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CRONACA 15 Aprile Apr 2016 1451 15 aprile 2016

Migranti, oltre 5 mila arrivi in Italia in quattro giorni

Sono 24 mila dall'inizio del 2016. La maggior parte arriva dall'Eritrea.

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L'Oim segnala 6 mila arrivi in Europa nel giro di pochi giorni, i più registrati in Italia.

Negli ultimi quattro giorni sono approdati sulle coste italiane 5.490 profughi: a renderlo noto è la Oim, l'Organizzazione internazionale per le migrazioni.
Complessivamente, sono 5.664 le persone sbarcate in Europa, di cui 174 in Grecia, le altre nel nostro Paese; e la mattina del 15 aprile altri 357 migranti sono stati accolti a Messina.
24 MILA DA INIZIO ANNO. Gli arrivi dall'inizio dell'anno sono 24.090, il 25% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Tendenza che, per il ministero dell'Interno, rischia di rendere il 2016 un anno da record.
E, secondo l'Oim, questi numeri sono destinati ad aumentare nelle prossime ore.
GOMMONI DA 130 PERSONE. I migranti hanno compiuto la rischiosa traversata del Mediterraneo a bordo di gommoni, ciascuno con circa 130 persone a bordo.
«Molti di loro vengono dall'Africa subsahariana, e abbiamo notato un aumento di arrivi dal Corno d'Africa, in particolare eritrei», informa Federico Soda, a capo della sede romana dell'Oim.
L'Eritrea, dal 1993 sotto il controllo del dittatore di Isaias Aferwerki, vive sotto la soglia di povertà, con servizio militare obbligatorio dai 17 anni, a tempo indeterminato.
Sulla totalità dei migranti approdati in Italia da inizio anno, il primato spetta alla Nigeria (3.443), seguita da Gambia (2.363), Somalia (2.018), Guinea, Costa d’Avorio, Senegal. La regione che ne ha accolti di più è finora la Lombardia (14.500), al secondo posto Sicilia (oltre 13 mila), al terzo Piemonte (8 mila).
NESSUN LEGAME CON L'ACCORDO TURCO. Il portavoce dell'Oim Joel Milman sottolinea che al momento nulla suggerisce un collegamento tra gli arrivi in Italia e i vertici tenutisi tra Ue e Turchia per arginare il flusso migratorio in arrivo dalla Siria, con la chiusura della rotta balcanica e la deviazione del traffico nelle isole greche.
Del resto, ben pochi tra i nuovi arrivati sono siriani.

Renzi: «Non c'è alcuna invasione in corso»

Intervenuto sulla questione, il premier Matteo Renzi ha dichiarato: «C'è un problema che riguarda il nostro Paese ma non c'è un'invasione in corso, è un grande problema, abbiamo idee chiare su come affrontarlo».
Quindi l'appello all'Ue, affinché «si faccia portatrice di una strategia a partire dagli aiuti ai Paesi africani e bloccare i viaggi della morte. Io non voglio minimizzare ma voglio dare un messaggio di serietà. I numeri degli sbarchi sono appena qualcuno in più rispetto allo scorso anno. Dico a italiani: buonsenso e ragionevolezza».
BRENNERO, NON SOLO UN VALICO. Infine, il premier ha affrontato il tema dell'Austria che minaccia di chiudere il passo del Brennero.
Renzi parla di «amici austriaci» ma ammonisce che «non faremo finta di niente» se qualcuno violerà le regole europee: «Se qualcuno deve dare messaggi di politica interna per ragioni comprensibili nazionali lo rispettiamo, ma il Brennero è un simbolo troppo importante per divenire oggetto di competizione e richiameremo tutti gli alleati al rispetto delle regole europee. Sono fiducioso che nessuno le violerà».

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