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TRAGEDIA 20 Aprile Apr 2016 1705 20 aprile 2016

Migranti, Unhcr conferma il naufragio dei somali

Le testimonianze dei sopravvissuti raccolte dalle Nazioni unite: «Partiti dalla Libia, eravamo in 500 a bordo».

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Un momento del salvataggio di migranti alla deriva su un gommone, effettuato il 17 aprile scorso dalla nave privata SOS Mediterranee, Lampedusa, 17 aprile 2016.

Arrivano le prime conferme sull'ultimo, tragico naufragio nel Mar Mediterraneo, in cui circa 500 migranti avrebbero perso la vita la scorsa settimana.
Il quotidiano britannico The Guardian cita infatti le testimonianze di alcuni sopravvissuti raccolte dall'Unhcr, l'agenzia Onu per i rifugiati.
Secondo il loro racconto, il barcone affondato aveva a bordo «circa 500 persone» ed era partito dalla Libia, non dall'Egitto, come indicato finora.
L'imbarcazione era diretta verso l'Italia e trasportava cittadini somali, sudanesi, etiopi ed egiziani.
ASCOLTATI IN GRECIA 41 TESTIMONI. L'Unhcr ha svolto un'indagine a Kalamata, in Grecia, ascoltando 41 migranti. I quali hanno raccontato di essere stati coinvolti, o comunque di aver assistito, al naufragio del barcone. Tra le 100 e le 200 persone sarebbero partite da un punto della costa libica presso Tobruk, su un mezzo in pessime condizioni. Una volta al largo, i trafficanti avrebbero tentato di far salire a bordo altre persone che si trovavano su una barca più piccola. A causa del sovraffollamento, l'imbarcazione più grande sarebbe affondata.
BARCA PIÙ PICCOLA ANDATA ALLA DERIVA. I 41, prosegue l'Unhcr, sono persone che non erano ancora salite a bordo dell'imbarcazione affondata o che hanno raggiunto quella più piccola a nuoto, dopo l'incidente. La barca ha poi vagato alla deriva prima di essere avvistata il 16 aprile. Il giorno dopo sono giunti a Kalamata, dove sono stati identificati dalla polizia ed alloggiati nello stadio locale. Non è chiaro quando esattamente sia avvenuto il naufragio.
L'Unhcr, che sta fornendo ai 41 migranti le informazioni necessarie per presentare la richiesta di asilo, ha chiesto un'indagine approfondita sull'incidente da parte degli Stati coinvolti, e chiede maggiori sforzi e cooperazione internazionale per salvare vite umane e combattere i trafficanti. L'agenzia Onu per i rifugiati rinnova infine l'appello affinché l'Europa promuova percorsi certi e legali per i richiedenti asilo.

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