita.

2. Esclusa l'ipotesi della rapina

In un primo momento era stata presa in considerazione l'ipotesi di una rapina, con l'aggressore che avrebbe provato a strappare la borsetta alla ricercatrice. Uno scenario, questo, che gli investigatori sembrano avere accantonato, per concentrarsi sulla pista che porta a un uomo conosciuto da Valentina.
«Era riversa a terra, vicino alle auto parcheggiate, con i soccorritori che si davano da fare per aiutarla» - ha raccontato un abitante della zona - «vicino a lei c'era quel bastone di ferro, forse un piede di porco, lungo 60-70 centimetri». Il fatto che la ragazza torinese non sia stata uccisa per una rapina è avvalorato dal ritrovamento, sul luogo del delitto, del suo zainetto con all'interno il portafogli.

3. Caccia a un uomo tra o 20 e i 30 anni

Le indagini si stanno indirizzando sulla ricerca di un uomo tra i 20 e i 30 anni, , forse di origine africana e alto attorno al 1 metro e 90. Il ministero pubblico ginevrino ha avviato un'inchiesta e invitato «gli eventuali testimoni a mettersi rapidamente in contatto con la polizia». È stato il quotidiano La Tribune de Genève a riportare per primo l'indiscrezione secondo cui l'aggressore potrebbe essere una conoscenza della vittima.

4. Mistero sul rapporto tra l'omicida e la vittima

La vicina di casa di Valentina ha raccontato anche di qualcuno che, poche ore prima del delitto, avrebbe insistentemente suonato al campanello di casa della dottoranda. L’uomo che la polizia sta cercando sarebbe già noto alle forze dell’ordine francesi per altre aggressioni. Secondo fonti della polizia la giovane conosceva il suo assassino: Valentina faceva volontariato, chi l’ha uccisa sarebbe una persona di cui lei si era occupata. Alcuni media locali locali ipotizzano, invece che avrebbe avuto una relazione con la vittima.

5. A Ginevra per un dottorato in microbiologia

Un'altra tragedia, dunque, per il mondo accademico torinese, dopo il lutto del mese scorso per Serena Saracino, la studentessa Erasmus morta nello schianto di un bus al rientro da una gita a Valencia. Originaria di La Loggia, dove la famiglia vive tuttora, Valentina si era trasferita a Ginevra per un dottorato in microbiologia molecolare. Amici e vicini di casa la ricordano come una ragazza «sempre sorridente e solare», che «amava il balletto, le feste e cucinare il tiramisù con la ricetta della mamma», come scritto nel suo profilo sul sito internet dell'università di Ginevra. «Valentina era una ragazza speciale, sono cresciuta con lei e il solo pensiero di non poterla più rivedere mi fa venire i brividi», ha raccontato un'amica di La Loggia. «Lo scorso weekend era tornata a casa» - ha raccontato - «ma era ripartita subito per proseguire quel lavoro che l'aveva portata lontano ma che tanto le piaceva». I genitori Generoso e Mattea sono rientrati dalla Puglia, dove si trovavano, e hanno immediatamente raggiunto la Svizzera.

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