Autostrade 160419161719
INFRASTRUTTURE 19 Aprile Apr 2016 1627 19 aprile 2016

Autostrade, mappa dei disastri italiani tra crolli e sprechi

Renzi parla di inaugurazione della Salerno-Reggio Calabria. Dove però si muore. Nonostante 7 miliardi spesi. Il 2015 nero della Sicilia e altri casi: la lista dei guai. 

  • ...

Un tratto della Salerno-Reggio Calabria.

Strade e autostrade costate milioni di euro, ma ancora insicure.
Per lavori fatti male o perché non hanno tenuto conto della natura.
Il risultato? Secondo i dati dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) solo sulle autostrade i punti a rischio di una frana sono 720.
STRUTTURE CON 35 ANNI. Per il governo il 40% di strade, ponti, viadotti e gallerie gestiti dall’Anas hanno più di 35 anni.
I lavori sono necessari dunque, ma ancora di più lo è eseguirli secondo le regole: questo non accade sempre.
E mentre il premier Matteo Renzi annuncia l’inaugurazione della Salerno-Reggio Calabria, sulle strade italiane si continuano a verificare crolli, incidenti. E si muore.
QUEL MEZZO SECOLO DI RITARDO. L’ultimo caso è quello di Vibo Valentia, dove la procura ha sequestrato la galleria Fremisi-San Rocco dopo la morte di cinque ragazzi in due diversi incidenti avvenuti con identiche modalità e proprio nello stesso punto dell’autostrada.
E dire che il ministro dei Trasporti Graziano Delrio ha dichiarato che «gli interventi di ammodernamento e miglioramento della Salerno-Reggio Calabria sono stati pari a un impegno, nel corso degli anni, di oltre 8 miliardi e 233 milioni di euro, 7 miliardi già spesi».
Quello dell’autostrada i cui lavori sono iniziati nel 1962 e sono durati mezzo secolo è un caso simbolico, ma non è l’unica storia di sprechi.

A Vibo asfalto inadeguato, luci non a noma, guard rail assente

La galleria Fremisi-San Rocco sulla Salerno-Reggio Calabria, sequestrata dalla procura di Vibo Valentia.

Nel caso di Vibo Valentia gli inquirenti credono che i difetti strutturali della galleria abbiano provocato entrambi gli incidenti.
Il 25 novembre 2015 era morto il 19enne Domenico Napoli, mentre il primo marzo 2016 hanno perso la vita altri quattro ragazzi, tutti fra i 22 e i 24 anni: Marzio Canerossi, Giuseppe Speranza, Fortunato Calderazzo e Francesco Carrozza.
SBALZATI E INVESTITI. Prima sbalzati dall’auto sulla quale viaggiavano e poi investiti da un camion.
Nell’inchiesta sono indagate 13 persone tra dirigenti Anas, progettisti ed esecutori dei lavori.
Sotto accusa l’asfalto, l’illuminazione non a norma e l’assenza di guard rail.
Negli ultimi anni gli episodi di strade e autostrade sequestrate su ordine delle procure italiane sono diversi.
FALDE CONTAMINATE. Solo a febbraio 2016 un tratto di poco meno di mezzo chilometro della statale 172 dei Trulli, che collega Martina Franca (Taranto) a Locorotondo (Bari) è stato sequestrato nell’ambito di un’inchiesta sull’impianto di depurazione di Martina Franca gestito dall’Acquedotto Pugliese per presunta contaminazione della falda.
Secondo gli investigatori lo scarico «ha anche causato un serio rischio idrogeologico» provocando «lesioni e fessurazioni».
Insomma, la strada può crollare da un momento all’altro. Quattro le persone indagate.

L'anno nero della Sicilia: nel 2015 cedimenti e inchieste

Il crollo del viadotto Scorciavacche sulla statale Palermo-Agrigento.

