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GENEALOGIA 14 Aprile Apr 2016 2301 14 aprile 2016

Scoperti 35 discendenti di Leonardo da Vinci, tra loro Zeffirelli

Il regista tra gli eredi del genio rinascimentale. La ricerca, iniziata nel 1973, ha portato alla ricostruzione dell'albero genealogico fino ai successori in vita.

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Il regista Franco Zeffirelli.

Ci sono un architetto, un agente di polizia, un artista-pasticcere, un ragioniere e un fabbro in pensione: ecco alcuni dei 18, su 35, discendenti viventi di Leonardo da Vinci presentati in carne ed ossa il 14 aprile al teatro di Vinci a conclusione di una ricerca iniziata nel 1973 svolta da Alessandro Vezzosi e Agnese Sabato, del Museo Ideale Leonardo da Vinci.
ZEFFIRELLI TRA GLI EREDI DI LEONARDO. Tra i 35 eredi anche la sorpresa: il regista Franco Zeffirelli. Secondo la ricostruzione dell'albero genealogico da parte di Vezzosi e Sabato la famiglia Corsi (cognome originario del regista) si è imparentata con la famiglia Da Vinci nel 1794 grazie al matrimonio fra Michelangelo di Tommaso Corsi e Teresa Alessandra Giovanna di Ser Antonio Giuseppe Da Vinci, diretta discendente di Ser Piero, padre di Leonardo. Nell'occasione della serata 'Leonardo vive', annunciato anche per il 2 e 3 maggio a Firenze un convegno internazionale per approfondire le possibilità di individuare il Dna di Leonardo anche grazie a queste scoperte.
Quasi tutti i 18 discendenti presenti a Vinci sono stati contattati solo pochi giorni fa dagli autori della scoperta e sono arrivati in segreto per partecipare all'evento.
«PENSAVAMO FOSSE UNA LEGGENDA». Fra loro Giovanni Calosi, nato nel 1940 e residente a Vinci, ex ragioniere in una ditta di falegnameria. Calosi ha iniziato a collaborare con Vezzosi 9 anni fa per rintracciare gli altri discendenti. È stato il primo ad essere stato informato della discendenza diretta con Leonardo Da Vinci. «Mia madre Dina aveva ragione - racconta Calosi - ci parlava di documenti e lettere scritte al contrario che si leggevano solo allo specchio. Da generazioni si tramandava quella che noi abbiamo sempre ritenuto essere una leggenda e che invece si è poi dimostrata realtà. È per questo che a quei documenti, andati persi e venduti, non avevamo mai dato importanza».
«LA NONNA AVEVA RAGIONE». Gli fa eco la figlia Elena, classe 1968, architetto di Empoli. «Questa ricerca ci ha permesso di ricordare tutto quello che la nonna ci raccontava. Mio padre mi ha svelato solo alla fine i motivi della collaborazione con Vezzosi. L'ho aiutato a rintracciare i cugini e la sorpresa è stata generale. Cosa si prova a essere discendi di Leonardo Da Vinci? Ovviamente sono sorpresa io stessa, ma felice, felice anche per la mia nonna che non c'è più, e che era orgogliosa di avere il cognome Vinci. Stento io stessa a crederci ma è davvero emozionante vedere ricostruito il proprio albero genealogico ed andare a fondo delle proprie radici. Se poi fra queste radici trovi avi così importanti come Leonardo, ovviamente dopo lo stupore la gioia prende il sopravvento. Chi non ha studiato Leonardo o visto i suoi dipinti?».
LA BATTUTA PREMONITRICE DI ZEFFIRELLI. Quanto al legame tra Leonardo e Zeffirelli, gli studiosi del Museo Ideale Leonardo da Vinci sarebbero stati messi sulla stessa strada dal regista. «Quando nel 2007, al Quirinale, il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano consegnò al maestro Zeffirelli, il cui vero nome è Gianfranco Corsi, il Premio Leonardo», spiega Alessandro Vezzosi, «il regista pronunciò quella che sembrò un mot d'esprit, una battuta scherzosa: 'I Corsi, che sono la mia famiglia, sono anche una famiglia che discende da Leonardo'. Intervistato dai giornali, io confermai che quella dei Corsi era stata la casa dei Da Vinci al tempo della nascita di Leonardo ed era poi appartenuta veramente agli avi di Zeffirelli».

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