Giuseppe Giorgi 160415165011
INTERROGATORIO 15 Aprile Apr 2016 1651 15 aprile 2016

Inchiesta petrolio, De Giorgi: «Non mi dimetto per un corvo»

L'ammiraglio depone a Potenza. Il suo legale chiede l'archiviazione.

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L'ammiraglio Giuseppe De Giorgi, capo di Stato maggiore della marina.

Il suo nome è finito tra quelli del Petrolgate su cui indaga la procura di Potenza, che ha già portato alle dimissioni del ministro Federica Guidi. Lui però continua a dirsi estraneo ai fatti, conferma di non avere alcuna intenzione di lasciare il suo incarico, punta il dito contro il «corvo» che lo «ha dato in pasto» ai giornali, e attraverso il suo legale ha chiesto l'archiviazione.
DOSSIER CONTRO DI LUI. Il 15 aprile è stato il giorno della deposizione dell'ammiraglio Giuseppe De Giorgi, capo di Stato maggiore della marina, travolto da uno scandalo fatto di dossier in cui vengono messe in luce le sue spese folli, la gestione degli appalti, gli interessi condivisi col ministro Guidi.
E mentre lui contrattaccava ribadendo che «sarebbe un Paese strano se un capo di una forza di difesa si dimettesse dopo quello che hanno detto i corvi», il suo legale Pietro Nocita ha spiegato che «l'unica accusa nei confronti di De Giorgi è quella di abuso d'ufficio».
«ERA SERENO». L'interrogatorio è cominciato intorno alle ore 15.45, negli uffici della procura della Repubblica di Potenza. Fonti vicine alla Marina hanno confermato che De Giorgi, che indossava la divisa al momento dell'ingresso in Procura, era sereno.

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