Il 2015 è stato un anno nero. Soprattutto per la Sicilia.
Caso emblematico è quello del viadotto Scorciavacche sulla statale Palermo-Agrigento.
È stato inaugurato alla vigilia del Natale 2014 ed è crollato dopo appena una settimana, a Capodanno.
Sulla vicenda è intervenuto il presidente del Consiglio Matteo Renzi, con un tweet (#finitalafesta) che annunciava provvedimenti esemplari per i responsabili.
LA 121 DEL PERICOLO. Due mesi dopo, a febbraio 2015, nel tratto della statale 121 Palermo-Agrigento a ridosso del viadotto Scorciavacche c’è stato un altro smottamento.
La procura di Termini Imerese (Palermo) ha aperto un’inchiesta.
Il tratto interessato ai crolli, poco più di un chilometro, è costato 13 milioni di euro, ma la Statale 121 è considerata una delle arterie più pericolose d’Italia.
Già nel 2015 erano in corso lavori di manutenzione e rifacimento su 34 chilometri di strada, per un costo complessivo di oltre 295 milioni di euro.
ISOLA SPACCATA IN DUE. Il 10 aprile il cedimento più grave che ha spaccato in due la Sicilia: quello del viadotto Himera, sull’autostrada Palermo-Catania in territorio di Caltavuturo.
Una frana ha provocato il crollo di quattro piloni. Si tratta della stessa arteria, la A19, per la quale l’Anas ha annunciato un piano di investimenti per 872 milioni di euro.
Nel frattempo, però, a novembre 12 persone sono finite nel registro degli indagati per l’uso di calcestruzzzo depotenziato e irregolarità nei materiali per i lavori di ammodernamento e raddoppio della statale 640 Agrigento-Caltanissetta.
I GUAI INIZIANO DAL 2013. Ma i guai della Sicilia risalgono ad almeno due anni prima, al 2 febbraio 2013, con il crollo di una porzione del viadotto Verdura, lungo la statale 115 che collega Agrigento a Sciacca, in territorio di Ribera.
Il ponte si squarciò a metà. Non ci furono feriti, solo perché qualche ora prima un’automobilista aveva segnalato un avvallamento e il ponte era stato chiuso per precauzione.

A Firenze barriere di protezione che non proteggevano

L'autostrada del Sole.

Ad aprile 2015 è crollato invece il viadotto ‘Italia’, sempre dell’Autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, di competenza Anas, tra le uscite di Laino Borgo e Mormanno, in provincia di Cosenza.
Il crollo ha provocato la morte di un operaio romeno, Adrian Miholca, 25 anni, impegnato a effettuare i lavori di demolizione.
DIFETTI DI INSTALLAZIONE. A maggio 2014 la procura di Firenze ha aperto un’inchiesta sui difetti di costruzione e di installazione delle barriere di protezione su alcuni viadotti dell’Autostrada del Sole tra Firenze e Bologna, tra i caselli di Mugello e Roncobilaccio.
Che cosa accadeva? Le Barriere che avrebbero dovuto avere una funzione protettiva non erano abbastanza efficienti nel contenere i veicoli in caso di urti o impatti. Sono stati sequestrati circa 20 chilometri di autostrada.
PURE I RIFIUTI TOSSICI. E per non farsi mancare nulla, neppure i rifiuti tossici, nel maggio 2013 la polizia ha sequestrato un tratto di 400 metri di strada statale Appia nel Comune di Sessa Aurunca (Caserta), posto a poche centinaia di metri dall’ex centrale nucleare del Garigliano, dove si sospetta siano sotterrati rifiuti tossici.
Risale al 2009 la frana che ha interessato circa 60 metri della superstrada Teramo-Mare, che costituisce il normale prolungamento dell’autostrada A24 Roma-L’Aquila-Teramo.

E gli sprechi? La Roma-Latina ha provocato 19 milioni di danni

Il percorso che avrebbe dovuto coprire l'autostrada tra Roma e Latina.

Da un lato le strade insicure, dall’altro gli sprechi. Ormai accertati.
Come quello sulla Roma-Latina, l’autostrada fantasma i cui lavori non sono mai partiti.
Secondo la Corte dei conti ci sarebbero 19 milioni di danno da ‘mancato risparmio’ subìto dalla Regione Lazio.
Alla base un sistema illecito che ha fatto lievitare i costi pubblici per la realizzazione dell’infrastruttura.
JONICA, COSTI LIEVITATI. Non è andata meglio per la nuova corsia della statale Jonica.
Secondo i magistrati della Corte dei conti «su Anas pesano forti e gravi responsabilità».
I lavori sarebbero stati appaltati senza il monitoraggio ambientale e le indagini archeologiche, che avrebbero evitato lo stop dei cantieri.
Che invece c’è stato, facendo lievitare i costi da 126 a 339 milioni di euro.
IN SARDEGNA CI METTONO 40 ANNI. Il futuro? Non sarà più roseo.
Basta guardare i lavori per la statale Carlo Felice, la strada più importante della Sardegna, quella che collega Cagliari e Porto Torres.
La gara fu aggiudicata all’Anas nel 2004. Quando vedrà la luce? I conti li ha fatti ancora la Corte dei conti: di questo passo ci vorranno altri 33 anni per finire il primo lotto.
Che, sempre secondo i magistrati, sta costando il 61% in più rispetto al terzo. Che è già finito.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso