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GIUSTIZIA 20 Aprile Apr 2016 1818 20 aprile 2016

Serie A, diritti tivù: l'Antitrust multa Mediaset, Sky e Infront

Alterata la gara per la trasmissione delle partite nel triennio 2015-2018. Sanzioni da 66 milioni di euro, punita anche la Lega Calcio: «Impedito l'ingresso di altri operatori».

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Mediaset Premium, Lega Calcio, Infront e Sky sono state multate dall'Antitrust per i diritti televisivi della Serie A 2015-2018.

Un'intesa che ha alterato le regole della concorrenza e del mercato, per consentire la spartizione della ricca torta dei diritti televisivi della Serie A nel triennio 2015-2018.
Per questo l'Antitrust ha multato i principali operatori del settore, Mediaset Premium e Sky, ma anche la Lega Calcio e il suo advisor Infront.
In tutto le sanzioni ammontano a 66 milioni di euro. La multa più alta è per Mediaset Premium, condannata a pagare 51 milioni di euro. Seguono Infront con 9 milioni, Sky con 4 milioni e la Lega Calcio con 1,9 milioni di euro.
INFRONT E MEDIASET ANNUNCIANO IL RICORSO. Infront ha annunciato ricorso, affermando che «i fatti sono stati completamente travisati».
Mediaset «ricorrerà immediatamente nelle sedi competenti con istanza urgente di sospensiva, certa di un esito ben diverso», e si dice «allibita dall'odierna decisione dell'Antitrust», definendo la sentenza «infondata, basata su un teorema costruito sulla sabbia e del tutto privo di qualsiasi riscontro probatorio».
SKY: «L'ANTITRUST HA ACCOLTO LA NOSTRA TESI». Sky, invece, prende «positivamente atto della decisione dell'Antitrust». In attesa di «leggere attentamente il testo completo della decisione, possiamo già notare che l'Antitrust ha accolto sostanzialmente la tesi difensiva di Sky e riconosciuto che l'azienda non ha promosso alcun accordo restrittivo della concorrenza, cooperando pienamente per tutto lo svolgimento dell'indagine».
PROCEDURA COMPETITIVA AGGIRATA. La gara per l'assegnazione dei diritti televisivi finita nel mirino dell'Antitrust si è svolta a giugno 2014 e il procedimento dell'Authority è partito a maggio del 2015. Secondo l'Antitrust, l’intesa si è realizzata sostituendo con una soluzione concordata l’esito dell’assegnazione dei pacchetti A, B e D, aggirando la procedura competitiva prevista dalla legge.
I SUGGERIMENTI DI INFRONT. La Lega Calcio, invece di assegnare i diritti al miglior offerente, secondo l'Antitrust ha promosso una soluzione negoziale, su suggerimento e con l’ausilio di Infront. Un accordo che, in contrasto con le regole del bando, avrebbe recepito l’assegnazione concordata tra i due principali concorrenti, Mediaset Premium e Sky.
SKY HA COLLABORATO CON L'ANTITRUST. Mediaset sarebbe stata d'accordo fin dal primo momento, ovvero fin dall'apertura delle buste. Mentre Sky, benché alla fine abbia aderito al progetto di spartizione, ha assunto all’inizio un atteggiamento nettamente contrario alle iniziative delle altre parti, e sarebbe stata 'spinta' all’intesa anche dal loro comportamento, per mantenere poi un «atteggiamento collaborativo» nei confronti dell’Antitrust.
IMPEDITO L'INGRESSO DI NUOVI OPERATORI. L'accordo ha prodotto l’effetto di garantire la ripartizione del mercato tra i due operatori storici, assicurando l’assegnazione dei diritti a Mediaset Premium e precludendo l’ingresso di nuovi operatori, sia nell’immediato (Eurosport in relazione al pacchetto D), sia in futuro (l’alterazione della gara è tale da incidere negativamente sulla credibilità delle future gare e, quindi, sulle aspettative di ingresso di nuovi player, scoraggiando qualsiasi concorrenza sul merito). L’intesa, di conseguenza, ha influito sulla ripartizione di risorse strategiche per il mercato della pay tv e per quello della raccolta pubblicitaria. L’Antitrust l'ha giudicata quindi particolarmente grave, ai sensi della consolidata giurisprudenza nazionale e comunitaria.

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