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CASO 15 Aprile Apr 2016 1102 15 aprile 2016

Regeni, New York Times: «Vergognoso silenzio della Francia»

Il quotidiano americano attacca Parigi: «Hollande al Cairo per vendere armi». Il ricercatore «vittima della repressione». Mattarella: «Non possiamo dimenticare Giulio».

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Giulio Regeni, ricercatore italiano di 28 anni, torturato e ucciso al Cairo.

Un silenzio «vergognoso».
Con queste parole il New York Times stigmatizza l'atteggiamento della Francia sull'omicidio di Giulio Regeni, accusando Parigi di non volersi esporre per non danneggiare gli affari con l'Egitto.
«Il peso della repressione di Sisi è caduto sugli egiziani, migliaia dei quali sono stati arrestati e molti torturati e uccisi. Tra le vittime c'è Giulio Regeni», scrive il Nyt, attribuendo apertamente al regime del generale la responsabilità dell'omicidio.
La morte del giovane ricercatore «ha costretto almeno un Paese, l'Italia, a riconsiderare i propri rapporti con l'Egitto. È tempo che anche le altre democrazie occidentali facciano lo stesso», prosegue il Nyt nel suo editoriale.
LE PRESSIONI DELL'ITALIA. «L'Italia ha chiesto agli altri governi europei di fare pressioni sull'Egitto. Alla fine Londra ha chiesto un'inchiesta trasparente. Ma c'è stato un vergognoso silenzio da parte della Francia, il cui presidente Francois Hollande andrà al Cairo lunedì per firmare un contratto da 1,1 miliardi di dollari in armi», scrive ancora il quotidiano americano.
«RENZI COSTRETTO A PRENDERE L'INIZIATIVA». Le violazioni dei diritti umani in Egitto, nell'era del presidente Sisi, «hanno raggiunto nuovi picchi, ma i governi occidentali che fanno affari e armano il Cairo proseguono a fare business come sempre, con la scusa della sicurezza regionale». L'editoriale del Nyt non nasconde che «come gli Stati Uniti, la Francia e la Gran Bretagna, l'Italia contava sull'Egitto per fermare l'espansione dell'Isis e trovare una soluzione al caos libico». L'Italia è anche «uno dei principali partner commerciali del Cairo». Ma l'indignazione per la morte di Regeni e l'indagine inconcludente delle autorità egiziane hanno costretto «il governo del premier Matteo Renzi a prendere l'iniziativa».
VENDERE ARMI ALL'EGITTO «AVALLA ALTRE BRUTALITÀ». L'accordo che secondo il Nyt verrà sottoscritto dalla Francia «sfiderà la risoluzione del parlamento europeo che chiede il bando all'export di equipaggiamenti e aiuti militari all'Egitto», in risposta al «messaggio agghiacciante della morte di Regeni». Il fallimento di queste misure «potrà solo dare luce verde ad altre brutalità del regime di Sisi».
MATTARELLA: «FARE MEMORIA È UN ATTO DI PACE». Sul caso Regeni è intervenuto anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con un messaggio in occasione del Meeting nazionale delle scuole per la pace che si svolge ad Assisi: «Un apprezzamento particolare intendo esprimere per la scelta di dedicare a Giulio Regeni l'edizione di quest'anno del vostro Meeting. Non vogliamo e non possiamo dimenticare la sua passione e la sua vita orribilmente spezzata. Fare memoria è un atto di pace che, sono convinto, aiuterà queste giornate di Assisi a produrre nuovi frutti», ha detto Mattarella.
I GENITORI DI GIULIO INVITATI ALL'EUROPARLAMENTO. I genitori di Giulio Regeni, intanto, su proposta degli europarlamentari del Partito democratico Patrizia Toia e Antonio Panzeri, sono stati invitati al parlamento europeo dalla presidenza della commissione sui Diritti umani.

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